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Punizione di Samardžić e poi il black-out: la Dea si ferma sull'1-1
Oggi alle 21:46Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Punizione di Samardžić e poi il black-out: la Dea si ferma sull'1-1

Al Centro Bortolotti il Mantova pareggia con Cajazzo in avvio di ripresa: due volti diversi nel secondo test estivo dell'Atalanta di Sarri

Finisce 1-1 il secondo test estivo dell'Atalanta: al Centro Bortolotti la punizione magistrale di Samardžić non basta, perché nella ripresa il Mantova alza il baricentro e trova con Cajazzo il pareggio. Una serata a due velocità, con la Dea sopra nel punteggio per un tempo intero e poi costretta a rincorrere il ritmo di un avversario cadetto rimasto in partita fino all'ultimo pallone.

IL LAMPO CHE SBLOCCA - Dopo un avvio di studio, con i primi corner di Bernasconi e un destro deviato di Raspadori come sole avvisaglie, è il numero dieci a spaccare l'equilibrio da solo. Al 14' Samardžić accende una progressione centrale, salta due avversari e viene atterrato al limite; un minuto più tardi accarezza il pallone di destro, scavalca la barriera e infila Bardi. Un'esecuzione di pregio che vale l'1-0 e che dice qualcosa in più sul serbo schierato da mezzala nel nuovo 4-3-3: è lì, con licenza di inserirsi e di calciare, che il talento trova il suo spazio naturale.

OCCASIONI SPRECATE E BRIVIDI - La Dea sfiora il raddoppio nel quarto d'ora finale della frazione: al 38' è ancora Samardžić a provarci dalla distanza, ma Bardi vola e nega il bis; al 39', sulla punizione battuta a schema da Bernasconi, il colpo di testa di Obrić sfiora la rete. Il 2-0 resta appeso a un soffio, e quando la benzina cala il Mantova prende campo: al 42' serve un grande intervento di Carnesecchi su Bragantini per andare al riposo avanti. Un finale di tempo che, col senno di poi, era già un avvertimento.

LA RIPRESA CAMBIA TUTTO - Sarri rivoluziona l'undici all'intervallo, mandando in campo una formazione completamente diversa da quella iniziale, e l'inerzia si ribalta immediatamente. Al 48' Wieser colpisce in pieno la traversa: primo squillo, e nemmeno tanto velato. Al 54' arriva il pari: traversone preciso di Silva Pertinhes, la retroguardia nerazzurra non spazza e sulla seconda palla Cajazzo è il più rapido a insaccare. Un gol che nasce da una lettura difensiva imprecisa, il difetto tipico di un reparto assemblato a metà luglio.

SPORTIELLO TIENE IN PIEDI IL PARI - Il momento peggiore arriva subito dopo. Al 55' un retropassaggio raccolto con le mani regala al Mantova una punizione indiretta in area, poi al 56' Sportiello si oppone con una mano decisiva alla conclusione potente di Wieser: il sorpasso ospite resta a un palmo. Sono i minuti in cui l'Atalanta smarrisce le distanze e il possesso, e in cui la parata del portiere vale quanto un gol.

IL FINALE, PIÙ VOLONTÀ CHE LUCIDITÀ - Il quarto d'ora conclusivo racconta una Dea che prova a rimettere il muso avanti senza trovare l'ultima giocata. Al 57' Scamacca attacca lo spazio e serve Vavassori, ma il cross per Maldini viene letto in anticipo; all'80' è lo stesso Maldini a impegnare Gemello, che fa buona guardia. All'84' Scamacca si invola su lancio di Vavassori, ma la bandierina dell'assistente ferma tutto, e all'88' il tacco elegante del centravanti per Ahanor non trova lo spazio per la conclusione. In mezzo, un centrocampo ridisegnato attorno a Levak, che continua ad accumulare minuti sotto gli occhi del nuovo tecnico. Dopo un solo minuto di recupero, il verdetto è l'1-1.

Resta un test da leggere con le lenti giuste: a metà luglio contano i minuti nelle gambe e i primi automatismi, non il tabellino. Il segnale positivo porta il nome di Samardžić e della sua nuova collocazione; quello da correggere è la fragilità mostrata sulle palle sporche e nel gestire i cali di ritmo. Materiale su cui lavorare, con Feyenoord e Schalke 04 già all'orizzonte.

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© foto di Tuttoatalanta.com
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