Torino trasformato: dalla sveglia ai pasti al Fila, così D'Aversa ha salvato i granata
Prima ancora che in campo e sulle gambe, D’Aversa ha voluto entrare nella testa dei suoi giocatori. Ereditò un Toro in crisi d’identità, entrato in un vortice negativo che rischiava di portare seriamente alla retrocessione. Poi, tra un’inversione netta di risultati e le concorrenti che hanno frenato, la missione salvezza è stata centrata senza grossi patemi da fine febbraio in avanti. Ma come ha fatto l’allenatore a stravolgere così il Toro? "Prima ancora dell'aspetto tattico, siamo intervenuti con regole fondamentali: nello sport e nei lavori di gruppo servono regole rigide e ferree, perché poi sono cose che si riportano anche dentro al campo" ha spiegato lo stesso D’Aversa a più riprese, con Vlasic e compagni che hanno sfiorato quota due punti di media a partita e al Grande Torino hanno iniziato a viaggiare con un ritmo da scudetto.
Per prima cosa, il tecnico ha cambiato gli orari: molto spesso la squadra è stata convocata al Fila entro le 8 del mattino anche dopo le vittorie pesanti. Così si è ricostruito il gruppo, che spesso e volentieri si è fermato nel quartier generale pure per il pranzo post-allenamento, non solo per la colazione. Uno spogliatoio è unito in campo soltanto se lo è fuori, in questo modo D’Aversa ha lavorato anche in questa direzione. L’altra grande novità introdotta dal tecnico è stata il “test della bilancia”, come sottolineato in più occasione per quel che riguardava Zapata. "Io controllo tutto e il fatto che si sia presentato con un peso forma ottimale significa che ha lavorato bene anche fuori dal campo, ne sono orgoglioso" diceva il tecnico quando il colombiano è rientrato dall’infortunio. Adesso non bisogna fermarsi sul più bello, mancano ancora gli ultimi due ostacoli tra la trasferta di Cagliari e la Juve. L’obiettivo massimo che si può raggiungere è pareggiare il peggior Juric, quello del 2021/2022, ma vorrebbe dire centrare quota 50 punti e farne sei negli ultimi 180’. Vittoria nel derby compresa, ovviamente.






