Petrachi sul mercato: "Portiere e due difensori centrali le priorità"
Gianluca Petrachi, dopo le parole di Ignazio Abate, parla anche di calcijomercato.
Quanti elementi possono arrivare più in fretta?
"Il portiere e due difensori centrali sono le priorità, siamo carenti. Abbiamo puntato le nostre prime scelte, li stiamo aspettando. Stiamo facendo investimenti, non solo parametri zero. A volte non dipende da un giocatore che vuole venire o da un agente che ci ha già detto di sì, bisogna impostare e seguire le trattative. L'indicazione di Abate è che vuole difensori bravi anche a giocare a calcio: on è nemmeno facile trovarli, si vuole iniziare un certo percorso con caratteristiche specifiche. Coco e Ismajli sono due marcatori, bravi nell'aggredire e meno propensi al gioco da dietro ma bisogna anche prepararli. L'idea è prendere due elementi che facciano tutto".
In mediana arriverà qualche elemento più esperto?
"Quello è il reparto in cui abbiamo più giocatori, giocheremo a due e abbiamo già esuberi. Poi dovesse uscire qualche giocatore, può essere rimpiazzato. Stiamo lavorando su molti fronti: ciò che non ci manca è avere le idee chiare".
Qual è la situazione attuale di Adams?
"In vacanza, beato lui.... Quando tornerà, gli parleremo e vedremo cosa vuole fare. A gennaio ci fu una richiesta per lui ma mi diede disponibilità a restare per riparlarne in estate".
Il rinnovo di Zapata?
"Zapata? Si è dimostrato leader silenzioso, parla poco ma incide e dice cose sagge. Si è spalmato lo stipendio, ha fatto un gesto importante".
La permanenza di Simeone?
"Ci sono momenti in cui un giocatore è stanco e pensa alla famiglia. Gli abbiamo fatto capire che è giovane e che non è ancora il tempo di tornare a casa, lui lo ha capito. Abate gli ha parlato per mezz'ora, è ripartito con grinta".
Sarà un Toro con un'anima italiana?
"Sono partito da questa idea, peròt ante volte sono stato rimbalzato. Mi piacerebbe portare più italiani possibili, ci sto provando. Ma ci sono prezzi inaccessibili, pensate a Palestra. Qui a volte sono state raccontate cose non totalmente vere: il Toro fattura 80 milioni, devi rimanerci dentro. Se uno lavora bene, in Europa siamo arrivati senza spendere centinaia di migliaia di euro ma attraverso una visione comune. Voglio tornare a quella visione".
Da D'Aversa ad Abate: come spiega il cambio?
"Ringrazio innanzitutto D'Aversa, è doveroso, ha fatto un lavoro incredibile. Avrebbe meritato la conferma, ma c'era il mio desiderio di cambiamento: volevo fare un calcio diverso, più come piace a me, cercando di lavoro sui giovani e portando freschezza. Abate ha dimostrato di avere idee e capacità importanti. Condivido in pieno le sue idee, il passaggio è stato obbligato per andare in una direzione".
I giovani del Toro sono competitivi?
"Abbiamo quattro o cinque elementi di valore. A loro ho detto che non stanno facendo numero, ma devono dare tutto. Non è detto che qualcuno non possa restare: quando vedo fame ed entusiasmo, non mi interessano i curriculum".
In porta Gill è la vostra prima scelta?
"Un mese e mezzo prima del Mondiale, lo contattai e stavo portando avanti la trattativa con l'ex presidente del San Lorenzo. Ci sono state le elezioni, il presidente è saltato e sono saltati i meccanismi. Cambiando il presidente e gli interlocutori, poi si è messo di mezzo il Mondiale. All'epoca si poteva chiudere a cifre ragionevoli, oggi è diverso: non è una trattativa totalmente chiusa, ma il prezzo si è triplicato da quando l'avevo bloccato".
Obrador è un discorso chiuso?
"Io devo anzitutto valorizzare Cacciaman, dandogli possibilità. Spendere 9 milioni per Obrador non era una condizione, magari a un prezzo diverso...".
L'assenza di Cairo oggi significa che avrà più potere?
"Una scelta personale del presidente, ha delegato me per presentare il mister. Cosa l'abbia generato lo sa il presidente. Stiamo andando avanti nel percorso, quest'anno mi è dispiaciuto che qualche tifoso mi abbia detto che preferiva retrocedere, basta che vada via il presidente. Si può dire che abbiamo vinto solo un derby, ma nella mia vita ho imparato ad affrontare l'onda senza farmi trascinare".


