Venezia-Lazio 0-2: UP&DOWN degli arancioneroverdi
Chi di rigore sbaglia, di rigore paga. Fino a un certo punto, può essere descritta la partita del Venezia sconfitto dalla Lazio dopo che, al 17' minuto, Yeboah fallisce il rigore del possibile vantaggio dopo l'atterramento in area di Correia da parte di Mandas e che, invece, nel secondo tempo, Zaccagni non sbaglia al 51' minuto per fallo dello stesso Yeboah su Taylor. Sarebbe però molto limitativo, perché tra un gol e l'altro c'è molto di più, specialmente a tinte arancioneroverdi. Certamente almeno altre due occasioni nitide al tiro con Sohm e Adams e i presupposti fino all'ultimo passaggio per essere ancora pericolosi. Il rigore aveva dato avvio alla miglior versione dei ragazzi di mister Stroppa, di risposta all'inizio aggressivo della Lazio, ripetuto poi anche nel secondo tempo, questa volta più efficacemente. Detto del 1-0, Noslin va vicino al raddoppio poco dopo liberandosi della marcatura di Moreno, per poi siglare il raddoppio al 61' minuto saltando più in alto di Juan Jesus servito dal cross di Tavares. Due gol ravvicinati che fanno riaffiorare gli incubi e che vede il Venezia tentare comunque di riaprire l'incontro seppur con tentativi più velleitarie e sotto il controllo di una Lazio che, alla fine, conduce al termine il match senza più di tanta fatica.
UP
NESSUNO
Un ottimo primo tempo, forse il migliore, persino più di quello con il Lecce, considerando il livello dell'avversario e la capacità di difendersi abbinata a quella di produrre occasioni pericolose. Produzione, appunto, aspetto che, per la terza volta consecutiva, conduce il Venezia a chiudere la partita senza segnare. Allo stesso modo, dopo una parziale e incoraggiante prova difensiva sia corale che individuale, arrivano gli errori che conducono a concedere un gol avversario. Nella partita con la Lazio, il fallo da rigore è una sorta di eccesso di generosità di Yeboah nel supporto difensivo; lo 0-2 un mancato stacco di Juan Jesus, ottimo fino a quel momento, su Noslin. Ecco che allora tra prestazioni a metà e altre inconcludenti, è difficile individuare un elemento da promuovere. L'esperto difensore brasiliano con la fascia al braccio, insieme a Moreno, lanciano segnali di ottimismo, ma se il primo sbaglia al 61' minuto, il secondo rischia grosso ancora prima in due occasioni sullo stesso Noslin e su Cancellieri. Hainaut è il solito baluardo inesaurubile ma, a conti fatti, non punge; Kike Perez è l'anima della squadra e fulcro del centrocampo, ma anch'egli senza guizzo. In sostanza, una prestazione complessiva apprezzabile, soprattutto a dimostrazione dell'impegno e della concetrazione dei ragazzi reduci da quattro sconfitte precedenti, ma che individualmente non ha acuti.
DOWN
2) YEBOAH
La serata del Venezia contro la Lazio, concentrandosi solo sugli attaccanti, è nefasta e, se non si trattasse di appena la quinta giornata di Serie A, sfiorerebbe il dramma sportivo. Per certi versi, lo spiacevole siparietto nel momento del rigore al 17' minuto su chi doveva tirare il penalty procurato da Correia è stato quasi di cattivo auspicio. Prima di tutto, ovviamente, perché sbagliato dall'attaccante ecuadoriano, ma perché poi seguito da una serie di progressioni volenterose seguite da scelte sbagliate e passaggi imprecisi che avrebbero lanciato i compagni davanti alla porta. Unica eccezione, l'assist riuscito per Adams, non sfruttato dal compagno. Il rigore procurato e realizzato da Zaccagni è poi la legge del contrappasso per un giocatore che deve aver vissuto una serata sportivamente da incubo probilmente peggiore dei sostenitori della sua stessa squadra.
1) ADAMS
Ultimamente e tristemente una presenza fissa di questa sezione della rubrica. Proprio per questo, è difficile aggiungere qualcosa di più alla sua prestazione ancora aliena al gioco di questo Venezia che in lui sta trovando non più di buoni movimenti non supportati da uguale qualità nelle giocate. L'attaccante nigeriano non lega il gioco, conducendolo all'autoisolamento, ma neppure lo rifinisce quando chiamato in causa nelle diverse situazioni nel quale è imbeccato nel modo giusto per farlo. Errore dopo errore, le perplessità e gli interrogativi su di lui non possono fare a meno che alimentarsi, con il forte rischio che il giocatore possa diventare, se già non lo è, la spada di Damocle per tecnico e non solo, considerando appunto l'ingente spesa per il giocatore che ad oggi, nella storia del club, è l'acquisto più oneroso di sempre a livello di costo di cartellino. E se Yeboah incappa in una partita tragica per l'importanza degli episodi lampanti nel quale è protagonista in negativo, quantomeno si fa preferire per le capacità tecniche e atletiche, ma soprattutto per la personalità che mette in campo. Per Adams invece, con tutte le attenuanti per un giocatore arrivato da pochissimi mesi, il discorso è totalmente diverso essendo tutti ancora qui a cercare di capire se e cosa questo giocatore possa dare alla causa arancioneroverde.


