Venezia, Rrhamani: "Nessuna parentela con Amir. Un modello? Mio padre e Cristiano Ronaldo"
Le prime parole in conferenza stampa dell'attaccante: "Siamo stati un po' sfortunati in queste prime partite"
Intervenuto in conferenza stampa, il nuovo attaccante del Venezia, Albion Rrhamani ha parlato delle sue prime settimane in laguna: "Ho delle bellissime sensazioni. Siamo una squadra nuova con tanti giocatori nuovi e giovani che cercano di dare il loro meglio in allenamento e nelle partite. Continuiamo così e vedremo cosa succederà nelle prossime settimane", le parole raccolte a TuttoVeneziaSport.it.
Come ti stai trovando con il tipo di gioco di mister Stroppa?
"Siamo nuovi in Serie A, ma il mister ci lascia giocare il nostro calcio. Siamo stati un pò sfortunati in queste prime partite, però stiamo sempre giocando".
Finora il Venezia non ha espresso tutto il suo potenziale, con dei buoni inizi di partita, ma un calo nel corso del match: a parte il gol, cosa sta mancando?
"Sì, è vero che abbiamo giocato un buon calcio nei primi tempi di quest’ultima partite ma, come dice il mister, dobbiamo cercare di capitalizzare al meglio le nostre occasioni. Questo è il calcio: magari giochi bene e non riesce a segnare nel primo tempo e poi nel secondo un gol può cambiare il corso della partita".
Si è parlato di te quest'estate per l'ottenimento della cittadinanza albanese: come nasce il desiderio di avere la doppia cittadinanza?
"E' una cosa positiva avere il passaporto albanese perché, a parte il discorso personale, ha aiutato anche la società. Ringrazio molto tutte le persone che hanno permesso di arrivare a questo risultato in cosi poco tempo per me. E' stato bellissimo il giorno della cittadinanza e ho voluto immortalare quel momento con un pò di foto".
Quanto è importante la partita con il Frosinone in ottica salvezza?
"E' molto importante ed è il nostro focus principale. Come in ogni partita, dovremo essere concentrati al massimo, dando il 100%. Stiamo giocando un buon calcio e dobbiamo dare il meglio anche contro il Frosinone".
Sei un attaccante moderno capace di disimpegnarsi come prima o seconda punta: dove ti trovi meglio?
"Come numero nove mi trovo meglio, ma sono a disposizione della squadra, giocando dove vuole il mister. Se gioco da numero nove sono più vicino alla porta, ma se gioco più indietro aiuterò al massimo la squadra in ogni momento".
Che tipo di intesa si sta creando con gli altri attaccanti di reparto?
"Ognuno ha le proprie caratteristiche e abbiamo tanta qualità. Dobbiamo solo proseguire a giocare come stiamo facendo, continuando a produrre molte occasioni. Poi, rimane solo da concretizzare".
Che differenza hai trovato a livello di allenamenti qui rispetto alla Repubblica Ceca e nelle tue precedenti squadre? Che impatto hai avuto con il campionato italiano sotto l'aspetto tecnico-tattico e nei duelli con i difensori?
"Ho lavorato tanto anche quando ero in Repubblica Ceca e anche qui c'è tanta cultura del lavoro, sia dal punto di vista fisico che tattico. Durante le partite si lavora tanto su tattica e movimenti difensivi e io sto cercando di adattarmi a questo campionato. E' un pochettino più complicato qui perché le squadre contro cui ho giocato finora si muovevano molto bene dal punto di vista difensivo, rendendo difficile trovare gli spazi per poter essere pericolosi. In questi mesi cercherò di affinare la tecnica e capire meglio questo campionato".
Hai una parentela con il difensore omonimo del Napoli, Amir Rrhamani?
"Gioco con lui in Nazionale, di cui è capitano, ed è uno dei miei migliori amici. Ci sentiamo spesso e so che ha dato tanto in Italia ed è un grande lavoratore. Non c'è però nessuna parentela (ride ndr)".
Hai un curriculum molto importante in patria, dove hai vinto due titoli con la squadra e sei stato capocannoniere, e hai continuato a segnare molto anche al Rapid Bucarest, in media un gol ogni due partite, e allo Sparta Praga, un gol ogni tre e un titolo nazionale sfiorato. Hai inoltre disputato Champions League e Conference League, giocando e segnando molto, e così lo stesso con la Nazionale: in che momento personale arriva l'Italia e il Venezia? Quali sono le tue aspettative e i tuoi obiettivi individuali in questa stagione?
"Il mio sogno è sempre stato quello di giocare in uno dei top5 campionati europei. Quindi, questo è qualcosa che mi ha convinto a venire qui. Poi, essere in Italia è la mia occasione di mettere in mostra me e il mio calcio, cercando di segnare e fare assist, per aiutare il Venezia a raggiungere gli obiettivi stagionali della squadra. Per il resto, cercherò di dare il mio meglio per proseguire la mia carriera nel modo con cui ho sempre fatto finora".
Hai un modello di riferimento a cui ti ispiri?
"Sono cresciuto con tante stelle e giocatori forti. Il primo che voglio menzionare è però mio padre, che è stato un giocatore e con il quale mi sono allenato tanto quando ero giovane e con lui discutiamo sempre molto di calcio. Invece, se devo prendere come esempio un giocatore dei migliori campionati, cito Cristiano Ronaldo. Secondo me, è uno degli esempi di disciplina e lavoro che, applicati al calcio, possono poi portare risultati e vittorie"
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