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Zuzek saluta. Con il Bari una relazione mai decollata
giovedì 8 agosto 2024, 18:00News
di Piervito Perta
per Tuttobari.com

Zuzek saluta. Con il Bari una relazione mai decollata

Fino al 21 agosto 2022, le uniche cose che univano Bari e la cittadina slovena Koper (in italiano Capodistria) erano le splendide spiagge affacciate sul Mar Adriatico e un forte legame con la tradizione, fatta di specialità culinarie e vecchi proverbi. Dal successivo giorno, quei due posti distanti oltre 900 chilometri si sono avvicinati con una semplice firma su un contratto. A porla, il difensore Zan Zuzek. Classe 1997, un giocatore conosciutissimo in patria, in quanto capitano già a 25 anni del FC Koper, portato dalla seconda alla prima divisione slovena, con scudetto sfiorato e preliminari europei disputati. Un nome che solo un uomo di mare come Ciro Polito poteva "pescare" per 250/300mila euro.

La scelta da parte dell'allora direttore sportivo di uscire dai confini italiani era motivata dalla necessità di dare un tocco internazionale e ambizioso al Bari che si riaffacciava alla cadetteria dopo 4 anni di inferno. Inoltre c'era bisogno di svecchiare un reparto che allora presentava uomini di mille battaglie quali Francesco Vicari, Emanuele Terranova e Valerio Di Cesare. Essi avrebbero fatto da chiocce a un ragazzo preso anche per la sua duttilità (all'occorrenza può fare anche il terzino), il suo senso del gol (14 reti segnate) , la sua capacità di gestire palla. Le credenziali per pensare di aver trovato un futuro perno della difesa c'erano tutte. Quando esordì circa due mesi più tardi nel festante 6-2 rifilato al Brescia, c'era la convinzione che avrebbe trovato sempre più spazio.

Adesso, a distanza di due anni, ci ritroviamo a salutarlo, vista l'imminente cessione a titolo definitivo al Genclerbirligi, in Serie B turca. 26 presenze in maglia biancorossa (molte dalla panchina), 0 gol e tante note stonate. Della sua forte mentalità e della sua pregevole pulizia tecnica non si è vista neanche l'ombra. Ma l'etichetta che gli rimarrà sempre addosso sarà quella di colui che si perso Leonardo Pavoletti al minuto numero 94 di quella finale playoff contro il Cagliari. Una ferita mai chiusa nella mente di chi c'era quell'11 maggio 2023, tra campo e spalti. È la dura vita del calciatore: quando succede qualcosa di iconico, nel bene o nel male, tendi a ricordarti quella piccola macchia o giocata, dimenticando il resto. Questo ingeneroso titolo che sporca la sua esperienza barese va però detto essere l'unico momento di spicco di due stagioni dove, vuoi per difficoltà di ambientamento, vuoi per mancanza di nerbo, questo ragazzo che fece impazzire Polito non ha lasciato il segno.

Nonostante nella preparazione di Moreno Longo abbia trovato campo e fiducia, adesso il suo posto a destra sarà occupato da Valerio Mantovani, nome già allenato dal mister all'Alessandria e più fisico rispetto allo sloveno, il che potrebbe tornare utile nei contrasti e nelle marcature. Il tempo dirà se questa sarà una scelta giusta o sbagliata; lo stesso tempo maligno con Zan Zuzek, dal bagno di folla nelle coste istriane al naufragio in quelle baresi.