Spalletti e Allegri in bilico, Sarri ancora no. Tre casi diversi per riflessioni che sono inevitabili
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Lorenzo Di Benedetto
Lorenzo Di Benedetto
ieri alle 23:30Serie A
autore Lorenzo Di Benedetto
18.10.2026 23:30Serie A
Tre tecnici che hanno altrettante squadre in crisi di identità. Discorsi diversi, soprattutto per quel che riguarda l'Atalanta.
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Inter e Lazio prime in classifica a 19 punti in sette partite, Juventus ottava a quota 11, Napoli nono a 10 punti e Atalanta decima a 9. Dati reali che certificano due facce della stessa medaglia. Da una parte funziona tutto, dall'altra praticamente niente. Due allenatori, Chivu e Gattuso, che hanno dato, chi prima di poi, un'anima alla propria squadra, potendo contare anche, nel caso del nerazzurro, su una rosa di altissimo livello. Gli altri tre tecnici che sono in difficoltà, per motivi diversi, e che non possono che essere in bilico.
Spalletti e una Juve in confusione totale
Partiamo da chi, classifica alla mano, è messo meglio delle altre due. La Juventus è stata demolita dalla Lazio all'Allianz Stadium e ha messo in campo probabilmente la peggior prestazione della sua stagione. Le vittorie in Europa League sono solo una magrissima consolazione, serve molto di più in Serie A. in testa alla classifica nessuno ha intenzione di fermarsi e neanche Roma e Milan, attualmente terze e quarte. Ecco, il tempo è scaduto in casa Juve, servono solo vittorie e punti. Impossibile che questa sera la dirigenza non rifletta sul futuro di Spalletti.Allegri in bilico per tutti tranne che per ADL
Poi c'è il Napoli, sconfitto da una squadra che fino a sabato pomeriggio aveva solo perso in questo campionato. I litigi con De Bruyne, una squadra senza sorriso e un gioco che non esiste. Chiunque, dalle parti del Vesuvio, vorrebbe che si pensasse a un cambio in panchina immediato o quantomeno a un'ultima chance da dare ad Allegri. Chiunque tranne De Laurentiis, che, per ora, continua a difendere la sua scelta. Ma per quanto tempo ancora?Sarri e un discorso completamente diverso
Non se la passa certo meglio Maurizio Sarri, che con la sua Atalanta ha perso quattro partite su sette, vincendo le altre tre. Il discorso qui cambia: la dirigenza, per voce di Cristiano Giuntoli, ha detto a più riprese e non ha mai cambiato versione, che servirà tempo e pazienza. Tutto vero e tutto lecito, perché dopo dieci anni è stato preso un tecnico che ha idee totalmente diverse dal punto di vista tattico. L'ultima mezz'ora contro il Milan è stata di altissimo livello, ma la prima ora da film horror. A un certo punto il tempo finirà, non ci siamo probabilmente vicini, ma serve una svolta abbastanza rapida.Altre notizie
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