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Le notti magiche di Spinazzola, di Locatelli, di Chiellini e non solo: tutte le pagelle dell'ItaliaTUTTOmercatoWEB.com
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lunedì 05 luglio 2021 07:50Euro 2020
di Giacomo Iacobellis
fonte dall'inviato di TMW a Euro 2020, Marco Conterio

Le notti magiche di Spinazzola, di Locatelli, di Chiellini e non solo: tutte le pagelle dell'Italia

Tre vittorie nel girone, poi quella sofferta contro l'Austria agli ottavi e la straordinaria affermazione contro il Belgio ai quarti. Come sono andati finora gli azzurri? Queste le pagelle delle quattro gare vinte dalla Nazionale di Roberto Mancini nella fase a gironi e a Wembley agli ottavi, dell'inviato di Tuttomercatoweb.com a Euro 2020.

LE PAGELLE DI ITALIA-TURCHIA

Donnarumma 7 Sentir le pressioni del mercato non è cosa da grandi. Lo dimostra quando Yilmaz s'incunea in area e lui mette in guantoni. Un'occasione turca, un intervento. Così fanno i grandi.

Florenzi 6 Totti qui ha insegnato che Nemo propheta in patria ha degne eccezioni. Al ritorno all'Olimpico paga lo scotto con l'emozione, poi si riprende ma le condizioni fisiche non erano al meglio sicché va fuori al 45' dal 46' Di Lorenzo 6.5 Entra benissimo in campo, senza paura. Poco tempo indietro negli almanacchi era a giocare in periferia del calcio che conta. Un'altra grande storia di provincia)

Bonucci 6.5 Schiena alta e tanto mestiere, mette da parte il fioretto del rifinitore e gioca una partita di profondo mestiere. Duro, tosto, cattivo, sempre presente e costante. Accanto a Chiellini, che coppia.

Chiellini 7.5 L'ultima thule in azzurro Giorgio da Livorno la gioca con la grinta del gladiatore. Con Yilmaz è scontro tra pesi massimi, di muscoli e impeto. Vincitore straripante.

Spinazzola 7.5 Mancini gli affida l'oneroso ruolo d'essere il Grosso della sua Italia. Preso carico delle responsabilità, è la spina nel fianco della Turchia e del quotato Celik del Lille. Propizia il raddoppio ma non solo.

Barella 7 Invisibile muratore della difesa, evidente distruttore di quella avversaria. Doveva essere il banco di prova per il salto di qualità della carriera. La prima è superata.

Jorginho 7 Che belle regie. Quelle d'Europa, dei trionfi col Chelsea. Un giocatore così l'Italia non ce l'aveva dai tempi di Andrea Pirlo, nel ruolo. Brasiliano nelle idee, freddezza italiana.

Locatelli 6.5 Del reparto è quello certamente meno brillante, che cerca più gli appoggi nella comfort zone. Però nel primo gol c'è tutto il suo genio, la sua gioventù sprezzante d'ogni pressione. (dal 74' Cristante sv)

Berardi 7 Una storia che sembra una favola. Il ragazzo di provincia, che viene dal calcetto, una vita a Sassuolo. E' la sera dei suoi sogni, la 11 sulle spalle e una responsabilità grande. La deviazione di Demiral poco importa, il gol è tutto suo. (dall'86' Bernardeschi sv)

Immobile 7 Re Ciro, nel suo teatro ma con un altro abito di scena. Sembra rinato, dopo qualche settimana faticosa con la Lazio. Prima con la Repubblica Ceca, poi rapace con la Turchia. Scarpa doratissima. (dall'81' Belotti sv)

Insigne 7.5 Il carico dell'inventiva e della scintilla, è il piccolo grande lucchetto che deve scardinare una Turchia asserragliata sui suoi Dardanelli. Nella ripresa supera i confini e trascina l'Italia in un mare da sogno. Un gol bellissimo. Un gran 10. (dall'81' Chiesa sv)

Mancini 7.5 D'azzurro vestito, con quel colore che fa molto 1982, toglie la giacca alla fine del primo tempo e l'Italia si rimbocca le maniche. E vince, convince, poi domina e stravince. Se il buongiorno si vede dal mattino.

LE PAGELLE DI ITALIA-SVIZZERA

Donnarumma 6.5 Quando al trentesimo esce ai venticinque metri per deviare con maestria un pallone di testa, vien da pensare come sia possibile farlo a vent'anni. Un fenomeno, veterano nell'anima, potenziale numero uno al mondo. La parata su Zuber è il timbro sulla raccomandata.

Di Lorenzo 7 Il soprannome da ragazzo era Batigol, perché giocava da attaccante. Ha arretrato il baricentro e non ha pagato lo scotto con l'emozione, lui che viene dalla gavetta e che terzino destro s'è consacrato a Matera.

Bonucci 7 Non ha mai difettato d'autostima ma quella che ha trovato in questo ciclo azzurro con Mancini lo fa giocare leggero su una nuvola. E poi l'io è al servizio della squadra quindi ben venga.

Chiellini 6.5 L'esultanza del Gorilla, quando segna, è la gioia primitiva del ragazzo che vive dei suoi sogni. Poi l'impatto con la realtà: la speranza è che il cambio sia solo frutto della precauzione. (dal 20' Acerbi 6.5 Entrare a freddo richiede sangue surgelato. Lo fa, da leader, scafato, sulle sue mattonelle, d'azzurro vestito).

Spinazzola 7L'Alta Velocità della mancina degli azzurri è una costante delle prime due partite dell'Italia. Quando parte palla al piede dà sempre la sensazione di poter far qualcosa di bello e d'improvviso. E lo fa.

Barella 7 Il Kanté d'Italia è un motorino che si fa sentire in entrambe le fasi. Oscuro equilibratore, davanti al chiacchieratissimo Xhaka sale in cattedra. Attorno a lui crea il vuoto: un'isola di uomo.

Jorginho 7 Un altro che è figlio della gavetta ed è uscito a veder le stelle. Sogna di vivere le stesse emozioni con l'Italia che ha respirato in Champions col Chelsea. Per adesso i brividi son quelli.

Locatelli 8 L'immodesto Manuel Locatelli ha ogni ragione del mondo per sentirsi speciale. Lo è stato da ragazzo, per poi impattare con la realtà. Lo è da due anni. Lo è stasera. Due gol straordinari: non è pronto per il grande salto. E' già in volo.

Berardi 7.5 La sfrontatezza dei grandi, pure per uno che non è mai voluto uscire dalla sua comfort zone. Indossa l'abito di gala come se fosse sempre stato abituato alle serate alla Scala. L'assist per l'uno a zero è una pepita. (dal 69' Toloi 6 Benvindo, Rafal. Con lui Mancini mette la difesa a tre: sicuro, si destreggia senza voler strafare, com'è da comanda per chi muove i primi passi all'Università).

Immobile 7.5 Segna e lo fa pure con un destro splendido dal limite. Centravanti vero e puro. Non è una star ma in quest'Italia operaia è meglio così: tutti per uno, uno per tutti.

Insigne 7.5 Presto verrà brevettato il tiro alla Insigne. Ovvero quello dove punti l'uomo, lo sguardi, sorridi, e poi morbido e quasi sonnolento concludi al giro sul palo lontano. Come la telefonata del call-center: sai che è quella, ma continui a caderci imperterrito. (dal 69' Chiesa 6 La Svizzera pare già messa in banca e lui entra per gestire con la sua giovane esperienza il risultato. Missione completata).

Mancini 8 Ventinovesimo risultato utile consecutivo. Nona gara di fila senza subire gol. L'Italia è bellissima. Di provincia, senza stelle ma bellissima. Testa bassa e pedalare, ora. Con un sogno in mente.

LE PAGELLE DI ITALIA GALLES

Donnarumma 6.5 Resta imbattuto, senza prender gol e giocando ancora una prestazione sontuosa. Domani lo aspetta il futuro a Parigi, ma le sirene di mercato non l'hanno certo distratto.Chapeau. (dal 90' Sirigu sv)

Toloi 7 Quando Fabio Grosso gridava di gioia a Berlino, era brasiliano a ogni effetto e sognava nelle giovanili del Goias. Il centrale di Gloria d'Oeste s'è dimostrato terzino destro affidabile e mica solo per la retroguardia a tre.

Bonucci 6.5 Garanzia e sicurezza. Guida Bastoni e dirige pure gli altri alla pressione di una partita mica di poco conto: chi si gioca un biglietto aereo e il tabellone che verrà. Bonucci è sempre più leader. (dal 46' Acerbi 6.5 Come l'altra volta. Entra con la sicumera del gran giocatore. Personalità e freddezza, un giocatore di ghiaccio, forse mai celebrato come merita).

Bastoni 7 Il ventiduenne che s'è ispira a Sergio Ramos gioca una prestazione d'autore. Dormiremo sonni e pure sogni tranquilli a lungo con bastoni a tirar la carretta della difesa azzurra.

Emerson 6.5 Da quella parte c'è Bale che pare più concentrato sugli Open di golf che sul sogno Europeo. Corre e sgroppa, su Gunter prova pure a imitare l'ala gallese e quel che fece contro il Barcellona.

Pessina 7 Si è presentato a un ritiro per scherzo con una borsa marcata da un noto portale a luci rosse. Una serata d'amore bellissima, la sua corsa braccia aperte e occhi chiusi dopo il gol rievoca ricordi dolcissimi. (dall'87' Castrovilli sv)

Jorginho 8 Il termine volante, ovvero il pivot del calcio, deriva da Carlos Martin Volante, un sublime argentino del Flamengo. Ne è forse il miglior rappresentante a livello mondiale. E' l'architetto imprescindibile dei piani futuristici di Mancini. (dal 74' Cristante sv)

Verratti 8 Magnifique. Torna e con quel talento benedetto dalla Dea Eupalla, rende tutto più semplice. Un proverbio francese dice che 'non importa il fogliame se nasconde un bel frutto'. E' mancato tantissimo vederlo in campo, délicieux.

Chiesa 7.5 Andava a cento all'ora, e dire che pareva pure non in perfette condizioni. Pare quello dei giorni luminosi in bianconero, quello dell'ultima stagione con Pirlo. Un altro moschettiere dell'armata azzurra.

Belotti 6.5 Gallo col Galles, gioca al servizio dei compagni una partita di immenso sacrificio. All'inizio fatica a prender la mira, poi Ward con lui è tutt'altro che generoso: le ambizioni di un gol all'Olimpico sono rimandate. Al futuro?

Bernardeschi 7 Il fratello biondo di quello visto alla Juventus. Idee più chiare, in azzurro cerca la giocata che al netto delle colpe d'ognuno, in bianconero non ha mai provato. E non gli è mai riuscita. Nuova giovinezza. (dal 74' Raspadori sv)

Mancini 8 Chiedere di più è difficile. L'Italia è bella. L'Italia vince. L'Italia è prima. L'Italia sogna. L'Olimpico canta Notti Magiche. C'è tanto profumo di un nuovo inizio.

LE PAGELLE DI ITALIA-AUSTRIA

Donnarumma 6.5 Gioca con la sicurezza del veterano e ringrazia pure il VAR per il gol annullato ad Arnautovic dove l'uscita era stata incerta. Poi quando conta c'è anche nel mare in tempesta.

Di Lorenzo 5.5 La storia del working class hero funziona a singhiozzo Cinque anni fa era senza squadra, oggi spazza la destra di Wembley con la due dell'Italia. Soffre tanto e l'Austria si rende sempre pericolosa da quella parte. Poi riparte e funziona di nuovo.

Bonucci 6 Gioca di mestiere, ringraziando pure il VAR per aver ravvisato il fuorigioco che annulla il gol d'Arnautovic. Pensa più al sodo, quando l'Italia cala non riesce a tirarla fuori dalla palude.

Acerbi 6.5 Entra in campo e guarda verso il cielo, come sempre: c'è un arcobaleno d'acciaio tra lui e le nuvole. Nel primo tempo assorbe tutti i colori dell'Austria, il lavoro sporco sul gol di Pessina è da boa d'altri tempi.

Spinazzola 7 Dagli spalti un inglese rubizzo con la maglia dell'Italia si alza in piedi e grida 'C'mon Spinazoula'. Ha conquistato anche i ruvidi palati british: corse a perdifiato, aggressione, costruzione, dribbling. E l'assist che è un bacio che Chiesa manda dritto all'Austria.

Barella 5.5 Il Kanté d'Italia ha le batterie scariche: un diagonale che è una freccia degna dei migliori arcieri di Nottingham, poi fatica in entrambe le fasi, anche a entrare nel vivo. (dal 67' Pessina 7 Con il Galles era stata "la notte più bella della carriera". Il dato è da riaggiornare: entra e decide, è il ragazzo della provvidenza per Mancini)

Jorginho 6.5 Cuce e rammenda. E' il sarto di quest'Italia: il filo conduttore di ogni azione passa dai suoi verdi scarpini. In fase d'interdizione è prezioso sulle mattonelle di Sabitzer, rallenta però il ritmo nella ripresa.

Verratti 6.5 Sembra la perfetta commistione delle doti del calciatore spagnolo e di quello inglese. Tackle e piroette, ricorda il miglior Scholes e forse anche di più. Poi va in debito d'ossigeno e Mancini lo toglie. (dal 67' Locatelli 6.5 E' l'addendo che non fa cambiare il risultato. la traiettoria della vita: da giovane promessa è diventato giocatore acclamato dai tifosi a Wembley che aspettavano di vederlo entrare).

Berardi 5 Prima d'uscire, una rovesciata di quelle da Notti Magiche. Poc'altro: qualche conclusione e qualche accelerata, ma gli strappi non sono quelli visti nella fase a gironi. (dall'81' Chiesa 7.5 Serviva uno con un cognome così per ribaltare il cielo di Londra e far esplodere l'azzurro sopra Wembley. Il ragazzo della provvidenza)

Immobile 5 Prende una traversa di quelle che sono l'esatto incrocio tra le nottate fortunate e quelle storte. Il resto è una partita di cuore, voglia, ma dov'è poco Scarpa d'Oro. (dall'81' Belotti 6 Ha la stessa voglia e la stessa rabbia di Immobile. Il cardio così alto forse toglie lucidità a entrambi ma è certo che dal loro ingresso l'Italia ha ripreso a tambureggiare)

Insigne 6 Dice di non voler brevettare il tiro alla Insigne ma due volte ci prova e due volte tenta il tocco morbido che fu di Del Piero. Troppa forma e meno sostanza del solito, ma nei momenti topici si riaccende. (108' Cristante sv)

Mancini 7 Brutta. Sporca. Cattiva. Bonucci aveva detto che l'Italia era pronta a essere anche questo e nonostante le coronarie dei tifosi non ringrazino, così è stato. L'ha decisa coi cambi. Saper correggere gli errori è da maestri.

LE PAGELLE DI BELGIO-ITALIA

Donnarumma 7.5 San Gigio, per come para su De Bruyne e poi su Lukaku. Grandi leve, gran coraggio, grandi doti. Vale ogni milione che il Paris l'ha pagato e non vederlo più in Serie A è un peccato.

Di Lorenzo 5.5 Pecca d'ingenuità quando Doku, l'arrogante giovincello sprezzante del pericolo coi pattini sotto i tacchetti, lo punta in area. Un rigore pesante, una partita in apnea condita da troppi errori tecnici individuali.

Bonucci 6.5 Ha meno compiti di marcatura di Chiellini ma in fase d'impostazione il pressing imperituro di De Bruyne lo costringe a giocar semplice. Di mestiere e di sostanza.

Chiellini 8 Ha dormito tranquillo, come promesso alla vigilia. Re Giorgio è il comandante che qualsiasi vascello vorrebbe, nella buona e nella cattiva sorte. Ruggisce su Lukaku.

Spinazzola 6.5 Esce in lacrime e spezza il cuore vederlo soffrire così, per un altro infortunio, da solo, lui che è stato la stella cometa di questa Italia da sogno in viaggio per l'Europa. (dal 79' Emerson sv)

Barella 7.5 La comanda era giocarla alla Kanté, ovvero dall'uomo ovunque, sempre e comunque. Si è inserito e ha sparato un diagonale quasi alla De Bruyne. E' uno di quelli che ogni tecnico sogna d'avere.

Jorginho 7.5 Dalle sue c'è De Bruyne che prova a far da casellante ai rifornimenti. Gioca di spada, una miriade di pallone di ordine e disciplina. E non sbaglia un singolo pallone. D'oro.

Verratti 7.5 Dice che senza il calcio avrebbe fatto il barista. E' un espresso, dritto nelle vene dell'Italia. Ritmo e sangue, non commette mai un errore. Quando è in serate così, merita un posto al Louvre. (dal 74' Cristante 6 Entra per dare più ordine, per mettersi nella mattonella occupata da De Bruyne)

Chiesa 7 Mancini l'ha scelto per tener basso Thorgan Hazard e allargare le maglie della difesa belga. Una partita da scollante, quando strappa e spinge è un fulmine nella notte monegasca. (dal 91' Toloi sv)

Immobile 5.5 S'intestardisce e pure s'incaponisce. Ha una voglia matta di togliersi le scorie del passato dalle spalle e questo spirito da guerriero è da brividi. Però sbagliare così, tanto e nei modi, non è da lui. (dal 74' Belotti 6 Entra per dare profondità. Vaga nella metà campo avversaria sempre col battito a mille, pressando, infastidendo la manovra).

Insigne 7 Non ha ancora brevettato il tiro alla Insigne, il suggerimento è che all'ufficio preposto depositi pure il gol alla Insigne. Un arcobaleno azzurro che sorprende anche un acchiappasogni come Courtois. (dal 79' Berardi sv)

Mancini 9 Trentadue risultati utili di fila. Un'Italia da sogno, bellissima. Che soffre, che vince anche contro la Nazionale numero uno al Mondo come il Belgio. E' l'Italia di Mancini. E ora va a Wembley a giocarsi la semifinale di Euro 2020 contro la Spagna.
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