ESCLUSIVA TG – Berry: “Temo che la Roma ci asfalti. Speriamo che Cairo compri lo stadio e così poi venda il Toro”
Marco Berry è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Berry è un illusionista, comico, autore, conduttore televisivo ed è grande tifoso del Toro. Con lui abbiamo parlato del mercato del Torino che si è concluso da poco e della prossima partita con la Roma.
Cosa ne pensa del mercato fatto dal Torino?
“Ma perché c'è stato?.
Almeno l'ultimo giorno la rosa è stata completata e sono stati presi alcuni giocatori come Mandragora che servivano.
“Sì, ma siamo scandalosi. Vabbè, vediamo insomma. Boh, vediamo. E intanto aspettiamo la Roma di Gasperini, voglio vedere cosa facciamo contro di loro. Mi sembra tutto un po’ …. che ti devo dire? Speriamo. Ormai mi viene solo più da ridere perché tutti gli anni arriviamo a questo momento. Con Vanoli eravamo partiti bene e poi l'hanno mandato via. L'anno scorso con Baroni lasciamo perdere e poi è arrivato D’Aversa che ci ha risollevati e alche lui è stato mandato via. Dobbiamo godere del fatto che Cacciamani che lo voleva Gasperini alla Roma non glielo abbiamo dato e che è rimasto da noi e che ieri gli hanno rinnovato il contratto fino al 2031 così fino a gennaio ce lo teniamo, poi chissà. Ci rendiamo conto che dobbiamo godere per queste cose? E per il resto, come dicevo, speriamo che ci siano almeno quattro squadre più sfigate di noi così ci salviamo”.
Per questo ne bastano tre.
“Sì, ma con quattro almeno non arriviamo proprio a ridosso di chi retrocede. Il problema è che il numero delle squadre più forti di noi sta aumentando. Per il primo posto in classifica ormai se la giocano in cinque o forse anche di più e tutte queste squadre dobbiamo affrontarle e in più incontreremo quelli che si batteranno per non retrocedere per questo non so cosa dire. Speriamo che Cairo compri lo stadio e che così poi venda il Toro”.
Lunedì ci sarà la Roma che ieri in Champions League ha pareggiato a Istanbul col Fenerbahçe e che in campionato dopo tre giornate è a punteggio pieno. Un bel test per il Torino che nell’ultima giornata ha battuto la Fiorentina?
“Gasperini di certo non sta a guardare cosa facciamo noi, ci asfalta!”.
Quindi dice che il Torino non ha nessuna speranza?
“La Roma in questo momento è forte e Gasperini sa il fatto suo, forse se ce la giochiamo alla morra cinese abbiamo qualche possibilità in più”.
La Roma sarà un po’ stanca anche a livello mentale per la gara di Champions, mentre il Torino ha entusiasmo e ha avuto nove giorni per preparare la partita, almeno questo sarà un piccolo vantaggio?
“(Ride, ndr). Speriamo che la Roma buchi in autostrada o che ci sia una bufera e l'aereo arrivi in ritardo oppure che i giocatori giallorossi mangino qualche cosa che gli faccia venire il mal di pancia o che si dimentichino di venire a giocare a Torino (ride di nuovo, ndr)”.
Non riesce proprio ad avere un briciolo di fiducia. Ma di mister Abate che pensa?
“Si sta impegnando come tutti i giocatori, per carità. L'allenatore mi sembra uno che ci mette l'anima. Sai, è ho proprio un po' di delusione perché sono anni che arriviamo all'ultimo giorno di mercato sperando che qualche giocatore non trovi squadra e così ce lo accaparriamo noi. Mi sembra così, una roba da chi va a raschiare il fondo del barile per prendere chi è rimasto dopo che nessun altro lo ha preso. Poi qualche volta ci va anche bene, ma qualche altra volta ci va male. Purtroppo è proprio sempre così alla fate bene fratelli e speriamo che vada bene.
Il problema è che il calcio è un’azienda umorale dove si regalano emozioni, esperienze. Si vive una settimana di m… e poi arriva la partita e te la devi giocare. Puoi anche perdere, ma se vinci è fighissimo. Non importa se perdi se sai che c'è una squadra che è stata costruita per raggiungere un obiettivo, ma qui al Torino non c'è nulla. È un'azienda che deve galleggiare gestita come un'azienda che vende bulloni. Il motto è reggere per cui tanto è stato speso e tanto deve essere incassato con l’aggiunta di una percentuale per gli utili. Il calcio però non è così, non può essere così. C'è mezza città che sta lì a guardare e che si sta emozionando, che soffre, che lotta. Ma no, basta!”.
Quindi affinché le si risollevi il morale aspetta solo che Cairo venda il Torino?
“Sì, a questo punto sì. Mi dicono, ma la campagna acquisti. Già certo fatta l’ultimo giorno. Capito? Che cosa mi dice l'ultimo giorno? Che se c'era uno che avevi preventivato di comprare e qualcun altro nel frattempo lo ha preso non lo puoi più comprare. O aspetti gli scarti? La svendita? Quello che non gioca altrove ti dice vabbè vengo a questa cifra per un anno così gioco. Oppure ti danno in prestito uno con la possibilità del riscatto e poi tanto fin da subito, a prescindere se farà bene o male, già sappiamo che non verrà riscattato perché la cifra è troppo alta. Ma di cosa stiamo parlando? Del nulla mi sembra”.
Però bisogna dire che l'ultimo giorno di mercato è arrivato Mandragora e effettivamente nella partita con la Fiorentina il suo ampiamente l'ha fatto e anche Belghali e Bragança.
“Certo, no no, per carità di Dio! Assolutamente. I ragazzi in campo fanno quello che possono ci stanno mettendo l'anima, sono forti, sono bravi è fighissimo! E anche lui veramente ha tirato su la squadra, abbiamo fatto tre punti fuori casa ed è super figo. Ma adesso vediamo, speriamo continui così. Meno male che abbiamo incontrato la Fiorentina in mezzo al guado con loro che erano in mezzo alla bufera più totale e con Grosso che non sapeva più che peci pigliare e infatti non gli hanno dato neanche il tempo di iniziare che è stato esonerato ed è tornato Vanoli. Se fra due domeniche incontrassimo la Viola, non sarebbe più così. Lo sai, io sono sempre super positivo con il Toro: dai, forza!, però da anni è veramente imbarazzante questo ridursi all'ultimo giorno per prendere qualche giocatore indispensabile. Certo l’ultimo giorno anche quest’anno si è corretto il tiro, va bene, okay. Ma un mese prima fammi vedere che hai un progetto, raccontami che c'è un progetto, un'idea di cosa vuoi fare per farmi sognare. Il calcio è sognare, se non sogni come tifi? Come dici: dai, forza!
All’allenatore non hai dato la squadra due mesi prima così ha potuto fare tutta la preparazione, ma gliela hai data dopo due giornate di campionato e al secondo turno di Coppa Italia. E’ proprio il concetto che non va bene, ma magari mi sbaglio io. Guarda, è il primo anno che sono veramente negativo. Sono proprio stanco, stanco”.
Nella seconda parte dello scorso campionato i tifosi nelle gare in casa, tranne nell’ultima col derby, hanno disertato lo stadio, ma adesso sono tornati. Cosa ne pensa?
“Speriamo che reggano e speriamo di fare tre punti anche lunedì e che la Roma debba dire per tutto il campionato: porca miseria abbiamo perso quei tre punti all'inizio del campionato proprio contro il Toro. Un po' come era successo l'anno scorso. Gasperini arriva dalla Champions e non si rende conto che sta per incontrare un grandissimo Toro, anche perché poi affronteremo il Bologna, che oggi ha un solo punto e vorrà risollevarsi per cui potrebbe essere una bestia nera, e a seguire ci sarà la lunga sosta del campionato per la Nazionale”.
Qual è il calciatore dal quale si aspetta qualche cosa indipendentemente da cosa farà la squadra?
“Pulici (ride, ndr). Ho visto il Torino giocare e tutti ci stanno mettendo l’anima per cui non dico il nome di uno in particolare, ma dico la squadra. Anche l’allenatore Abate mi sembra uno che sa cosa sta facendo. Comunque ci sarà grande sofferenza perché non è cambiato nulla: tutto cambia per rimanere sempre uguale. Voglio però vedere l’anima Toro, una squadra che morde l’erba e che ci mette tutto fino a quando la partita è finita e i giocatori sono tornati nello spogliatoio. Devono solo tirare fuori l'anima, poi posso anche perdere, pazienza. Non un giocatore, ma tutta la squadra. Se c'è un leader che trascini tutti gli altri in modo che tutti tirino fuori quell'anima Toro. Se accadrà possiamo anche perdere, lottare solo per la metà classifica, ma va bene uguale. Però non mollino e lottino in ogni partita perché se lottiamo da Toro non ci sarà nessuna squadra che possa affrontarci senza aver l'ansia da prestazione e senza aver l'ansia per il risultato. Se non molliamo sono felice”.
Parlando di lei, cosa stai facendo a livello lavorativo?
“Sto preparando un evento che si svolgerà il 31 ottobre in occasione del centenario della morte di Houdini. Sarà una serata, ci sarà la conferenza e lo spettacolo con una seduta spiritica, insomma tutto un evento che racconti chi era Houdini. Questa serata si svolgerà a Torino e stiamo definendo il luogo”.


