D'Angelo: "Esultanza non era un gesto di provocazione. Ho questa maglia cucita addosso"
Angelo D'Angelo, uomo partita ai microfoni di Sky parte dall'espulsione finale: "Caputo era arrabbiato per il gol preso al 95', ha scaldato un po' gli animi ma io stavo esultando per conto mio, la faccio spesso quell'esultanza, mi sono trovato sotto la loro curva ma non volevo mancare di rispetto a nessuno. L'arbitro ha pensato fosse stato un gesto voluto e mi farà saltare una partita, mi spiace perché non era voluto.
Se tolgo il giubbotto ho la maglia cucita addosso, questa maglia fa parte di me e della mia famiglia. Sono qui dalla serie D, ne ho fatta di gavetta, sono arrivato che non ero nessuno, sono un ragazzo di principi e questo non lo dimentico. Difficile vedermi con un'altra maglia".
Poi a Ottochannel aggiunge: "Questa partita è stata preparata proprio così, l'Empoli gioca a memorie e per me andrà diretto in A. Ci ha messo in difficoltà, non sono contento della nostra prestazione perché possiamo fare di più ma il cinismo e la caparbietà li abbiamo messi, avremmo potuto segnare con Asencio. Dovevamo giocarla così perché altrimenti avremmo preso 3-4 gol, le mezzali giocano a memoria, tatticamente è stata preparata bene dal mister e va bene così. Ora bisogna preparare la partita col Bari per costruire una mentalità più forte. Sapete cosa vuol dire derby per me ma ora non ci voglio ancora pensare".


