La Dea si sveglia tardi: a San Siro il Milan vince 3-2, rimonta sfiorata
Redazione TuttoAtalanta.com
Per un soffio l'Atalanta non firma una rimonta clamorosa: a San Siro il Milan vince 3-2, ma dopo essere stati sotto di tre reti i nerazzurri di Sarri rientrano in partita con Gaetano al 66' e Krstović all'81', arrivando a un passo dal pareggio nei minuti finali. Una sconfitta che lascia l'amaro per un'ora di gioco sottotono e, insieme, l'orgoglio per una reazione che ha costretto i rossoneri a soffrire fino al recupero. In mezzo, il rigore parato da Carnesecchi a Ramos, l'episodio che ha tenuto in vita la Dea.
UN PRIMO TEMPO DA DIMENTICARE - Il Milan di Amorim parte forte e comanda la prima frazione. Al 13' un gol di Pulisic viene annullato per fuorigioco, la Dea risponde con due occasioni al 17' e al 19' — De Ketelaere fuori in equilibrio precario, Krstović sull'esterno della rete dopo aver saltato Maignan — ma poi arriva il doppio colpo. Al 18' Kolašinac si ferma per infortunio, al 20' entra Obrić, al debutto in Serie A, e al 23' il suo braccio largo sul tiro di Musah costa il rigore: Ramos spiazza Carnesecchi al 24'. Al 43' Rabiot, servito da Moreira tra le linee, piazza il destro del 2-0 con cui si va al riposo.
IL RIGORE PARATO E IL TRIS ROSSONERO - La ripresa si apre sulla stessa falsariga: al 48' una palla persa in uscita libera Chukwueze, che manca di poco lo specchio; al 54' Carnesecchi respinge in corner il sinistro di Pulisic. Poco dopo il VAR richiama Chiffi al monitor per un tocco di mano di Kristensen sul tiro di Rabiot: secondo rigore per il Milan al 56'. Dal dischetto si ripresenta Ramos, che cambia angolo, ma il portiere nerazzurro intuisce e para. Il sollievo dura un minuto: al 58', sul corner di Modrić, Rabiot spizza verso il secondo palo e Gila insacca di testa il 3-0.
LE MOSSE DI SARRI E LA SCOSSA - Sarri corre ai ripari inserendo Gaetano e Zalewski per Pašalić e Rowe, e la partita cambia volto. Al 62' le proteste rossonere per un contatto tra Pulisic e Samardžić non portano a nulla, al 63' il destro da fuori di Krstović si stampa sul palo con Maignan battuto. È il segnale della riscossa: al 66' Zalewski mette la palla nello spazio per il taglio di Gaetano, che con un inserimento perfetto punisce il portiere rossonero. Primo gol stagionale per il regista, e una Dea che ritrova improvvisamente fiducia mentre il Milan abbassa il baricentro.
KRSTOVIĆ RIAPRE TUTTO - Al 75' entrano anche Scamacca e Zappacosta, e l'Atalanta prende il controllo del gioco. All'81' arriva il gol che riaccende San Siro: Bellanova cambia passo, arriva sul fondo e mette un cross preciso per la girata di prima intenzione di Krstović, che non lascia scampo a Maignan. Due minuti più tardi la Dea va a un passo dal pareggio: Zappacosta si inserisce e si presenta davanti al portiere rossonero, che lo ferma in uscita con un intervento decisivo. All'86' De Ketelaere serve Bellanova, il cross viene messo fuori da De Winter; al 90' Estupiñán rischia l'autogol nel tentativo di liberare l'area.
IL FINALE AL CARDIOPALMA - Nei cinque minuti di recupero la Dea ci prova ancora: al 90'+2 il destro a giro di Zappacosta viene bloccato a terra da Maignan. Sull'altro fronte, al 90'+5 Carnesecchi respinge la conclusione potente di Ramos, l'ultimo sussulto di una partita che si chiude sul 3-2 rossonero. I numeri raccontano bene la doppia anima della serata: undici tiri per la Dea, quattro nello specchio, e un secondo tempo in cui i nerazzurri hanno prodotto più dei padroni di casa.
COSA RESTA DI SAN SIRO - Il bilancio è agrodolce. L'Atalanta resta a nove punti dopo sette giornate e paga ancora una volta un approccio troppo morbido e due episodi da rigore in un tempo, oltre all'ennesima palla inattiva concessa. Ma la reazione dell'ultima mezz'ora, nata dai cambi e dal coraggio di alzare il baricentro, è un segnale da non disperdere. Per Sarri, alle prese con un'emergenza che si è ulteriormente aggravata con lo stop di Kolašinac, le risposte sono arrivate dalla panchina più che dall'undici iniziale, mentre da Rowe si attende ancora la scintilla.
Giovedì c'è l'Ajax ad Amsterdam, in Conference League: servirà partire con lo spirito dell'ultima mezz'ora di San Siro, non con quello della prima ora. La linea alta messa alla prova dalla profondità degli attaccanti ha mostrato ancora le sue crepe, ma anche una squadra capace di non arrendersi.
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