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Dea, il bilancio di Sarri: la difesa cresce, il centrocampo noTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 07:45Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Dea, il bilancio di Sarri: la difesa cresce, il centrocampo no

Prima del debutto in Conference contro l'Hapoel, luci e ombre nelle ultime uscite: Zalewski la nota lieta, mediana da registrare

L'Atalanta di Maurizio Sarri arriva al momento della verità: giovedì a Bergamo il primo round dei playoff di Conference League chiuderà definitivamente il capitolo delle amichevoli. È il momento giusto per tracciare un bilancio del precampionato nerazzurro, con sensazioni che nel complesso restano incoraggianti.

IL CALCIO DI AGOSTO - Va detto subito: siamo ancora nella fase in cui contano la rifinitura atletica, la costruzione dell'intesa e l'assimilazione dei nuovi principi. Alti e bassi, rendimento a intermittenza e prestazioni discontinue rientrano nella normalità di questo periodo, con i carichi di lavoro ancora da smaltire. La prova definitiva arriverà soltanto quando i punti cominceranno a pesare.

IL SEGNALE PIÙ INCORAGGIANTE - Il dato che conforta di più riguarda la solidità. Le ultime due uscite – il 3-0 sullo Schalke 04 in Germania e l'1-0 all'Athletic Bilbao venerdì sera – hanno restituito l'immagine di una squadra capace di gestire e di portare a casa il risultato, qualità non scontata in una fase di transizione tattica così profonda.

DIFESA IN CRESCITA - A Gelsenkirchen la porta era rimasta inviolata, ma le occasioni concesse erano state troppe, tra chiusure convincenti e improvvisi cali di attenzione nei disimpegni. Contro i baschi la linea a quattro è apparsa decisamente più compatta ed equilibrata negli scivolamenti. La coppia centrale ha trasmesso sicurezza: Odilon Kossounou ha letto le situazioni con maggiore tempismo, mentre Giorgio Scalvini, dopo un match tedesco altalenante, ha giocato con evidente disinvoltura. Qualche concessione di troppo, semmai, è arrivata nel finale.

LE CORSIE TENGONO - Sugli esterni difensivi restano meccanismi da mettere a punto, soprattutto nella fase di non possesso. In compenso si sono visti due o tre inserimenti offensivi con ottima scelta di tempo, uno dei quali di Simone Bernasconi nella ripresa, capace di generare una palla gol nitida. Nel complesso, il giudizio sulle fasce è positivo.

MEDIANA IN CHIAROSCURO - Il passo indietro è arrivato in mezzo al campo. Nel primo tempo con l'Athletic il palleggio è stato troppo orizzontale, prevedibile e lento – come analizza L'Eco di Bergamo – con le mezzali poco dentro la manovra, Lazar Samardžić in particolare. Più ordinato Éderson, preciso in copertura e nei rilanci, mentre Gaetano ha faticato ad accendere l'azione con la consueta qualità nei suggerimenti.

I MARGINI DEL REGISTA - Nella ripresa il quadro è migliorato: manovra più ispirata, uno-due rapidi, ricerca della profondità. Restano però indicazioni chiare per il futuro. Le mezzali devono partecipare di più al gioco, e il regista – tecnicamente attrezzato quando avvia la costruzione – deve crescere nei movimenti senza palla, nelle letture e nel garantire equilibrio, evitando di abbassarsi eccessivamente. Nel suo bilancio anche recuperi importanti, ma qualche appoggio sbagliato che avrebbe potuto innescare ripartenze pericolose.

ATTACCO TRA ASSENZE E RODAGGIO - Davanti è proseguita la staffetta tra i due centravanti. Gianluca Scamacca ha ricevuto pochissimi palloni giocabili e non può essere al top della condizione, pur presentandosi in un paio di situazioni interessanti; Nikola Krstović si è mosso molto senza però lasciare il segno. Il reparto resta condizionato dalle assenze pesanti sulle corsie, quelle di Charles De Ketelaere e Sulemana.

LA SORPRESA ZALEWSKI - La nota più lieta del Trofeo Bortolotti porta il nome di Nicola Zalewski, impiegato a destra pur essendo abituato all'altra fascia: oltre alla rete, ha offerto spunti e intraprendenza, mostrando caratteristiche che sembrano sposarsi bene con le richieste del tecnico. Sull'out mancino, invece, Giacomo Raspadori ha dato segnali soprattutto da rifinitore, con una pregevole imbucata per Bernasconi, ma ha inciso poco: la strada per calarsi nei panni dell'esterno offensivo è ancora lunga.

ORA SI FA SUL SERIO - Il quadro, insomma, è quello di un cantiere avviato bene ma non ancora completato. Da giovedì, però, gli errori cominceranno a costare punti e qualificazioni.

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