Venezia, Mazzocchi: "Mi sento in forma. Presto sarò disponibile"
Flavio Zane
Intervenuto in conferenza stampa, ha parlato il nuovo terzino ed esterno del Venezia, Pasquale Mazzocchi. Di seguito le sue risposte ai giornalisti.
Benvenuto, o meglio, bentornato: innanzitutto come stai?
"Sto bene. Sto recuperando e penso che entro pochi giorni tornerò in gruppo"
Hai trascorso cinque anni molto intensi dal tempo della finale playoff vinta contro il Cittadella al Venezia, con il passaggio il gennaio successivo alla Salernitana e quello successivo al Napoli nel 2024, con il quale hai vinto lo Scudetto: come hai vissuto tutto questo?
"E' stato un bel bagaglio di esperienza che ora cerco di portare qui a Venezia. Sono stati anni emozionanti, sia a Salerno che a Napoli. Sicuramente mi porto dietro quelle emozioni".
La decisione di tornare qui da cosa è nata?
"Avevo varie soluzioni, però sia io che mia moglie ci siamo trovati veramente bene qui a Venezia. Il fatto che conoscessi bene l'ambiente ha fatto sì che tornassi qua, senza parlare tra l'altro del grande progetto che c'è".
Che differenze hai trovato rispetto a quando sei venuto qui la prima volta?
"Sicuramente ho trovato tutto nuovo (sorride ndr). Hanno creato una cosa enorme che serve a lavorare bene sia per noi che per tutto ciò che ci circonda".
Da un punto di vista della classifica, il Venezia non sta attraversando un momento favorevole: tu che hai vissuto diversi ambienti e la salvezza l'hai conquistata con la Salernitana, puoi dirci come si esce da questa situazione?
"La cosa positiva è che siamo a inizio campionato. Ovviamente, è inutile dirvi che non dobbiamo essere contenti, però credo ci siano tutti i presupposti per fare un grande campionato. Al di là del grande gruppo che ho trovato, siamo anche una grande squadra dotata di ottimi calciatori. Quindi, da questo punto di vista, sono tranquillissimo".
Facendo un passo indietro al tempo del precedente e travagliato addio al Venezia, coinciso con il periodo più negativo di quella stagione della squadra, ci puoi raccontare come nacque la cessione a un'avversaria diretta nella corsa salvezza come la Salernitana?
"Nasceva per tante motivazioni. All'epoca non stavo vivendo un buon periodo e, avendo vissuto sempre al Nord Italia anche con la scuola e quant'altro, nel momento che stavo giocando anche relativamente poco, mi sentivo messo in dubbio. Si fece avanti la Salernitana e presi quella scelta di tornare un pò nel campano".
Ti sei fatto un idea di cosa non sta funzionando rispetto alle alte aspettative che c'erano per il Venezia a inizio stagione? Quali sono le tue impressioni sulla squadra?
"Secondo me, alcune partite si poteva incastrare qualcosina anche per fortuna. Come detto prima, è normale non essere contenti, ma siamo un grande gruppo e dobbiamo ancora capire il concetto di squadra, cioè di aiutarsi, soprattutto in fase difensiva. Credo che una squadra faccia più paura se non tende a prendere gol che a farli".
TVS - Sei stato allenato da tanti grandi allenatori: come ti stai trovando con Stroppa e che tipo di allenatore è?
"E' un allenatore che ha le idee chiare e un concetto di gioco importante. Ci sta facendo capire tantissime cose per quanto riguarda la fase offensiva e il palleggio, ma in questo periodo stiamo soprattutto lavorando sulla fase difensiva per cercare di aver un pò più di equilibrio. Lo conosco da poco come allenatore, ma credo che lavoreremo bene insieme".
TVS - Quella del Venezia è una rosa anche con tanti giovani: come stai vedendo i tuoi compagni?
"Come detto, ci sono tantissimi ottimi calciatori. A livello calcistico è normale che, da parte nostra che siamo quelli un pò più vecchietti, dobbiamo fare capire anche quello che è il senso di appartenenza perché, quando scendiamo in campo, non indossiamo solo una maglia, ma siamo anche la storia della città. Al di là del risultato, questa deve sempre essere rispettata".
Cosa significa vincere uno Scudetto a Napoli?
"Per me è stato il sogno di una vita. Sono partito da un campetto nella periferia di Napoli e quel sogno lì era talmente grande che non riuscivo neanche ad immaginarlo perché non conti mai di realizzare. Lo metti lì e dici "Non si sa mai...". Invece ci sono arrivato, diventando uno dei napoletani che ha coronato questo sogno che porterò sempre nel cassetto. Napoli è casa mia e lo sarà sempre".
TVS - Hai detto di essere vicino al recupero: invece come ti senti fisicamente e quanto sei vicino alla tua migliore condizione?
"Sto bene e, ovviamente, manca solo un pò di minutaggio in gara. Per il resto, mi sento in forma e, quando sono stato a Napoli, ho sempre fatto tutti gli allenamenti. Sono sempre andato forte, perché sono uno che non si risparmia neanche se in condizioni di emergenza. Quindi, aspetto qualche altro giorno per tornare in gruppo e poi sono disponibile".
TVS - Nell'anno e mezzo giocato al Venezia ti ricordiamo come un giocatore dalla grande capacità di creare superiorità numerica e di spinta: in questi cinque anni in cui sei passato alla Salernitana e al Napoli, che giocatore sei diventato e cosa hai aggiunto al tuo bagaglio tecnico o più in generale?
"Sicuramente il fattore tattico che all'epoca mi mancava un pochettino, perché pensavo sempre a spingere e creare superiorità accompagnando l'azione. In questi cinque anni ho capito cosa significa, in alcuni tratti della partita, riservarsi. Perché, come detto prima, sono uno che dava sempre tutto e, spesso e volentieri, arrivava al settantesimo-settantacinquesimo minuto non avendone più".
TVS - In carriera hai giocato in entrambe le corsie, sia come terzino che come esterno d'attacco, di cui molto anche a sinistra, in particolare alla Salernitana. A mister Stroppa piace molto utilizzare gli esterni di centrocampo a piede inverso: che cosa sta chiedendo a te nello specifico? Dove preferisci giocare e cosa cambia per te essere impiegato a sinistra o a destra?
"Cambia solamente nel fatto di avere delle caratteristiche che, per quanto riguarda a destra, sei un pò più lineare e a sinistra, essendo un destro, vai un pò più a ricercare quello che è il tiro e l'azione un pò più interna. Con il mister non ho ancora avuto modo di parlare di queste cose, ma sicuramente avremo un confronto a breve. Io mi sento di giocare in entrambi i lati, perché a destra ho fatto dei campionati importanti e a sinistra sono riuscito ad arrivare in Nazionale. Quindi, sono tranquillo da questo punto di vista".
Una battuta: con l'esperienza di adesso non ti faresti espellere dopo pochi minuti di una finale (contro il Cittadella ndr)?
"Ero troppo carico. Diciamo che non avevo questo tipo di esperienza e che sbagliando si impara e si cresce".


