Samardzic, segnali positivi come mezzala. Obiettivo consacrarsi con l'Atalanta
Lazar Samardzic protagonista durante il ritiro con l'Atalanta: da trequartista a mezzala e si notano subiti i primi risultati sul campo
Basta un attimo per svoltare, oppure saper sfruttare il fatto di essere al posto giusto al momento giusto. Samardzic è sicuramente tra gli atalantini che stanno sorprendendo in questo ritiro, anche se visto il contesto qualcuno ha etichettato questa situazione come il normale trascorso degli eventi dal punto di vista tecnico-tattico. Certo, siamo solo agli inizi, però gli spunti del numero 10 nerazzurro sono stati interessanti e con ampi margini di miglioramento.
Alla ricerca del salto di qualità
Il ciclo di Lazar Samardzic con l’Atalanta è sempre stato una sorta di “What If”: giocate importanti, gol decisivi (ed entrati nella storia), ma con quella discontinuità dove la mancanza di intensità nei momenti chiave ha fatto sorgere punti interrogativi. Un giocatore in grado di segnare un rigore pesantissimo contro il Borussia Dortmund al 90’ e al tempo stesso sbagliare anche la più facile delle giocate contro una squadra alla portata. Né con Palladino, né con Gasperini, né con Juric il ragazzo è riuscito a sbloccarsi, nonostante portasse addosso la classica attenuante legata al ruolo che ricopriva: troppo offensivo per fare il centrocampista e troppo centrocampista per fare l’attaccante, mentre il ruolo di trequartista esterno lo limitava parecchio al netto degli errori dello stesso ex Udinese.Ritorno alle origini come mezzala
Ora l’arrivo di Maurizio Sarri, il 4-3-3 e l'impressione è stata ottima, con Samardzic che è riuscito ad essere sempre tra i migliori per adattamento al ruolo. La posizione di mezzala è praticamente perfetta per dettare i ritmi, una posizione nella quale entrambe le fasi vedono un Lazar completamente a suo agio anche per gli inserimenti offensivi: collaborando soprattutto con Zalewski in attesa del rientro di Ederson, mentre dall'altra parte l'intesa con Gaetano promette bene.Tutto nelle mani di Samardzic
Ovviamente dipenderà molto dal ragazzo, nel suo voler raggiungere una consacrazione che si attende da tre anni, anche se le premesse sembrano diverse: con grande probabilità sarà titolare, giocherà nel suo ruolo originale e in più ha la fiducia del mister. Padrone del proprio destino e del suo talento a centrocampo. Considerando che non è mai troppo tardi per ritornare ad essere protagonista.Altre notizie
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