Il 4-3-3 di Sarri riporta l'Atalanta a prima di Gasperini
L'Atalanta cambia pelle e riscopre il 4-3-3. Con l'arrivo di Maurizio Sarri i nerazzurri archiviano nove anni di calcio a tre dietro e tornano a un assetto che a Bergamo mancava dall'ultima stagione pre-Gian Piero Gasperini. La filosofia di fondo, però, resta intatta: un calcio d'attacco, pensato per continuare a vincere.
UN RITORNO ALLE ORIGINI - Quello di Sarri è un taglio netto con l'ultimo decennio, pur senza tradire l'anima offensiva della Dea. Storicamente, però, è anche un ritorno alle radici: il tridente mancava dall'era immediatamente precedente a Gasperini. Da qui una domanda inevitabile: com'era andata, l'ultima Atalanta col 4-3-3? Ne erano arrivati risultati di peso?
LA SVOLTA DI REJA - Per ritrovare quel sistema in casa nerazzurra bisogna riavvolgere il nastro fino al marzo del 2015. In panchina, al posto dell'esonerato Stefano Colantuono, si accomoda Edy Reja: allenatore nuovo, modulo nuovo. Dal 4-4-1-1 si passa a un tridente che rende la squadra più fluida e imprevedibile, con evidenti margini di crescita. Il bilancio parla chiaro: appena tre sconfitte nel girone di ritorno, salvezza in cassaforte e grande curiosità per la stagione a venire.
BEL GIOCO E SOGNO EUROPA - Nel 2015/2016 quella scommessa prende forma. Reja rilancia il suo 4-3-3 affidandosi a uomini che si riveleranno preziosi: in porta Sportiello; Masiello o Tolói a destra, Stendardo e Paletta al centro, Dramé a sinistra; in mediana Cigarini (a rotazione con Kurtić), De Roon e Grassi; davanti il tridente con Papu Gómez, Maxi Moralez e Mauricio Pinilla. Il gioco è di quelli che si fanno guardare: maggiore solidità, costruzione dal basso, catene laterali che alzano la qualità e innescano gli attaccanti. Non a caso, nel girone d'andata, la Dea naviga tra sesto e settimo posto, arrivando persino a sognare l'Europa nonostante le difficoltà realizzative del centravanti.
IL GELO DI GENNAIO - Poi il mercato invernale ribalta gli equilibri. Salutano Grassi, Germán Denis e soprattutto Maxi Moralez, rimpiazzati da Serge Gakpé, Alessandro Diamanti, Marco Borriello e da due ragazzi allora semisconosciuti, Remo Freuler e Berat Djimsiti, destinati a scrivere tutt'altra storia. L'Atalanta, però, fatica a ricomporsi: Reja incappa in una serie di quattordici gare senza vittoria e il 4-3-3, ormai inceppato, finisce in soffitta. Il passaggio al 4-2-3-1 restituisce gioco e punti.
ORA IL VERO RITORNO - Da allora - ricorda e scrive TMW -, con Gasperini, la linea a quattro è riaffiorata soltanto a sprazzi, parentesi isolate in un decennio a trazione offensiva. Adesso il cerchio può chiudersi sul serio: tocca a il nuovo 4-3-3 del tecnico toscano riportare stabilmente l'Atalanta a quel sistema, in quello che è a tutti gli effetti un taglio con nove anni di difesa a tre.
Il verdetto, stavolta, spetta al nuovo corso. E Bergamo aspetta di scoprire se il tridente, questa volta, avrà una storia diversa da raccontare.
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