Giro a vuoto per l'Udinese a Bergamo: soliti errori e una classifica che resta pericolosa
Giro a vuoto per l'Udinese, che a Bergamo non riesce a riscattare l'amara sconfitta contro il Milan e nemmeno a ripetere le ultime buone prestazioni. Vince l'Atalanta, senza troppe difficoltà. L'ottava sconfitta in campionato complica ulteriormente il campionato dei bianconeri, a +1 da Verona ed Empoli e al pari col Cagliari.
Così non basta, la sensazione è che l'Udinese debba fare qualcosina in più per tirarsi davvero fuori dai bassifondi. Inutile riparlare del valore della rosa, delle potenzialità di alcuni giocatori, dell'esperienza di altri. Siamo a fine gennaio e contano soltanto i risultati: il 2-0 firmato Miranchuk-Scamacca ha evidenziato tutti i limiti di una squadra che deve assolutamente dare una svolta al proprio campionato sotto tutti i punti di vista perché l'incubo retrocessione aleggia come uno spettro.
La partita. Con un Pereyra non al meglio e un Nehuen Perez che viaggia verso il Napoli, le premesse per la gara non erano delle migliori. L'approccio dei bianconeri è stato comunque buono: squadra compatta, che cerca di non concedere spazi e di ripartire poi in contropiede. Mezz'ora di battaglia e il solo Thauvin a dare un po' di qualità alla manovra però non possono bastare per portare via punti dal Gewiss Stadium.
Alla fine l'Udinese cede sotto i colpi di De Ketelaere, Miranchuk e Scamacca. A far arrabbiare Cioffi in particolare il gol preso a fine primo tempo, quando c’era la sensazione di poter superare la tempesta con un solo gol di passivo per andare a mettere ordine in spogliatoio e tentare di riprenderla nei secondi 45 minuti. Gli errori difensivi continuano ad essere una costante, dietro però la barca continua ad imbarcare acqua: la cessione di Perez (ieri assai distratto ma d'altronde dalla prossima settimana sarà più un giocatore dell'Udinese), la crescita lenta di Kristensen e un Ferreira in flessione fanno ben intendere che molto d'ora in avanti dipenderà dall'inserimento di Giannetti e dal rientro di Bijol. Servirebbe un rinforzo, già pronto, ma a tre giorni dalla fine del mercato nessuna voce a riguardo.
Anche l'allenatore, però, non è esime da colpe. Fanno storcere e non poco il naso ai tifosi friulani i due cambi arrivati all’ora di gioco: fuori Thauvin e Samardzic, tra i giocatori più intraprendenti della gara, per inserire Pereyra e Payero. Da lì in poi la partita partita va spegnendosi, con l'Udinese che sparisce dal campo.
Era chiaro che sarebbe stato un mese difficile, il calendario definito da mister Gabriele Cioffi da “Champions” era sotto gli occhi di tutti, ma ora si sente il peso di tutti quei punti buttati nei finali di gara. Il match col Monza può diventare una gara da dentro o fuori, uno scontro diretto da vincere assolutamente per rilanciarsi in un torneo più complicato del previsto. E come ribadito da Cioffi la testa deve rimanere inevitabilmente sul campo.


