Busio: "Vanoli ci sta dando tanto, però poi siamo noi a dover dare il massimo in campo. Prossime due gare come due finali"
Gianluca Busio ha parlato in conferenza stampa quest'oggi per fare il punto della situazione in casa Venezia a pochi giorni dell'importante sfida interna contro il Sudtirol. Queste le sue parole.
Che voto ti daresti dopo la partita con il Genoa?
“Credo di aver giocato una buona partita con il Genoa, ma chiaramente diventa difficile darsi una valutazione quando purtroppo la squadra non vince. Mi trovo bene con lo stile di Vanoli, si capisce subito che è un tecnico esperto e che le tattiche che usa si adattano bene ai giocatori. La tattica e la tecnica però possono portarci fino a un certo punto, poi spetta a noi scendere in campo e dare il meglio”.
L’anno scorso sei calato dopo il girone d’andata positivo, come mai? Problema tattico?
“Sarebbe troppo facile scaricare la responsabilità su fattori esterni quando le cose non vanno bene, mi assumo la responsabilità del calo personale dall’anno scorso. Quando ero arrivato a Venezia avevo già giocato metà stagione di MLS, ero arrivato già allenato ma giocando quindi tantissime partite calcolando anche la Serie A. Sto imparando a prendermi cura al meglio del mio fisico e delle mie energie quest’anno. L’anno scorso poi risentivo molto a livello emotivo dei momenti di difficoltà della squadra. Quest’anno c’è stato un netto miglioramento grazie all’esperienza maturata. Sto imparando a supportare e sostenere meglio la squadra nei momenti difficili”.
In che ruolo ti trovi meglio a centrocampo? Mondiale degli USA?
“Mi trovo bene in tutti i ruoli a centrocampo e mi adatto a quelle che sono le esigenze del mister a seconda del momento e della partita. In generale il ruolo di mezzala non mi dispiace perché mi dà libertà per giocare un po’ più alto. Nelle partite in cui riusciamo a tenere il possesso palla mi piace fare il regista, ma è un ruolo che richiede tanta esperienza e ho ancora tanto da imparare. Già in questa settimana ho imparato tanto da Jajalo, che è giocatore di grande esperienza. Mi sarebbe poi piaciuto rappresentare già quest’anno gli USA ai mondiali, è l’obiettivo di chiunque, sarebbe speciale riuscire ad esserci nei prossimi mondiali dove giocheremo in casa, farò del mio meglio per meritarmi un posto in squadra”.
La lotta per la salvezza:
“Chiaramente come ha detto mister Vanoli il fatto che si lotti per la salvezza è una realtà che va accettata e affrontata, anche per quanto riguarda la paura che può derivare dall’essere in una posizione che nessuno si aspettava. Come dice lo stesso tecnico la paura può portarti a giocare con timore o al massimo delle tue potenzialità e questa è la strada che vogliamo intraprendere soprattutto nei dettagli, le prestazioni possono essere buone ma manchiamo sempre in qualche dettaglio che non ci fa portare a casa il risultato. Quando riusciremo a farlo porteremo a casa più risultati per raggiungere l’obiettivo della salvezza”.
Che peso avranno verso l’obiettivo le prossime due partite casalinghe?
“Le prossime due partite casalinghe sono importantissime per la squadra, sono quasi due finali, l’obiettivo è portare a casa punti ovviamente. Per quanto riguarda l’occasione avuta con il Parma ho avuto modo di pensarci a lungo perché c’è stata anche la pausa invernale. Mi sono messo a lavorare più duramente sui colpi di testa, così la prossima volta non sbaglierò”.
TVS Giuseppe Malaguti – Che difficoltà ci sono state nell’adattarsi al calcio italiano per te che arrivavi dalla MLS?
“È stato un anno e mezzo in cui sento di aver imparato molto, arrivavo da un campionato dove le differenze erano sostanziali. Già solo i meccanismi per la retrocessione sono diversi, qui c’è molta più pressione su una partita. Il calcio italiano poi è molto tecnico e molto tattico, la difesa è molto compatta ed è difficile da rompere o superare. E’ difficile creare occasioni e quando si sprecano è tosta crearne altre, così come basta un’occasione ed è facile subire gol. Sto acquisendo tanta esperienza dal punto di vista tecnico tattico”.
Che differenza hai riscontrato rispetto agli USA nel modo di vivere il calcio?
“Chiaramente la differenza rispetto all’America è tanta, il calcio in Italia è vissuta come una passione viscerale. E’ una cosa speciale che apprezzo molto, abbiamo dei tifosi che sia che la squadra vada bene o male vengono a supportarci. Ci seguono anche a lunghe distanze in trasferta, in spogliatoio la cosa è molto sentita. Non giochiamo solo per noi stessi ma anche per dare una soddisfazione ai tifosi che continuano a supportarci. Chiaramente non possiamo promettere i risultati, possiamo solo dare tutto e trattare ogni gara come fosse l’ultima chance, sperando che questo atteggiamento porti al risultato”.


