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Rowe, la notte del riscatto: contro il Kairat parte titolare

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Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
Oggi alle 06:59Primo Piano
autore Redazione TuttoAtalanta.com
05.11.2026 06:59Primo Piano
L'acquisto più caro della storia nerazzurra è ancora a secco di gol e assist. Stasera torna dal primo minuto in una Dea in ritiro, chiamata a ritrovare la vittoria dopo cinque partite

Jonathan Rowe ha davanti a sé un'occasione da non sprecare. Dopo le panchine contro Ajax e Fiorentina, l'esterno inglese partirà titolare nella sfida di Conference League contro il Kairat Almaty, con l'obiettivo di lasciarsi alle spalle i fischi ricevuti contro il Parma e di sbloccare un avvio di stagione finora deludente.

IL MESSAGGIO DEI TIFOSI - Il clima attorno alla squadra è teso. Fuori dal Centro Sportivo Bortolotti campeggia ancora lo striscione esposto prima della trasferta di Firenze da un gruppo di tifosi della Curva Pisani, con quella richiesta di grinta e responsabilità rimasta finora senza risposta. Da qui il ritiro per ritrovare compattezza e due partite per rimettersi in carreggiata. Contro i kazaki, alla seconda partecipazione a una fase finale europea dopo la Champions League della scorsa stagione, l'occasione di tornare al successo che manca da cinque gare è ghiotta, anche se lo stesso Parma sembrava l'avversario giusto.

IL NEMICO È LA DEA STESSA - In questo momento, però, il vero avversario dell'Atalanta è la sua fragilità. Difensiva, prima di tutto, con l'attenuante dei dieci indisponibili che hanno saltato l'ultima gara di campionato. Ma soprattutto mentale ed emotiva: contro il Parma la squadra si è innervosita dopo il gol di Giovanni Fabbian nel finale di primo tempo e si è definitivamente sgretolata con l'autorete di Davide Zappacosta a inizio ripresa.

IL SENSO DEL RITIRO - La scelta di restare a Zingonia fino a domenica, giorno della trasferta di Monza che chiude il mini-ciclo prima della sosta di novembre, è arrivata dopo una prestazione definita «inaccettabile» dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli. L'obiettivo è duplice: ritrovare le motivazioni giuste in una squadra che nelle ultime dieci stagioni ha conquistato per nove volte la qualificazione europea al termine del campionato, e responsabilizzare giocatori il cui rendimento resta al di sotto delle attese.

IL CASO ROWE - Tra i volti di questo periodo complicato c'è proprio Jonathan Rowe, arrivato in estate con l'etichetta pesante del giocatore più costoso della storia del club: al Bologna 5 milioni per il prestito, 30 per l'obbligo di riscatto e altri 5 di bonus, oltre al cartellino di Federico Cassa. Nelle caselle di gol e assist c'è ancora uno zero. L'ambientamento, complice un trasferimento chiuso nell'ultimo giorno di mercato, non è stato immediato. I compiti difensivi richiesti da Maurizio Sarri sono diversi da quelli che gli chiedeva Vincenzo Italiano in rossoblù e non sono ancora stati assimilati del tutto – come sottolinea La Gazzetta dello Sport – come dimostra la scarsa intensità nel contrasto con Fabbian sull'azione da cui è nato il corner del vantaggio parmense. In fase offensiva, invece, pesa la mancanza di gol e passaggi decisivi: come tutta la squadra, nelle ultime uscite l'inglese si è ostinato troppo spesso a cercare la giocata individuale, con scarsa efficacia.

UNA CHANCE DA COGLIERE - Eppure, lunedì sera, una delle occasioni più nitide della Dea è nata proprio dal suo destro, deviato in angolo da un attento Daffara. Il segnale che il potenziale c'è, come si era visto a Bologna, e che un gol potrebbe liberarlo definitivamente. In la sfida europea di questa sera contro i kazaki, il suo riscatto serve a lui, serve a Sarri e soprattutto all'Atalanta, per evitare che la Conference League, il grande obiettivo stagionale, rischi di sfuggire troppo presto.

Un talento da sbloccare in una squadra da ricostruire: per Rowe e per la Dea, la sfida al Kairat vale molto più di tre punti.

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