Venezia, Stroppa: "Antonelli è riuscito a rimettere in piedi una società che rischiava di scomparire"
Di seguito il resto dell'intervista ai microfoni di Sportitalia di mister Giovanni Stroppa, momento in cui ha annunciato la sua permanenza sulla panchina del Venezia.
Vincere un campionato è sempre un’impresa complessa. Qual è il segreto per rendere tutto così semplice?
"Serve innanzitutto del materiale buono a disposizione. Si parte da lì e poi, chiaramente, ci deve essere una società alle spalle che ti dà una mano. Le idee fanno la differenza fino a un certo punto: sono i giocatori che, con le loro giocate singole, possono dare quel quid in più. Vincere con cinque squadre diverse negli ultimi anni è una gratificazione enorme".
Esiste un'etichetta che la vede come "specialista della B" ma meno adatto alla Serie A. Cosa risponde?
"Noi allenatori veniamo scelti, non è sempre una nostra decisione. Se tutto andrà come deve, tra due mesi sarò un allenatore del Venezia in Serie A e non vedo problemi. Poco tempo fa l'ho detto chiaramente: io non cambio il mio modo di giocare, perché la mia proposta è quella e i risultati, attraverso le prestazioni, mi hanno dato ragione".
Molti dicono che in Serie A bisogna "sopravvivere" più che proporre gioco. È un limite per le sue idee?
"Se significa che non mi piace sopravvivere, va benissimo. Io credo di avere molti anni di 'marciapiede' alle spalle: prendere o lasciare. A Crotone ci siamo salvati riprendendo la squadra all'ultimo posto. Non cerco l'arrembaggio folle, ma un'idea precisa: abbiamo avuto la miglior difesa sia a Cremona che a Venezia. Ci si può difendere andando nella metà campo avversaria".
Che ruolo ha avuto il Direttore Sportivo Filippo Antonelli in questa promozione?
"Antonelli è molto bravo. Prima del mio arrivo è riuscito a rimettere in piedi una società che aveva problemi economici e rischiava di scomparire. Ha riportato la squadra nella massima serie valorizzando la seconda o terza rosa più giovane del campionato. Vedere questi ragazzi crescere e diventare oggetti di mercato è una soddisfazione impagabile".
A proposito di talenti, quali sono i cinque nomi che vedrebbe pronti per il salto dalla B alla Serie A?
"Se guardo ai profili incontrati e allenati, dico Busio, Kike Perez e Doumbia fra i miei ragazzi e Ghedjemis e Kvernadze del Frosinone. Aggiungo anche Massolin: l'Inter ci ha visto lungo, ha potenzialità fisiche e tecniche enormi".
L'obiettivo del Venezia l'anno prossimo sarà la salvezza. Si sente l'uomo giusto per questa sfida?
"Sinceramente, la volontà di rimanere c'è tutta. Ci sono grandi progetti e la proprietà è forte, la prospettiva è assolutamente buona. Quando sei stimato e amato da una piazza e dalla società, come dimostra la festa di questi giorni, non vedo altre soluzioni. Con Antonelli c'è grandissima stima, il futuro è qui".






