ESCLUSIVA TC - XAVIER JACOBELLI: "Il Cagliari è in linea con la tabella di marcia: se il torneo finisse oggi sarebbe salvo. Col Bologna l'assenza di Zirkzee sarà un vantaggio, ma l'arma in più di Motta è il gioco. Mercato? Rinforzerei la difesa"
È uno dei giornalisti sportivi – e non solo – più affermati e autorevoli a livello nazionale. Già direttore di importanti quotidiani estremamente popolari tra i lettori italiani, concilia il lavoro in redazione con la partecipazione - in veste di esperto e di opinionista - a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, ove sviscera dinamiche e spigolature del calcio italiano e internazionale.
Xavier Jacobelli, al giro di boa del campionato e al termine di un girone d’andata che ha fruttato al Cagliari di Claudio Ranieri appena 15 punti in graduatoria, ha le idee chiare sugli obiettivi e sulle prospettive della compagine rossoblù.
Xavier, azzardiamo un primo bilancio a metà stagione: come può essere definito il campionato disputato finora dal Cagliari? La squadra, soprattutto ultimamente, ha palesato grossi limiti sul piano del gioco e, di conseguenza, i risultati sono arrivati col contagocce.
“Io direi che il Cagliari è in linea con la tabella di marcia. Stando agli obiettivi dichiarati dalla società a inizio stagione, il traguardo al quale aspirare era la salvezza. Se la serie A si chiudesse oggi i rossoblù, seppure con un solo punto di margine sul terzultimo posto, sarebbero salvi. Ciò detto, non mi stupiscono le difficoltà finora incontrate nel girone d’andata: i sardi sono una neopromossa, non una squadra abituata a navigare i mari burrascosi della serie A. Io però ho grande fiducia nel Cagliari e, soprattutto, nella sua guida: Ranieri è uno dei tecnici più preparati non solo a livello nazionale, ma in ambito internazionale. Nessuno avrebbe scommesso, a gennaio dell’anno scorso, sulla promozione in serie A; lui è arrivato e ha compiuto il miracolo.
Certo, domenica contro il Bologna sarà dura. I felsinei sono tra le realtà più brillanti del torneo, dispongono di un ottimo organico e coltivano legittimamente, dall’alto del loro quinto posto, ambizioni europee. Inoltre possono contare su un allenatore, come Thiago Motta, che ha dato alla squadra un impianto di gioco definito e riconoscibile. Oggi praticano un gran calcio. Il Cagliari dovrà far leva sull’apporto del suo pubblico caloroso e appassionato, non solo contro gli emiliani ma, in proiezione, da qui alla fine del campionato. Attorno a metà febbraio, tra un mesetto circa, si potrà avere un’idea più chiara delle prospettive della compagine isolana in ottica salvezza. Diciamo dopo la partita interna contro la Lazio. In ogni caso in questo momento è essenziale avere fiducia in sé stessi e nelle proprie qualità.”
Un’anomalia di carattere tattico: il Cagliari, pur allenato da un tecnico come Ranieri tradizionalmente molto attento alla fase difensiva, incassa quasi due gol a partita. Da cosa dipende questa vulnerabilità del pacchetto arretrato? In primis dalla giovane età dei suoi interpreti, molti dei quali sono esordienti? O c’è dell’altro?
“Si tratta sicuramente - anche - di un problema di mancanza d’esperienza. Mi rendo conto che l’osservazione è lapalissiana, ma l’esperienza si può accumulare soltanto sul campo. Non ho dubbi che la squadra farà tesoro degli errori commessi in difesa nel girone d’andata. Io trovo che il Cagliari sia perfettamente attrezzato per vincere la scommessa che ha posto innanzitutto a sé stesso, ovvero restare in serie A. Il che sarebbe un risultato di importanza capitale anche per la società rossoblù, in vista del progetto legato al nuovo stadio e dei piani che la dirigenza sta elaborando per il futuro. Mantenere la categoria significherebbe porre solide basi per un domani in grado di dare ulteriori soddisfazioni a Cagliari e a tutta la Sardegna.”
Spostando il focus sul mercato di gennaio, lei dove ritiene che sia più urgente intervenire per Giulini e Bonato? Il centrocampo rossoblù, ad eccezione di pochi elementi, appare più muscolare che tecnico. L’attacco, tra l’ecatombe di infortuni e la partenza di Luvumbo per la Coppa d’Africa, è ridotto ai minimi termini. E la difesa…
“Ecco, la difesa. Penso che, se il mercato presentasse un’occasione allettante, il Cagliari ne approfitterebbe immediatamente. Nelle ultime ore è circolato il nome di Palomino: il suo è un profilo senz’altro adatto alla causa rossoblù, casomai il difensore argentino dovesse decidere di lasciare l’Atalanta. Serve un uomo di esperienza, un difensore affidabile per tamponare le falle difensive dell’undici di Ranieri. Questa, a mio avviso, è la vera priorità al momento sul mercato.
Per quanto riguarda gli altri reparti, la sessione di gennaio è storicamente definita ‘mercato di riparazione’. Dunque sono soprattutto le squadre in lotta per evitare la retrocessione a muoversi e a cercare di rafforzarsi. Però bisogna trovare l’occasione giusta, non comprare tanto per comprare. In fondo siamo appena al 12 gennaio, per cui c’è ancora tantissimo tempo per chiudere qualche affare che possa migliorare realmente l’organico. La società rossoblù ha dirigenti competenti e capaci. Ora, sul campo, è fondamentale superare l’ostacolo Bologna. Servirà una grande concentrazione e un’applicazione totale.”
I felsinei sbarcheranno all’Unipol Domus senza Zirkzee, pezzo da novanta dall’attacco e potenziale “crack” del prossimo mercato estivo. Aldilà di questo, la sensazione è che Dossena e compagni dovranno puntare soprattutto sulla grinta, sul furore agonistico e sulla voglia di restare in partita fino alla fine. Del resto, diverse volte i sardi hanno dimostrato di saper ribaltare un verdetto negativo anche al fotofinish…
“Esatto. Questo è sintomo di grande carattere e dimostra che il tecnico romano è riuscito a trasmettere ai suoi tutta la sua determinazione e la sua predisposizione mentale a combattere fino all’ultimo respiro. L’assenza di Zirkzee è un peccato dal punto di vista dello spettacolo, perché di attaccanti come l’olandese non è che ce ne siano tantissimi nel nostro campionato… Potrà certamente rappresentare un vantaggio per il Cagliari, anche se il Bologna ha nel collettivo e nell’organizzazione di gioco il suo vero punto di forza e, ovviamente, non si trova per caso al quinto posto in classifica.”


