Avellino, ora devi dirci cosa vuoi fare da grande
Una lunga attesa interrotta. Qualcuno parlerebbe di maledizione infranta. L’Avellino dopo il guizzo del derby aveva disabituato i suoi tifosi alla vittoria. E le presenze al Partenio-Lombardi, inferiori rispetto alla media delle prime tre gare interne del girone di ritorno, ieri hanno parlato chiaro. Il successo, difficile e sofferto, conquistato con le unghie e con i denti contro un Livorno coriaceo, rinfrancato dalla seconda cura Panucci e sicuramente in ripresa rispetto alla brutta copia della gestione Mutti, è un punto di ripartenza che fa tirare una linea sul passato recente, trascorso tra poche luci e qualche ombra di troppo, e apre la porta a nuovi orizzonti.
La domanda, a due giorni dalla trasferta di Brescia, è la seguente: caro Avellino, cosa vuoi fare da grande?. I play off sono distanti solo due punti. Lassù qualcuno corre (vedi Cesena, Entella e Spezia), il Novara ha frenato nel derby piemontese con la Pro Vercelli, mentre il Bari è in caduta libera. In questo scenario la sagoma del Brescia si vede chiaramente. Dà le spalle all’Avellino che spera di restituire il favore alle rondinelle dopo lo scontro diretto di martedì sera. Inevitabile non pensare ai play off, anche se Attilio Tesser, nonostante la vittoria sul Livorno, ha provveduto nuovamente a spegnere il fuoco della passione: “Un passo alla volta, prima i cinquanta punti e poi pensiamo al resto”.
Il tecnico ha indossato i panni del pompiere e non vuole toglierseli di dosso prima del dovuto. Il suo compito, al momento, è quello di spegnere i facili entusiasmi, tenere i suoi ragazzi sul pezzo e togliere dalle loro spalle quel carico di tensione, che il pensiero costante di raggiungere un obiettivo importante, ti porta. Ma come si fa a non pensare alla presenza dell’Avellino all’interno della griglia play off?. L’eredità della passata stagione e un mercato di riparazione importante, condotto per restare in alto e non guardare più in basso (lo si è fatto fin troppo nel girone di andata), spingono a pensare in grande. Guai a non farlo.
Quindi sotto a chi tocca. Martedì il Brescia, sabato lo Spezia: due scontri diretti che diranno tanto sul futuro dell’Avellino, a cui il successo di ieri ha restituito nuova fiducia. Il 2-1 al Livorno fa seguito al pareggio interno ottenuto col Bari e allo 0-0 strappato al Menti di Vicenza. La difesa tiene botta, strutturata sulla coppia Biraschi-Jidayi e può contare su un Pisano che ha portato un carico positivo di esperienza e solidità. Il centrocampo ha ritrovato il dinamismo di capitan D’Angelo, l’attacco i gol preziosi di Mokulu e Tavano, mentre Joao Silva ha immediatamente fatto capire di avere una voglia matta di dimostrare di non essere l’ultima scelta nel pacchetto offensivo. Su questi buoni propositi si basa il futuro dell’Avellino che per diventare grande deve a tutti i costi confermarsi sul lungo periodo. Continuità è la parola d’ordine. Allora Avellino, cosa vuoi fare da grande?.


