Gaetano, regista al centro dell'Atalanta: un centrocampo che cresce "a mano a mano"
Il grande impatto di Gianluca Gaetano nel 4-3-3 di Sarri. L'Atalanta ha il suo regista, e i margini di miglioramento sono enormi
L’Atalanta di Maurizio Sarri è sicuramente una squadra che ha bisogno di tempo. Citando un grande cultore della musica italiana, "a mano a mano" che col passare delle giornate può nascere un fiore nel giardino; o quanto meno un gruppo che possa incidere con questo modus operandi nel 4-3-3. Le note di Gaetano, calcisticamente parlando dalle parti di Bergamo, più che a Rino sono associate a un suo omonimo, Gianluca quasi come se metaforicamente dicesse lì all’Atalanta "dammi la mano e torna vicino", perché sarà anche un percorso difficile, però può portare grandi risultati.
Acquisto mirato per il centrocampo
Paragoni a parte, Gianluca Gaetano è partito con il piede giusto nell'Atalanta dove si sta dimostrando una certezza nello schema di Maurizio Sarri, con il suo contributo è stato assai determinante: continuando a crescere amichevole dopo amichevole e poi all'esordio nelle partite ufficiali tra preliminari di Conference League e campionato. Un po’ di dubbi li aveva creati la nuova posizione, visto che si trattava in primis di un riadattamento da trequartista a regista ai tempi del Cagliari. Tuttavia rimaneva comunque un mercato fondato principalmente sulle caratteristiche tecniche e sulla richiesta esplicita di Maurizio Sarri di riportarlo alla sua corte, visto che da ragazzino era stato osservato ai tempi del Napoli dal tecnico toscano.Buona la prima, ora continuità
I primi impatti sono stati graduali, poi è arrivata la gara contro il Sassuolo dove ha dettato i ritmi: tuttofare a centrocampo, buone ripartenze, visione di gioco, onnipresente nel prendersi i palloni e costruire e la rapidità in mezzo in ogni azione è stata decisiva tanto quanto l’equilibrio (merito anche dei suoi compagni di reparto). Ovviamente l’assist per il gol di Raspadori è suo, e quando c’è bisogno di sacrificarsi non si tira indietro. C’è ancora tanto da lavorare perché non è certamente una partita a fare una stagione, però sicuramente il passo è quello giusto. Il centrocampo rimane il ruolo più importante, da cui dipenderanno parecchio le prestazioni: un contesto dove le caratteristiche tecniche contano più di tutto.Altre notizie
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