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"Occasione storica per un'Italia diversa". La conferenza integrale del Premier ConteTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Samantha Zucchi/Insidefoto/Image
giovedì 04 giugno 2020 00:45Serie A
di Simone Bernabei

"Occasione storica per un'Italia diversa". La conferenza integrale del Premier Conte

L’Italia è entrata ufficialmente nella Fase 3. Da ieri infatti sono decaduti i limiti di spostamento all’interno del Paese, con i confini regionali che tornano ad essere liberi. Contestualmente iniziano ad allentarsi anche le limitazioni con i Paesi esteri, i confini con la Francia sono stati fra i primi a riaprire. Restano tuttavia in vigore le norme di carattere generale: distanziamento e mascherine. Di questo e di tutto ciò che riguarda l’attualità ha parlato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, di cui vi proponiamo la conferenza stampa integrale.

"Da ieri possiamo spostarci da Regione a Regione senza alcuna autocertificazione. I dati della curva epidemiologica ci dimostrano che le misure adottate stanno funzionando, così come le aperture progressive in base al monitoraggio. Dal 4 maggio, quando abbiamo riaperto la filiera della manifattura e i cantieri, i numeri sono incoraggianti. Gli ultimi monitoraggi non segnalano situazioni critiche o sovraccarico degli ospedali. Il trend dei nuovi casi è in costante diminuzione, dalla Lombardia alla Sicilia. Questo ci conforta, dimostra che la strategia è stata ed è quella giusta. Ci dà fiducia, in vista delle decisioni delle prossime settimane. Colgo un rinnovato entusiasmo, ci siamo inoltrati nella bella stagione e in giro c’è grande attenzione a questa socialità ritrovata. Giusto, giustissimo, ci meritiamo sorrisi e allegria dopo settimane di sacrifici. Ma è bene ricordare che se adesso siamo in questa situazione, fra i primi paesi europei a riavviare tutto, è perché abbiamo accettato di compiere sacrifici, di modificare le nostre abitudini. Dico solo di fare attenzione, le uniche misure effiaci sono il distanziamento fisico e l’utilizzo, ove necessario, delle mascherine. Abbandonare queste precauzioni sarebbe una grave leggerezza, smentita dai dati dei contagi in calo ma che comunque ci sono.
L’altra notizia importante è che anche i turisti europei possono viaggiare verso l’Italia senza sottoporsi a quarantena. I Ministri stanno facendo un gran lavoro sul piano diplomatico per assicurare che il nostro paese torni immediatamente ad essere meta sicura e ambita dal mondo. Concentriamoci sul brand Italia nel mondo, per promuovere il nostro patrimonio. In questi mesi, la bellezza dell’Italia non è mai andata in quarantena. La fase acuta è alle spalle, ora dobbiamo fare i conti con l’emergenza economica e sociale. Abbiamo stanziato 80 miliardi di euro, corrispondenti a circa 3 manovre di bilancio, per aiutare famiglie, lavoratori e imprese. Abbiamo dato cassa integrazione anche a aziende con un solo dipendente, riconosciuto bonus fino a 2200 euro in tre mesi per tante categorie. Ci rendiamo conto dei ritardi, ci stiamo confrontando con una legislazione e un apparato che non era pronto a tali manovre. Ci stiamo lavorando, per arrivare a pagare più velocemente bonus e attuare misure sociali. Siamo però solo all’inizio, dobbiamo continuare ad intervenire per tanti settori in difficoltà: turismo, spettacolo, settori del commercio e dell’artigianato. Dobbiamo tornare ad intervenire con nuove misure efficaci, nel breve periodo. Questa crisi deve essere l’occasione per disegnare il paese che vogliamo, per superare quei problemi strutturali che si trascinano da tempo. Dovrà essere un nuovo inizio e qui cito Mattarella: abbiamo il dovere di agire con lo spirito del 2 giugno, spirito di condivisione e impegno che caratterizzò i nostri padri e i nostri nonni che lavorarono per la rinascita di questo paese. L’occasione è storica. L’UE ha messo sul tavolo una proposta da 750 miliardi col recovery fund, sono risorse consistenti in via straordinaria, destinate a paesi e settori più colpiti, fra cui l’Italia. Dovremo saper spendere bene questi soldi e su questo lavoreremo, da lì si misurerà la credibilità del Governo ma soprattutto del sistema Italia. Ci stiamo già lavorando, alcuni obiettivi sono modernizzazione del paese, digitalizzazione, pagamenti elettronici per contrastare l’economia sommersa, innovazione, banda larga a diposizione di tutto il paese. Dobbiamo sostenere imprese, filiere, piccole e medie attività. Dobbiamo rilanciare gli investimenti, pubblici e privati, tagliando la burocrazia. Investire in reti telematiche, idriche, energetiche. Dovremo accompagnare il sistema Italia verso un’economia sostenibile. Puntiamo forte sul diritto allo studio, per rinnovare l’offerta formativa abbiamo dato segnali importanti con gli aiuti ai ricercatori. Dobbiamo investire sulle tecnologie, i tempi della giustizia poi non sono accettabili. Investitori esteri sono sconsigliati dall’investire in Italia. Non è accettabile un codice civile datato 1942 che non ha mai vissuto riforme organiche. Chiedo aiuto a tutte le forze politiche, per questo. A quel punto potremo emanare decreti per attuare le nostre idee. Poi serve una riforma fiscale e ci stiamo lavorando. Poi dovremo lavorare meglio per sostenere le imprese, le persone ai margini del circuito sociale e lavorativo, contrastando le diseguaglianze. E’ un progetto di paese impegnativo, ma siamo consapevoli che la somma che l’Europa mette a dipsosizione non dovrà essere un tesoretto del governo di turno, sarà una risorsa per l’intero paese. Il governo in carica ha la responsabilità di spesa sulla base di un progetto condiviso, per questo convocherò a Palazzo Chigi tutti i principali attori del sistema Italia: parti sociali, associazioni di categoria, menti brillanti. Abbiamo già una base di lavoro tecnico costituito dal report del team del dottor Colao. C’è stato un serrato confronto e ora siamo nella fase finale. Serve un confronto aperto sulle nostre idee e le nostre proposte. La fase di negoziazione con l’Europa è stata dura e lo sarà ancora, ma la fase di elaborazione di un progetto utile al paese sarà ancora più dura perché serviranno coraggio e forza per superare le avversità. Concludo con un esempio: oggi è partito il Frecciarossa Torino-Reggio Calabria. Le nostre infrastrutture hanno un percorso lungo da fare. Dobbiamo realizzare l’alta velocità, su tutto il paese. Abbiamo tanto da fare, dobbiamo interconnettere le infrastrutture, tutti insieme ce la possiamo fare e ce la faremo”.

L’adesione ai fondi e ai progetti europei?
“Per quanto riguarda gli strumenti europei, parteciperemo al progetto Sure, che porterà circa 20 miliardi. Poi al progetto Bei. Sul Mes sono testardo: quando avremo tutti i regolamenti li studierò, li porterò in Parlamento e poi decideremo. Ricordiamo che sono prestiti, c’è da capire quali saranno le condizioni ed il piano di rimborso”.

Il Ponte sullo Stretto è un’opera in programma?
“Non voglio declamare opere immaginifiche, ho parlato di una rete viaria inacettabile, ho parlato di alta velocità. C’è tanto da fare. Col decreto semplificazioni e coi fondi potremo programmare questi progetti. Ci siederemo e senza pregiudizi valuteremo anche l’idea del Ponte sullo stretto”.

Anche le opposizioni saranno convocate per le decisioni?
“Ho detto chiaramente che non intendo i fondi europei come un tesoretto. Questo confronto sarà aperto a tutte le forza di maggioranza e opposizione, è un piano, un patto per la rinascita, un recovery plan che disegneremo insieme. Essendo un progetto a medio-lungo periodo è giusto che ci sia il contributo di tutti”.

Il nodo Autostrade e la revoca della concessione?
“Serve attenzione nelle dichiarazioni. Nulla è cambiato, c’è una procedura di revoca in corso. Per quel che mi riguarda esistono conclamati inadempimenti del concessionario. Ci sono tutti gli estremi per procedere alla revoca. C’è poi da capire quale sarà la convenienza delle proposte di transazione. E’ una procedura complessa, stiamo affinando le ultime valutazioni e a breve il governo deciderà”.

La decisione di Austria e Grecia di non riaprire i confini con l'Italia?
“Alcuni Paesi ritengono di adottare alcune misure nei confronti di altri stati che hanno una curva di contagio più elevata. Non c’è motivo perché Austria, Grecia e gli altri adottino certe misure. Non vorrei che l’Italia paghi il prezzo della trasparenza e di un lavoro scrupoloso. I Ministri si stanno dando da fare in queste ore per evitare che si possa arrivare a decisioni discriminatorie non accettabili nei confronti del nostro Paese”.

Le critiche di Confindustria (il neo presidente Carlo Bonomi aveva detto "Questa politica rischia di fare più danni del Covid", ndr)?
“Ho un dialogo con Confindustria. Quell’espressione è infelice, ma abbiamo la responsabilità di governare un paese. Dalle interviste che leggo devo dedurre che Confindustria porterà progetti lungimiranti per il benessere del paese. Sarò ben lieto di ascoltarle e confrontarmi anche con loro”.

C’è l’idea di un rimpasto di governo?
“Un eventuale rimpasto di governo non ha nulla a che vedere col progetto di rinascita del paese”.

Il problema della disoccupazione in crescita?
“Dobbiamo essere consapevoli. Ho fatto una dichiarazione impegnativa che non dimenticherò. Ho dichiarato a inizio emergenza che lo Stato c’è e cercherà di non lasciare nessuno indietro. Io sono insoddisfatto per l’impatto di alcune misure e ci stiamo lavorando, ma le valutazioni devono essere complessive: se oggi avessimo seguito politiche attuate in altri stati non ci sarebbero state per esempio le casse integrazioni fino ad ottobre. Molti sono ancora insoddisfatti, ma un’emergenza di questo tipo richiede tantissime risorse. Abbiamo stanziato 80 miliardi e ci torneremo presto. Per quel che riguarda l’Europa, abbiamo il problema dell’immediata disponibilità. Abbiamo fretta nell’elaborare il nostro progetto, stiamo lavorando con la Commissione Europea, stiamo parlando per delle anticipazioni. Al momento gli strumenti per farlo sono modesti, stiamo cercando i modi per anticipare somme più consistenti alle prossime settimane e prossimi mesi. Le tasse? Ho parlato di riforma fiscale. L’ultima riforma organica è di 50 anni fa. Intervenire oggi con forza e visione strategica vuol dire renderlo più equo. Dobbiamo avere risorse da restituire a tutti i contribuenti. Vogliamo far pagare tutti in modo che tutti paghino meno”.

Tappe per riunificazione del paese?
“Il Sud avrà un’attenzione specifica. Stiamo lavorando ad una fiscalità avvantaggiata per il sud Italia. Il sud ha bisogno di tanto, se riusciamo a realizzare gli investimenti programmati e assicurare agli investitori una fiscalità avvantaggiata sarà un bene per tutto il paese”.

Le manifestazioni di ieri?
“Abbiamo superato la fase acuta quindi è giusto che ci sia la libertà di manifestare critiche e dissenso, è il sale della democrazia. Tutto però deve essere fatto nel rispetto delle misure di contenimento. L’unica misura è la distanza e ovviamente le mascherine ove necessario. Di fronte a tanta sofferenza sociale ed economica è normale che la gente voglia manifestare, ma lo si faccia rispettando le precauzioni minime per tutelare se stessi. Se da questi assembramenti dovessero nascere focolai sarebbe un pecato per loro”.

Si sente di assicurare la ripresa della scuola da settembre?
“Faremo una conferenza col Ministro Azzolina. Sicuramente a settembre si riaprirà, si tornerà alla didattica di presenza. E’ importante e ringrazio i parlamentari perché nel Decreto sulla scuola è stato introdotto un emendamento che consente ai sindaci di diventare commissari straordinari per le opere e gli interventi sulle scuole. Ci aspettiamo aule rinnovate, ci sono risorse finanziarie”.

I tanti cantieri che ancora non sono ripartiti?
“Stiamo lavorando al decreto semplificazioni, ci saranno novità sostanziali. Lavoriamo per riformulare il reato di abuso d’ufficio e la responsabilità erariale. Aspetti che condizionano il lavoro dei funzionari pubblici. Penso a controlli più severi, rafforzerò controlli e protocolli antimafia. Non possiamo fare questi cambi pensando che i controlli restino gli stessi. Dobbiamo evitare infiltrazioni di organizzazioni criminali. Fatti questi controlli, poi non ci saranno più giustificazioni per procedere a rallentatore. Vorrei che la Corte dei Conti chiamasse a rispondere coloro che hanno ritardato nelle ripartenze o aumentato i costi. Si è creato un meccanismo, chi meno si espone meno ha problemi. Deve essere scacciato questo metodo”.
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