Conferenza stampa, Domizzi: "Mi hanno fatto sentire importante come persona, incredibile l'accoglienza dei tifosi al ritorno da Palermo"
Queste le parole nella conferenza stampa per il rinnovo di capitan Maurizio Domizzi.
Il saluto dagli USA del presidente Tacopina: "Sono molto contento che il capitano continui con noi, un ragazzo con il capello bianco e lo spirito del leone. Ci vediamo in ritiro Maurizio!"
Il DS Angeloni apre la conferenza: "Quando siamo arrivati a Venezia dopo aver scelto l'allenatore il nostro primo obiettivo era quello di pensare al rinnovo di Maurizio, nei mesi precedenti c'erano stati incontri, ma Domizzi aveva voluto riflettere. Il nostro desiderio era continuare a puntare su di lui per quello che ha dimostrato sul campo con tanti fatti, meritando la nostra doverosa attenzione. Ha portato valori importanti in società e in spogliatoio, abbiamo cercato quindi di farlo sentire ancora più importante di quanto ha dimostrato in questa stagione nonostante la sua età, ha dimostrato di essere dentro giovane, era la prima cosa che volevamo col mister. Ringraziamo chi gli è stato vicino, la gente, che ci ha permesso di ultimare questo rinnovo che per noi è importante".
Parola a Domizzi: "Il direttore ha già anticipato molte cose, c'è stata una fase transitoria. Da un lato il prolungarsi della stagione con i play off, dall'altro il passaggio di consegne a livello tecnico e dirigenziale, quindi si è creato un attimo di stallo. Però sia il mister che il direttore hanno manifestato la voglia di avermi ancora in squadra, come tutto il Venezia Calcio, mi hanno fatto sentire veramente importante come persona e questo è il motivo principale dietro la mia scelta".
Il derby con Pinzi: "Finalmente, io e Giampiero siamo quasi fratelli. Destino vuole che ci incontreremo nel derby, saremo entrambi in campo a tutti i costi in quella partita".
La difesa: "ll valore della nostra fase difensiva in generale è stato assoluto, io credo che, oltre a valori importanti dei singoli, ci sia la volontà ad oggi di confermare il gruppo e di tenerlo il più intatto possibile, è quello l'importante. La squadra ha dato tante soddisfazioni e voleva sempre vincere, io non ricordo un altro gruppo che viveva così male una sconfitta e quella è sempre stata la spinta per ripartire subito al massimo. Questo parte dagli uomini, non basta essere forti come giocatori. Mi fa molto piacere che i miei compagni di reparto siano stati confermati, sia perchè sono di ottimo livello sia perchè ormai c'è un rapporto umano importante".
Le voci sul ritiro: "No non ci ho pensato, è stato un campionato stimolante, quindi le motivazioni le ho. Mi piacerebbe però smettere in futuro con una bella stagione, non voglio terminare con 10/15 partite giocate in un anno".
Vecchi: "Ci ho parlato una volta di persona e diverse volte al telefono. Molto dipenderà dall'evolversi della conferma del gruppo e dal rimpiazzo delle eventuali uscite. Una volta fatta la squadra allora il mister potrà apportare qualche modifiche. Fino a quel momento credo che le modifiche saranno caratteriali più che tecniche".
La rinascita del Venezia: "Se uno mi chiedesse adesso quale sia stato il momento più bello a Venezia in questi due anni risponderei sicuramente l'accoglienza dei tifosi in areoporto dal rientro da Palermo. Non si era mai vista una cosa del genere qua nei tempi recenti credo. Quell'entusiasmo della gente lo abbiamo portato noi, non solo con i risultati, ma anche con l'atteggiamento, trasmettendo qualcosa in più della semplice vittoria del campionato o dei play off".
La partita del rammarico: "Quella di Empoli. È stata l'unica volta in cui ho avuto la sensazione che la squadra si sentisse inferiore ai propri mezzi, potevamo agganciare la promozione diretta, ma era come se avessimo paura del passo successivo. Un peccato perchè abbiamo perso il treno per la promozione diretta, ma ci ha dato lo stimolo per fare un finale di stagione al massimo"
Inzaghi: "In Italia è normale chiudere un ciclo dopo 2-3 anni, mi è capitato solo a Udine con Guidolin di farne 4. È 20 anni che gioco, quindi ci sono abituato. Spesso siamo proprio noi giocatori che qua in Italia dopo qualche anno vogliamo qualcosa di nuovo".


