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Il Bologna è in crisi di punti. Ma i numeri dicono altro: perché a Tedesco serve tempoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:15Serie A
di Marco Conterio

Il Bologna è in crisi di punti. Ma i numeri dicono altro: perché a Tedesco serve tempo

Un punto in quattro partite. Letta così, vista l'ultima partita contro il Napoli, la situazione per il Bologna parrebbe già da redde rationem. Perché la squadra di Domenico Tedesco è apparsa piatta, con poca capacità di reazione, di costruzione. Con poco mordente, con poche idee, con poco di tutto. Vista la qualità assoluta della rosa, senza star a metter sul piatto paragoni con l'anno che è stato, perché forse (o magari certamente) è inferiore a quella d'una stagione fa, è sorprendente vedere il Bologna così. Remissivo e passivo.

Serve una scossa

Così servirà una scossa e starà a Tedesco darla, oppure alla società di Joey Saputo. Dar giudizi e sentenze su un allenatore che ha un pedigree importante, che ha uno storico di rilievo in campionato di spessore, sarebbe qualcosa d'affrettato e poco affine a quella che è da sempre stata la filosofia del club emiliano. Pazienza e costruzione, ecco le parole d'ordine che hanno sempre contraddistinto, e perché non stavolta, il progetto del Bologna. Però i dubbi, permettetecelo, ci sono. Perché i numeri sono qui a dimostrarlo. E manca soprattutto lucidità davanti e solidità in difesa.

I numeri dicono altro

La conversione tra goal ed expected goals è tra le peggiori del campionato. Una ratio da -3,44, un punteggio che porta a pensare che davanti gli attaccanti e gli esterni siano poco lucidi e concreti. Anche perché il volume di tiri è di 17 con 4,3 in porta a partita, tra i migliori della A, ma con una conversione bassissima. Solo 2 gol segnati, a fronte di una difesa che subisce ma neanche troppo (le occasioni concesse sono in media campionato). In fase di costruzione, la formazione di Tedesco è coerente: 55% medio di possesso, tiri da situazione strutturata ma poca ricerca dell'uno contro uno nonostante giocatori che lo permetterebbero. E questo è un dato sul quale l'allenatore dovrà lavorare. Ripetiamo: i dati dicono che questo Bologna merita tempo, che gli attaccanti stanno decisamente underperformando e che l'allenatore dovrà modificare il piano gioco soprattutto nella ricerca di maggior fantasia piuttosto che di meccanismi più ordinati e organizzati. Ma c'è tempo per rimediare.

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