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Calori: "Nessun contatto con il Venezia, ero al Penzo solo per studiare Vecchi e Lucarelli"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
martedì 9 ottobre 2018, 15:46Focus
di Davide Marchiol
per Tuttoveneziasport.it

Calori: "Nessun contatto con il Venezia, ero al Penzo solo per studiare Vecchi e Lucarelli"

Dopo il suo avvistamento al Penzo in occasione di Venezia-Livorno, sono partite subito le voci su un suo possibile approdo sulla panchina arancioneroverde, ma, contattato dalla PianetaSerieB.com, mister Calori ci ha tenuto a smentire qualsiasi accostamento, parlando anche della surreale situazione che sta vivendo la cadetteria per quanto riguarda il format.

La questione ripescaggi: “Purtroppo ci sono regole poco chiare e quindi si può sempre trovare una scappatoia. Il problema è che si mandano segnali sbagliati e ciò che emerge è la poca organizzazione. Ci vorrebbero delle direttive precise che facciano chiarezza, ma la questione è di natura più ampia”.

Sul Perugia, squadra che ha ritrovato la vittoria proprio contro il Venezia dopo un periodo di forti critiche: “Una società che dà supporto permette al mister di lavorare con più agio, ma ovviamente nessuno nello sport può prescindere dai risultati. Per ciò che concerne i tifosi credo che vada dato loro il giusto peso: gli stessi che ora criticano potrebbero essere i primi ad esaltare il tecnico se la squadra risalisse la classifica. Ovviamente, però, gli estremi non vanno mai bene: una tifoseria distaccata non può che essere un fattore negativo per la squadra.”

La smentita su un suo possibile approdo in Laguna: “A Venezia, così come in tutti i club di cui abbiamo parlato in precedenza, mi sono sempre trovato bene. Per quanto riguarda le voci sul mio futuro lì, smentisco. Ogni settimana giro gli stadi delle principali categorie italiane per passione e cultura professionale. Non ero in Veneto perché in contatto con qualcuno della società, ma per studiare l’undici di Vecchi e quello del Livorno.”

Il suo futuro dopo Trapani: “Presi i ragazzi con 11 punti dopo 17 partite e nel girone di ritorno fummo il miglior attacco, ottenendo 34 punti. Fermarci a un punto dei play-out mi dispiacque, perché sarebbe stato il coronamento di un lavoro fantastico. Rimasi anche in C perché me lo chiese il presidente Morace, altrimenti non avrei mai accettato una categoria inferiore. Considero la B il mio habitat e attendo una chiamata.”

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