Torino, la difesa è da ricostruire: solo il Pisa ha fatto peggio. L'unica certezza è Ismajli
La ricostruzione del Torino partirà inevitabilmente dalla difesa perché i 63 gol subiti nell’ultima stagione rappresentano un dato allarmante, migliore di quello del Pisa retrocesso, e certifica tutte le difficoltà di un reparto che negli ultimi due anni ha progressivamente perso solidità e identità, complici le partenze dei vari Bremer, Buongiorno e Rodriguez.
Le goleade incassate contro Inter e Como sono state soltanto l’emblema di una stagione complicata, nella quale anche la gestione della linea arretrata ha creato non pochi problemi. Per questo il club è pronto ad avviare una vera rivoluzione. Tra i possibili addii c’è anche quello di Maripan, passato in poco tempo da punto fermo a riserva, fino alla chiusura amara della stagione con una squalifica. Restano invece diversi interrogativi attorno a Ebosse, rientrato all’Udinese dopo il prestito, e a Coco, che potrebbe partire davanti a un’offerta convincente. L'unico che sembra certo di restare è Ismajli, ritenuto il perno della difesa.
Il Torino vuole inoltre tornare a costruire una squadra più giovane e con maggiore identità italiana. In quest’ottica si inserisce il tentativo di riprendere Marianucci dal Napoli con una nuova formula temporanea, mentre Alessandro Dellavalle, di ritorno dal Modena, avrà l’occasione di giocarsi le proprie carte nel ritiro estivo. All’addio sicuro, invece, Sazonov, il georgiano arrivato nel 2023 come promessa ma che ha giocato in tutto 350’, anche a causa di diversi infortuni.
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