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De Raffaele: "Vittoria di grande sacrificio, sono contento per i miei ragazzi".
mercoledì 5 gennaio 2022, 22:45Primo Piano
di Alberto Bison
per Tuttoveneziasport.it

De Raffaele: "Vittoria di grande sacrificio, sono contento per i miei ragazzi".

Dopo una battaglia di 40 minuti la Reyer Venezia si aggiudica il match valido per la 13° giornata di LBA. Vediamo come coach Walter De Raffaele ha analizzato la vittoria su Napoli, nella sala stampa del Taliercio.

"Dire che è stata una partita durissima è dire poco. Sapevamo che sarebbe stata difficile contro una squadra così atletica e soprattutto in una serata come sta sera, dove ad un certo punto entrava veramente di tutto, naturalmente con grande merito. E' stata molto dura ma sono veramente contento per i miei giocatori perché da prima di Patrasso stiamo attraversando un periodo tra Covid e infortuni. Questa sera hanno fatto vedere quanto ci tenessero a ribellarsi ogni volta alle spallate che Napoli ci dava, la sfortuna perché ad un certo punto abbiamo dovuto togliere Stone, che si è fatto male un'altra volta alla gamba, poi è uscito Michael Bramos che ha avuto un risentimento. Quindi sono contento per loro e se la meritano tutta perché hanno dimostrato grande voglia di sacrificarsi, di giocare in ruoli diversi, di alternare difese anche se poi alla fine è stato tanto cuore e nell'ultimo minuto e mezzo siamo stati molto bravi ad essere molto lucidi nello scegliere le situazioni da attaccare. Però come ho detto ai miei giocatori è stata una vittoria di sacrifico perché in questo momento può essere solo così, non ci sono grandi alchimie, al di là poi di cercare di fare qualcosa di tattico ma ci può essere solo grande abnegazione, grande disponibilità a fare qualcosa che magari non è parte della faretra di ogni giocatore. Sta sera si è visto quanto tutti hanno provato a voler portare a casa questa vittoria molto importante, anche se spesso siamo scivolati indietro. Questa vittoria un pochino si aggancia anche a quella di Patrasso che è venuta in condizioni, forse peggiori. Questa è una dimostrazione di come questa squadra sia sana nel suo modo di essere costituita, dal punto di vista dello spirito della coesione e del desiderio, al di là dei limiti, pregi e difetti tecnici che ha ogni persona al mondo, sana dal punto di vista".

Stiamo passando un momento storico, sia dal punto di vista sportivo che non, mai successo prima. Quanto conta riuscire a lavorare nella testa dei giocatori per far si che si stacchino dalla realtà che c'è fuori e portino dentro al campo solo il cuore, la grinta e la voglia che hanno mostrato stasera?

"E' molto difficile perché ognuno di loro ha situazioni diverse, ha famiglie, affetti, certamente sono due stagioni non normali, quella del primo covid che è stata interrotta assolutamente, ma anche quelle dell'anno scorso e quella che stiamo vivendo non sono stagioni normali, una stagione che si vive continuamente sulle montagne russe in mezzo a mille difficoltà che riguardano la salute. E' molto difficile tenerli concentrati, credo che la cosa migliore sia far sentire loro una parte di umanità e di avere il senso della realtà, non chiedere solo le cose che riguardano il lavoro ma di avere un senso di umanità e comprensione su situazioni che vanno al di là del lavoro. Quindi bisogna trovare un equilibrio tra queste due perché c'è una necessità di prestazione sul campo e una necessità di garantire tranquillità, in questo credo che il club sia veramente molto presente, però poi ogniuno reagisce a modo propio e considerando che si ci sono degli italiani ma ci sono anche molti che non hanno la famiglia vicino a casa quindi non è certamente semplice.

Qual è stata la chiave della partita?

"Essere più concreti in fase offensiva negli ultimi minuti di partita, visto che abbiamo avuto molti tiri aperti senza mai fare canestro al contrario dei nostri avversari che all'intervallo tiravano con il 64% da 3 punti. Credo che la differenza sia stata quella di non abbattersi e ribellarsi, fare un passo in più, reagire, fare un paio di canestri in più quello di Sanders, un paio di quelli di MItch Watt, sicuramente Stefano, la palla recuperata di Valerio, un po' tante cose ma se devo sottolineare una cosa non tecnica credo che sia il desiderio di ribellarsi ad una situazione che è molto difficile ed è resa ancora più difficile in campo".