Playoff bye bye: l'Avellino torna coi piedi per terra e scopre tutte le sue debolezze
Un film già visto. Come a Brescia, come a Vicenza, come tante altre partite che possono ancora venire in mente. L'Avellino gioca con sacrificio, ci mette il cuore (e questo non lo si potrà mai negare), ma non riesce a vincere. Soprattutto commette distrazioni difensive che costano l'ennesimo gol (il 41esimo della stagione, quarta peggior difesa, basti pensare che lo scorso anno i biancoverdi hanno subìto 42 reti in tutta la stagione) e non riesce a capitalizzare quanto costruito. Contro lo Spezia, avversaria diretta per i playoff, si sono viste tutte le lacune di questo Avellino, una squadra che appare purtroppo incompleta. Non quel gruppo compatto che nello scorso campionato dava l'impressione di poter sempre vincere o raddrizzare le partite, ma una squadra che ancora non sa cosa vorrà fare "da grande".
Troppo incostante, troppo perforabile in difesa. E' vero, per fare sempre un paragone con lo scorso anno si erano segnati 42 gol in tutto il campionato, come quelli subiti, e finora si è già a 41 (sempre come quelli subiti) ma ciò non è bastato a vincere più partite e ritrovarsi in zona spareggi. Una zona spareggi che oggi più che mai appare sempre più lontana e irragiungibile. Sembra un caso, ma da quando è partito Trotta l'Avellino ha vinto una sola partita, quella contro il Livorno con grande fatica. Poi 3 pareggi e 4 sconfitte, sei punti nelle ultime otto gare. Molto, troppo poco. Delapidando tutto il vantaggio accumulato nello straordinario mese di dicembre, quando sei vittorie consecutive avevano portato la ciurma di Tesser dai playout ai playoff. Ecco quantomeno quello sprint (raggiunto guarda caso con la contemporanea presenza di Castaldo e Trotta) è servito ad accumulare punti salvezza che da qui alla fine consentiranno quantomeno di chiudere senza troppi patemi la stagione. Ma così come nella prima metà dell'anno era mancato Castaldo, così sta mancando ora Trotta. E non ci riferiamo, come avevamo già sottolineato qualche mese fa in un editoriale parlando di Castaldo, solo a un calcolo numerico, di semplici gol, ma di "tipologia" di giocatore, che aiuta la squadra a raggiungere un determinato obiettivo. Sembra una banalità ma privare nel momento clou l'Avellino di un giocatore come Trotta è stato un clamoroso autogol, e a nulla serve prendersela con Tesser.
Il quale è stato osannato e incensato da tifosi e dirigenza nel suddetto mese di dicembre, e poi rigettato sulla graticola da tifosi (una parte sia chiaro) e dirigenza (una parte) ora che i risultati stentano ad arrivare. Troppo facile. Magari si potrà avere qualche dubbio sul 4-3-3 di Brescia, ma ieri il tecnico di Montebelluna ha schierato la formazione che chiunque avrebbe schierato, con il classico 4-3-1-2, la coppia difensiva che dà maggiori garanzie, il centrocampo ormai consolidato e Bastien dietro Mokulu-Castaldo. I terzini non saranno forse quanto di meglio offre la categoria, ma questo ha in squadra l'Avellino in questo momento. E la squadra ha giocato, come sempre, ha creato, ha colpito una traversa, ha guadagnato corner. Ma non è riuscita a metterla dentro. Cosa che è riuscita allo Spezia al secondo tipo pericoloso in porta (il primo salvato con un intervento prodigioso di Frattali), quando tutti si sono dimenticati di Acampora appostato sul secondo palo e raggiunto con un'azione avvolgente, quasi rugbistica, tutta di prima.
Bisogna farsene una ragione e capire che l'Avellino di quest'anno è questo, una squadra che alterna a buoni risultati a sconfitte, come è normale per una squadra di media classifica in un campionato lungo come quello di B. Solo le più continue possono restare in alto fino alla fine, tutte hanno dei momenti di calo, ma l'Avellino purtroppo, almeno questo è quello che dice la classifica a 12 giornate dal termine, non si è dimostrata all'altezza di compagini che navigano più in alto. Certo, manca ancora tanto e lo sprint decisivo all'andata è arrivato in un solo mese, ma siamo certi che questa squadra abbia la compattezza di giocarsi alla pari i playoff, di poter ripetere imprese come quella di La Spezia dello scorso anno o la quasi impresa di Bologna?


