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Un altro derby storico alle porte: quando Casertana-Turris fu fermata dalla neve...TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giuseppe Scialla
giovedì 29 ottobre 2020 17:41News
di Vincenzo Piergallino
per Tuttoturris.com
fonte Casertanalive.com

Un altro derby storico alle porte: quando Casertana-Turris fu fermata dalla neve...

Domenica torna il derby campano con la formazione corallina: un particolare precedente riguarda il 1973 con l’incontro interrotto per impraticabilità di campo

“Fischiava il vento e urlava la bufera“. Domenica 25 febbraio 1973: al Pinto è in programma Casertana-Turris valida per la ventitreesima giornata di campionato nel girone meridionale di serie C. L’incontro, sia pure in ritardo rispetto all’orario ufficiale, ha regolarmente inizio salvo poi essere sospeso a distanza di pochi minuti per manifesta impraticabilità di campo a causa della copiosa neve caduta sul capoluogo di Terra di Lavoro. Rileggiamo la cronaca de Il Mattino dell’epoca affidata ad Antonio Fontana.

“A Napoli la bufera di neve è iniziata verso mezzogiorno, intensificandosi sempre di più con il passare del tempo. Quando siamo giunti a Caserta intorno alle 14,30 siamo stati letteralmente investiti da una tormenta di neve e vento ancora più violenta. Gli addetti ai cancelli delle porte d’ingresso dello Stadio erano spariti. I cancelli di accesso alle tribune chiusi con i lucchetti, le scalinate del Pinto completamente deserte: un vero squallore. Tutti si erano rifugiati nelle sale antistanti gli spogliatoi in attesa delle decisioni del direttore di gara, mentre i giocatori delle due squadre avevano già provveduto a mettersi la tenuta di gioco. Il primo ad incontrare negli spogliatoi è stato il presidente della Turris Gaglione il quale ci ha invitato a visionare il sottopassaggio, letteralmente invaso dall’acqua per un’altezza di circa mezzo metro e che per attraversarlo ci sarebbero voluti, come minimo, battelli pneumatici. La domanda che ricorreva sulla bocca di tutti, ovviamente, era , ma l’interrogativo non trovava risposta. Alle 14,45 l’arbitro comunicava che le squadre sarebbero scese regolarmente in campo, poi si sarebbe visto sul da farsi. Un quarto d’ora più tardi le squadre non erano ancora comparse in campo e si pensava ad un ripensamento del direttore di gara, ma alle 15,15 attraverso le tribune, dal momento che il sottopassaggio era come detto allagato, sono comparse in campo Casertana e Turris. L’arbitro, dopo uno sguardo molto sommario alle condizioni del campo, coraggiosamente (o incoscientemente) dava inizio alla gara. La Turris vinceva il sorteggio e si schierava in favore di vento. Su quel terreno, letteralmente impraticabile, scivoloso e infido, la Turris era la squadra che riusciva ad adattarsi meglio e subito. L’avvio è favorevole alla squadra corallina che sfrutta a dovere il vantaggio del vento. Il più attivo in fase di conclusione è Arbitrio che, dotato di un forte e lungo tiro, capisce che conviene tirare da lontano nella speranza che il terreno viscido ed vento rendano più pericolose le sue conclusioni. E nello spazio di quattro minuti impegna due volte Porrino con tiri da fuori area. Già al 5′ però l’arbitro sospende l’incontro a seguito di una segnalazione del guardalinee di destra. Rapida consultazione tra direttore di gara ed i suoi collaboratori (sapremo negli spogliatoi che il segnalinee aveva attirato l’attenzione dell’arbitro perchè le linee di demarcazione del campo erano scomparse ed aveva chiesto di tracciarle con la carbonella…) poi il gioco riprendeva. Falso allarme, dunque. La partiva continuava ma al 12′ arrivava la sospensione definitiva dell’incontro. L’arbitro D’Astore di Lecce convocava i capitani, ma non riusciva a raggiungere un accordo. Mentre Di Maio della Casertana era propenso alla sospensione della gara, Porri della Turris si dichiarava di parere contrario (sosteneva poi negli spogliatoi che l’incontro non era neanche da iniziare, ma una volta battuto il calcio d’avvio tanto valeva continuare). Comunque il direttore di gara convocava i suoi collaboratori e dopo una rapida consultazione emetteva il triplice fischio di chiusura. Negli spogliatoi l’arbitro, trincerandosi dietro il veto imposto di rilasciare dichiarazioni, faceva capire che nonostante le proibitive condizioni atmosferiche, sperava che le stesse potessero migliorare nel corso della gara consentendo il regolare svolgimento. Beato ottimismo“.

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