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Sbravati: "Ringiovanire la Primavera è l'opzione migliore"
Oggi alle 21:30Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Sbravati: "Ringiovanire la Primavera è l'opzione migliore"

Il dirigente nerazzurro al panel della Lega: con l'Under 23 il quadro cambia

Michele Sbravati mette una bandierina sul dibattito che agita il calcio giovanile italiano. Il responsabile del settore giovanile dell'Atalanta ha preso la parola nel confronto intitolato «Quale età per la Primavera?», promosso dalla Lega Calcio Serie A alla vigilia della finale di Supercoppa Primavera, e non ha lasciato spazio a fraintendimenti sulla posizione del club.

LA LINEA DELL'ATALANTA - La struttura di Zingonia orienta la scelta, e il dirigente lo dice apertamente: «Noi abbiamo l'Under 23, è ovvio che saremmo favorevoli a ringiovanire l'età massima della Primavera e forse è l'opzione migliore». Un ragionamento che nasce dalla realtà quotidiana del club, perché la presenza di una seconda squadra tra i professionisti offre già oggi una destinazione naturale a chi supera una certa soglia anagrafica. Chi quel ponte non ce l'ha, evidentemente, ragiona con altri parametri.

PERCHÉ SI ERA SALITI A VENTI ANNI - Il dirigente non liquida però il passato come un errore da cancellare, e ricostruisce le ragioni della scelta compiuta a suo tempo: «Quando si è deciso di alzare a 20 anni, c'erano delle motivazioni: il limite di prestiti in C, il dare spazio ai tardivi insieme ai precoci». Il bilancio, a distanza di anni, resta però parziale: l'esperienza non ha dato tutti i frutti sperati e alcune valutazioni si sono rivelate meno centrate del previsto.

IL TALENTO NON È IL PROBLEMA - Chi lamenta una penuria di giocatori interessanti, secondo Sbravati, guarda nella direzione sbagliata: «I talenti ci sono, gli oriundi c'erano anche in passato e non è detto che non si debba andare a cercare la modernità nel passato». Una presa di posizione che ribalta la narrazione dominante e suggerisce di recuperare soluzioni già sperimentate anziché inseguire formule inedite.

IL VERO NODO: FORMARE I TECNICI - Il passaggio più netto arriva sull'altro fronte, quello di chi sta in panchina. Per il responsabile nerazzurro la priorità è investire sulla preparazione degli allenatori, perché il limite non è quantitativo ma qualitativo: «Bisogna evolversi: non è vero che non si fa tecnica, ma si fa male». Un'autocritica di sistema che sposta il baricentro del dibattito dall'anagrafe dei ragazzi alla competenza di chi li allena.

Abbassare l'asticella dell'età, insomma, può essere utile. Ma senza intervenire sul metodo il problema resterebbe intatto.

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