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Avellino, ti mancano fame e continuità: tutti a lezione dalla Scandone
domenica 6 marzo 2016, 17:00Copertina
di Carmine Roca
per Tuttoavellino.it

Avellino, ti mancano fame e continuità: tutti a lezione dalla Scandone

Che la mancanza di continuità nei risultati abbia condizionato il cammino dell'Avellino, questo è fuori discussione. E' altrettanto vero che, nell'ultimo periodo, al continuo alternarsi di risultati positivi (pochi) e negativi (troppi) si è aggiunto anche un calo fisico e una mancanza di "appetito" palese. L'assenza di lucidità sottoporta contro Brescia e Spezia hanno condizionato entrambi i risultati. L'errore di Mokulu al Rigamonti e quelli dello stesso belga, di Castaldo e di Arini ieri al Partenio-Lombardi, hanno fatto scattare il classico campanello d'allarme. Per la prima volta l'Avellino non è stato in grado di segnare per due partite consecutive e il reparto offensivo che, in qualche modo, ha tenuto a galla i lupi quando la difesa combinava distastri praticamente ogni sabato, dopo l'addio di Trotta appare decisamente spuntato.

La classifica langue, certamente meno della prima parte di stagione, e al momento dice che l'Avellino è meritatamente lontano dalla zona play off. Certo, cinque punti da recuperare in dodici giornate non sono tanti. Ma senza quella fame che ti fa ottenere risultati importanti anche quando tutto ti gira storto - che ha contraddistinto gli scorsi due campionati dei biancoverdi - e senza quella continuità di risultati che è alla base di stagioni positive, recuperare cinque punti dall'ottavo posto appare più che complicato. Non è un segno di resa, ci mancherebbe altro. Ma l'Avellino, prigioniero del suo torpore, fa molta meno paura di due mesi fa.

Come fare a risvegliare l'Avellino dal torpore? Beh, il primo passo potrebbe essere quello di portare l'intera rosa alle partite della Scandone, che ad ora di pranzo battendo Cantù a domicilio ha conquistato la nona vittoria consecutiva, l'undicesima nelle ultime dodici partite considerando anche quelle delle Final Eight. Il tutto potrebbe essere facilitato dall'ottimo rapporto che intercorre tra Attilio Tesser e Pino Sacripanti, artefice del miracolo Sidigas. La voglia di non mollare mai, di non partire sconfitti di fronte alle corazzate del campionato; l'agonismo messo sul parquet da Green e compagni ha fatto riappassionare la piazza irpina, a corto di soddisfazioni calcistiche.

Si potrebbe chiedere alla Sidigas di concedere un po' della sua fame e un pizzico di serenità ai suoi "vicini di casa". Magari sin da subito, in modo tale che sul manto erboso del Cino e Lillo Del Duca di Ascoli, teatro del prossimo impegno stagionale dell'Avellino, possa scendere una squadra diversa da quella vista ieri e martedì scorso. Il campionato è ancora lungo, ma caro Avellino è ora che tu ti dia una svegliata.