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L’Udinese riabbraccia la sua gente. Il mercato divide, la passione no
Oggi alle 10:46Primo Piano
di Stefano Pontoni
per Tuttoudinese.it

L’Udinese riabbraccia la sua gente. Il mercato divide, la passione no

Cinquecento tifosi al Bruseschi, tanti bambini con la maglia bianconera, applausi, fotografie, autografi. È bastato un allenamento a porte aperte per ricordare una verità che spesso il mercato fa passare in secondo piano: l’Udinese e la sua gente continuano a scegliersi.

A metà luglio, del resto, sarebbe impossibile chiedere risposte al campo. La squadra è ancora un cantiere aperto, il mercato è lontano dalla conclusione e nessuno può sapere quale sarà realmente il volto dell’Udinese che debutterà in campionato. Tra possibili cessioni, nuovi acquisti e trattative ancora aperte, tutto può cambiare da qui al 1° settembre.

Eppure qualcosa, ieri sera, si è già visto. Si è visto l’entusiasmo di chi non vedeva l’ora di tornare a respirare il calcio dal vivo. Si è vista la curiosità per i nuovi arrivati, con Unai Gómez subito capace di mostrare sprazzi della qualità che lo ha portato in Friuli. Si sono rivisti volti conosciuti come Pafundi ed Palma, i giovani della Primavera desiderosi di mettersi in mostra e un Davis già in grande evidenza nella partitella finale. Applausi anche per Okoye, uno dei più acclamati dai presenti, e per Padelli, sempre tra i più disponibili con i tifosi.

Ma inevitabilmente la serata è stata segnata anche da un’assenza. Quella di Nicolò Zaniolo. Il numero dieci non era come previsto al Bruseschi, diventando uno degli argomenti più discussi tra i tifosi. Più che rabbia, si respirava delusione. Perché molti avevano immaginato Zaniolo come il simbolo del nuovo corso, il giocatore attorno al quale costruire l’Udinese del futuro. Oggi, invece, la vicenda legata al contratto e all’ingaggio ha inevitabilmente raffreddato quell’entusiasmo.

Eppure il sentimento dominante non è stato il malcontento. È stata la voglia di esserci. La nuova campagna abbonamenti parla di appartenenza, di una storia lunga 130 anni e di un popolo che “c’è sempre stato”. L’allenamento a porte aperte ne è stata la dimostrazione più concreta. Nonostante le incertezze del mercato, nonostante le paure di perdere altri protagonisti dopo Atta e le continue voci su Solet, Kristensen, Ekkelenkamp, i tifosi hanno risposto presente.

Certo, lo scetticismo esiste. È inevitabile. Molti aspettano di capire come si concluderà il mercato prima di sbilanciarsi. Perché una cosa è il fascino di una nuova maglia, un’altra è la forza della squadra che la indosserà. Ma proprio per questo il bagno di folla del Bruseschi assume un valore particolare. È un’iniezione di fiducia per un gruppo che sta iniziando a lavorare e un messaggio chiaro alla società: la passione non manca, va alimentata.

L’Udinese che ha iniziato la preparazione non sarà quasi certamente la stessa che vedremo a settembre. Ci saranno partenze, arriveranno rinforzi, qualche gerarchia cambierà. È il mercato moderno. Quello che difficilmente cambierà, invece, è il legame tra questa squadra e la sua gente. Ieri sera il Bruseschi lo ha ricordato a tutti. I tifosi ci sono. Adesso toccherà all’Udinese costruire una squadra capace di trasformare questa curiosità in entusiasmo e, magari, quell’entusiasmo in qualcosa di ancora più grande. Perché il primo allenamento è soltanto un assaggio. Il vero spettacolo deve ancora cominciare.