Venezia-Juve Stabia 3-1, UP&DOWN degli arancioneroverdi
Nella trentatreesima giornata di Serie B, il Venezia supera al Pier Luigi Penzo l’ostacolo Juve Stabia con il risultato di 3-1. Nel primo tempo, le due squadre si affrontano colpo su colpo, con la propria strategia, al punto da riuscire a impensierire i rispettivi portieri in più di in occasione. Da una parte, la presenza di Adorante è una continua spina del fianco per la retroguardia stabiese tanto che Giorgini, al 39’ minuto, infila nella propria rete nel tentativo di anticiparlo su assist di Hainaut. Dall’altra parte, il “fuoco amico” è rappresentato da un incontenibile Okoro, gatta da pelare per Svoboda e Sverko, ma anche che Schingtienne che si vede anticipato da una sua conclusione al 45’ minuto, con Carissoni bravo a sfruttare il tap-in e siglare l’1-1. Pareggio che dura poco, visto che ancora una volta è Hainaut a strappare e lanciare Yeboah e, a seguito di un suo tiro respinto da Confente, è Adorante questa volta a colpire in tap-in. L’attaccante italiano sarà poi autentico protagonista anche nella ripresa, prima sbagliando un rigore conquistato da Sagrado al 54’ minuto, poi realizzando su cross di Busio il definitivo 3-1 che lancia sempre più in classifica la capolista arancioneroverde.
UP
3) BUSIO
Più ancora della qualità tecnica assoluta di Kike Perez per la categoria e più ancora dell'estro e della capacità di Yeboah di tessere il gioco tra i reparti, a permettere più di tutto al Venezia di mantenere costantemente il pallino del gioco contro la Juve Stabia è la prova di Gianluca Busio. La dinamicità straripante, evidentemente rinvigorita ulteriormente dalla sosta per le nazionli, unita alle capacità di fraseggio e all'intelligenza tattica del giocatore, ha consentito continui cambi di fronte con uscite repentine sempre più efficaci nel corso dei minuti, via via che la resistenza avversaria si è fatta più labile. Inoltre, già nel primo tempo l'americano ha l'occasione di pungere negli ultimi trenta-trentacinque metri, ma nella ripresa il giocatore sale ulteriormente in cattedra con il suo modo avvolgente di interpretare il suo ruolo in campo. In tutto questo, il cross da calcio da fermo per la zuccata di Adorante che vale il 3-1, è solo uno dei tanti bagliori che costellano la sua prestazione a tutto tondo.
2) HAINAUT
Così come Busio, un altro giocatore che riesce ad abbinare qualità e quantità è certamente l'esterno francese degli arancioneroverdi, anch'esso ormai una consuetudine che ha smesso di sorprendere nella sua straordinarietà. A caratterizzare anche in questa partita la sua prova è inoltre quella capacità di leggere il momento; l'intelligenza di sapere quando spingere e quando contenere, oltre che farlo con efficacia. Ancora una volta è lui a rompere gli indugi di una partita combattuta e con diverse occasioni per parti ma ancora sullo 0-0 fino a quasi il quarantesimo minuto, perché è lui a trovare il tempismo giusto sulla verticalizzazione di Kike Perez, così come la brillantezza per mettere in mezzo all'area il pallone dell'harakiri stabiese che vale l'1-0.
Pochi minuti dopo, nel momento più delicato della partita, quello successivo al pareggio, da avvio alla ripartenza bruciante che riesce per la prima volta in questa partita a mettere Yeboah a tu per tu con un solo difensore e a creare quella superiorità numerica che, in effetti, porta poi al nuovo vantaggio che lui stesso sfiora in tap-in. Nella ripresa, imperversa sulla sua corsia seminando il panico con il fantasista ecuadoriano con continue combinazioni di notevole fattura e che costringono gli avversari a stare sempre più accorti, rinunciando a ripartire con efficacia.
1) ADORANTE
L'attaccante degli arancioneroverdi non si è certamente annoiato nella partita da ex che lo ha visto autentico protagonista di fatto, nel bene ma anche nel male. Da una parte è positivamente attivissimo in area di rigore, con diverse e invidiabili occasioni che in effetti sfrutta per ben due volte, una per tempo, su un tap-in nel finale di primo tempo e di testa sul primo palo su un calcio da fermo nella ripresa.
Nonostante la grande bontà di gioco, così come la generosità in campo nel cercare di rendersi sempre utile con o senza palla, con un goffo qui pro quo con Kike Perez innesca involontariamene l'azione che porta al pari momentaneo della Juve Stabia, oltre a calciare malamente il penalty al 54' minuto che avrebbe potuto indirizzare prima l'esito dell'incontro. Due errori marchiani che generalmente potrebbero compromettere il giudizio su una valutazione, ma non in questo caso, appunto considerando gli enormi meriti del giocatore che inficiano gli errori sia sul piano della prestazione complessiva che del risultato effettivo per il quale è certamente il giocatore più influente e determinante.
DOWN
Da quanto tempo questa sezione rimane praticamente vuota? E' probabilmente la rappresentazione di una crescita e una continuità di prestazioni corali che influiscono sui singoli, sempre più in grado di superare qualche momento di difficoltà all'interno della stessa partita. Tale concetto è molto appropriato specialmente pensando alla prova di Svoboda e Sverko, messi certamente in affanno dalle combinazioni di Burnete e soprattutto di Okoro, per una fetta molto importante di primo tempo, prima di riuscire a capire come organizzarsi e opporsi, arrivando a non avere più patemi di alcun tipo nella ripresa. Per il resto, sono un pò intermittenti Yeboah e Doumbia ma sempre capaci di accendersi, con le rispettive caratteristiche, quando opportuno. Infine, la pausa ha rinfrancato anche Kike Perez, il quale, oltre alla sua consuetà capacità di palleggio, ha mostrato qualche lampo in più del suo genio calcistico a cui ha dato tempo abituato in laguna.






