Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / ascoli / Serie C
Mignemi: "Il Vicenza sarà reagire al primo ko. Arezzo? Nel Girone B la più completa"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 12:11Serie C
di Claudia Marrone

Mignemi: "Il Vicenza sarà reagire al primo ko. Arezzo? Nel Girone B la più completa"

Ascolta il podcast
tmwradio /
00:00
/
00:00
Nel corso della diretta mattutina di A Tutta C, il format di TMW Radio interamente dedicato al mondo della Serie C, è intervenuto il Direttore Sportivo Davide Mignemi, la cui analisi dopo 27 turni di Serie C è partita dal Girone A, dove si è registrata la prima sconfitta stagionale del Vicenza: "Diciamo che se per il Vicenza la sconfitta ci doveva essere, prima o poi, più dolce di questa credo che non potesse esserci, in quanto le dirette inseguitrici, seppur molto distanti, non sono riuscite a sfruttare l'occasione. L'Union Brescia soprattutto, non è riuscito ad approfittarne, seppur andando in vantaggio sulla Pergolettese, che ha poi vinto. È un'occasione persa, e ci saranno da rivedere tante cose per affrontare anche i playoff con un piglio totalmente diverso, perché in quella fase il Brescia è chiamato a essere un'assoluta protagonista". Forse il Brescia ha fatto un po' l'errore, magari anche inconsciamente, di sentirsi troppo forte del nome che porta, in una categoria dove si è però visto che i nomi contano quasi zero. "Sicuramente sì, anche se l'estate è stata un po' travagliata per loro: da Feralpi a Brescia, tutto in una volta, e rifare quasi interamente una rosa non è stato facile. Però, quando porti sulle spalle un blasone così importante, sei secondo me chiamato a fare una stagione nettamente diversa, sempre più vicina alla vetta, cosa che non è successa. Però ancora c'è l'appendice dei playoff, che potrebbe regalare un finale di stagione totalmente diverso". Per quanto invece riguarda il Vicenza, come reagirà a questa prima sconfitta? "Credo che lì all'interno ci siano gli equilibri giusti per gestire nella maniera più serena possibile questa sconfitta, soprattutto in virtù del fatto che le dirette inseguitrici non sembrano avere quella fame e quella voglia di colmare quel gap. Poi è una squadra che ha dei valori anche di rosa, così tanto esperta da metabolizzare subito questa sconfitta e proiettarsi dalla prossima con un piglio diverso". Scossoni non se ne vedranno forse nemmeno nel Girone B. L'Arezzo ha riposato, Ravenna e Ascoli hanno vinto ma sono sempre a leggera distanza, anche se ci saranno da fare i conti con questa sosta forzata. "Non è cosa di poco conto il fatto che l'Arezzo, delle tre, sia l'unica ad aver già riposato, anche se la sfida del weekend contro il Gubbio può nascondere delle insidie, quella umbra è una squadra che in questo girone di ritorno è in ripresa. Ma la squadra costruita da Cutolo, secondo me, è completa in tutti i reparti ed è un'autentica corazzata che può gestire in maniera adeguata il vantaggio accumulato. È chiaro che non sono ammessi rilassamenti o battute d'arresto, perché le altre potrebbero avvicinarsi, ma in questo momento mi sembra in controllo". A proposito di Cutolo, anche sul mercato l'Arezzo sembra tra le tre la compagine che optato per il vero necessario, per rinforzi che fanno la differenza. "Assolutamente sì. Non si vince con i nomi o con chi ha avuto un passato altisonante anche in categorie superiori. C'è sempre gente che conosce la categoria e secondo me ha fatto benissimo Cutolo ad apportare quei correttivi giusti per rendere l'Arezzo più omogeneo nelle caratteristiche e sicuramente completo in tutte le parti: è la squadra che, nella costruzione per caratteristiche degli uomini, è quella più completa. Mentre il Ravenna, anche con il cambio di allenatore, ha dovuto affrontare una piccola crisi di risultati che c'è stata ultimamente: sono però convinto che abbia comunque le carte in regola per stare lì in quelle posizioni di classifica fino alla fine". Sugli esoneri, l'allontanare un tecnico sostanzialmente subito dopo la fine del mercato, e non è successo solo a Ravenna, non rischia di essere un boomerang? "Nelle 60 squadre di Serie C ogni anno cambiano una miriade di allenatori e tante situazioni vengono effettuate anche dopo il mercato di gennaio. È chiaro che questo può portare sconvolgimenti, cambiamenti, ma ormai è all'ordine del giorno. Quindi sta poi alla bravura di chi subentra adattarsi al gruppo che è in essere e cercare di tirare fuori il meglio da quest'ultima parte di campionato". Diciamo poi che per Ds e tecnici è facile avere il dito puntato contro, ma alle volte ci dovrebbe essere maggiore presa di responsabilità da parte della squadra e della proprietà. Penso che questo sia quello che sta costando caro anche alla Salernitana: una gestione che fa vedere che non ha imparato dalle due brucianti retrocessioni passate. "Per quel che riguarda il discorso generico, purtroppo operare in Serie C è diventato sempre più difficile, specialmente per chi fa il dirigente ma anche per chi allena, perché poi alla prima crisi di risultati a pagare è sempre l'allenatore. In realtà bisognerebbe, secondo me, fermarsi e fare un'analisi molto più profonda del perché tante volte non arrivano i risultati. Invece la cosa più facile è nascondere magari tutto quello che di programmazione societaria non c'è stato e scaraventare tutto sulle spalle dell'allenatore, quando sicuramente non sarà l'unico dei colpevoli. Sulla Salernitana posso dire che comunque non era facile assemblare una squadra totalmente da zero: quando arrivi da due stagioni così negative, con due retrocessioni così brucianti, arrivare in Serie C ti richiama a fare totalmente un altro tipo di torneo. Come dicevi tu, credo che comunque un mea culpa lo debbano fare sia chi opera tecnicamente, ma anche chi sta al di sopra, perché evidentemente tante cose non sono andate nel verso giusto e soprattutto nelle scelte tante cose sono state sbagliate". Chi sta faticando, è anche il Perugia: la crisi può essere ricondotta al fatto che la squadra non sia abituata a lottare per la salvezza? "È un altro caso abbastanza spinoso: piazza importante che però dall'inizio dell'anno fatica. Un cambio di società non ti dà inizialmente quelle direttive di slancio che servirebbero per fare questa categoria da protagonista, perché la realtà è questa: il Perugia è una piazza chiamata a primeggiare in quel girone, però magari non ha una società alle spalle più forte da reggere l'urto di quella piazza. Così si rischia comunque di cozzare fra gli obiettivi della società e la piazza che giustamente chiede altro alla proprietà e poi ne vengono fuori queste annate che, quando partono così, non è facile raddrizzarle".