Avellino, la difesa imbarca ancora acqua: viaggio all'origine del problema
Sembrava essersi messo alle spalle la tormenta, l'Avellino che prima di Ascoli pareva aver trovato finalmente quella solidità difensiva a lungo cercata in questa stagione. Quattro reti subite nelle ultime cinque gare prima della trasferta marchigiana; tre incassate nel corso dei novanta minuti di gioco del Del Duca. Un passo indietro preoccupante che, almeno, non ha influito sulla vittoria dell'Avellino contro la formazione di Devis Mangia, ma che fa riflettere in vista dei prossimi impegni di campionato. Ad Ascoli hanno fatto capolino vecchi spettri del passato: errori di attenzione, di comunicazione e di posizione.
Attilio Tesser non è riuscito ancora a trovare la quadratura del cerchio di un reparto difensivo capace di subire 44 reti in 31 giornate. Troppe per una squadra che, seppur mantenendo il profilo basso, spera di raggiungere la zona play off. Ma di chi sono le responsabilità? Addossarle interamente al tecnico di Montebelluna è da sciocchi. Per diversi motivi che portano direttamente alla fonte del problema.
In primis il rinnovamento estivo del pacchetto arretrato con i soli Frattali, Chiosa e Visconti confermati dallo scorso anno. Gli arrivi di Nitriansky, Nica, Rea, Ligi e Giron non hanno portato grossi risultati e fin dai primi giorni di ritiro l'allarme lanciato da Tesser rimbombava al Castagneto di Sturno. Le difficoltà caratteriali di Nitriansky, l'inesperienza di Giron, i continui problemi fisici di Rea e le prestazioni sottotono di Nica e Ligi hanno caratterizzato il cammino dell'Avellino nel girone di andata, senza dimenticare gli infortuni a ripetizione, come quello che ha tenuto ai box Biraschi per lungo tempo. Proprio l'ex Grosseto, partito da quarta scelta del pacchetto arretrato è stata l'unica nota lieta di una difesa che ha dovuto contare sull'apporto prezioso di Jidayi per tirarsi fuori dalle sabbie mobili.
Nel mercato di gennaio la società biancoverde ha nuovamente rivoluzionato la difesa. Ligi, Giron e Nitriansky hanno salutato l'Irpinia, avrebbe potuto farlo anche Rea, scivolato nelle gerarchie di Tesser, mentre sono arrivati Pucino, Pisano e Migliorini. Il trainer veneto si è ritrovato nuovamente a dover assemblare il quartetto difensivo, lasciando la coppia Biraschi-Jidayi a protezione di Frattali e alternando i terzini a sua disposizione. Pisano è la prima scelta per la fascia destra, ma l'ex Cagliari in un mese e mezzo di avventura in biancoverde si è già fermato quattro volte. Pucino non ha ancora impressionato, Nica non è riuscito mai a scrollarsi di dosso il suo essere spocchioso e poco concentrato che limita, e non poco, le sue prove. A sinistra Visconti e Chiosa si contendono la corsia, mentre su Migliorini si è abbattuta la mannaia della sfortuna: rottura del legamento crociato anteriore, stagione finita.
Difesa rinnovata in estate e rivoluzionata a gennaio, infortuni a ripetizione, errori individuali. Questi i principali motivi dell'andamento negativo del pacchetto arretrato biancoverde. Puntare il dito esclusivamente sull'allenatore è quanto mai sbagliato. Se c'è qualcosa da imputare a Tesser è la cattiva gestione di Chiosa, tenuto a lungo in panchina e preferito a Rea e Ligi e la gestione poco conservatrice di qualche risultato in trasferta che avrebbe potuto regalare all'Avellino qualche punto in più in classifica. Per il resto, chi è senza colpe scagli la prima pietra...


