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ESCLUSIVA TC - MARCO NEGRI: "Cagliari, serve un filotto di vittorie. La continuità di risultati consente di giocare a mente libera. In attacco urgono rinforzi: una seconda punta potrebbe rivitalizzare i centravanti già presenti in organico"TUTTOmercatoWEB
domenica 14 gennaio 2024, 09:30Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - MARCO NEGRI: "Cagliari, serve un filotto di vittorie. La continuità di risultati consente di giocare a mente libera. In attacco urgono rinforzi: una seconda punta potrebbe rivitalizzare i centravanti già presenti in organico"

Se i tifosi del Cagliari dovranno spremersi le meningi per ricordarselo in maglia rossoblù, in Scozia – soprattutto in quel di Glasgow – è ancora oggi praticamente un’istituzione. A fronte di appena quattro presenze (pur condite da due reti) con la casacca della formazione isolana (anno di grazia 2002), Marco Negri ha collezionato oltre quaranta gettoni nella Scottish Premiership – alla spaventosa media di quasi un gol a partita – tra le fila dei blasonatissimi Glasgow Rangers.

Prima di conquistare la Scozia il bomber milanese aveva fatto sfracelli anche a Perugia, in serie A, rivelando le sue stigmate da adamantino centravanti d’area di rigore. Fortissimo fisicamente, abile tecnicamente, letale nel gioco aereo e temibile anche in acrobazia, Negri mieteva reti su reti sia sfruttando i traversoni dalle fasce che finalizzando l’azione con la potenza e la precisione delle sue stoccate.

Pur avendo giocato per pochissimo tempo a Cagliari, serba un ottimo ricordo della realtà e della tifoseria sarda. E segue sempre con partecipazione le sorti della formazione rossoblù, ora quantomai impelagata nei bassifondi della classifica e costretta a sgomitare per non ritrovarsi, nella volata finale del campionato, con l’acqua fin sopra la gola. E con la paura di ripiombare nell’incubo vissuto nel 2022, quando la retrocessione maturata a Venezia scioccò una regione intera.

Marco, come inquadra il match di questo pomeriggio tra Cagliari e Bologna? Come arrivano le due squadre a un confronto che, per differenti ragioni, sarà molto importante per entrambe?

“Sono due formazioni che stanno vivendo due campionati diversi. Il Bologna ha maturato tante certezze e si è costruito un’identità di gioco che lo caratterizza sia in casa che in trasferta, sia con le piccole che con le grandi. Per contro, al Cagliari serve trovare – prima di tutto – continuità di risultati. Dal punto di vista psicologico credo che abbia bisogno di mantenere quel margine di distanza, anche solo di tre o quattro punti, dalle ultime tre posizioni in classifica. Respirare e stare comunque fuori dalla zona retrocessione incide notevolmente sulla testa dei giocatori. Si va in campo con maggiore serenità, e magari si è anche disposti a rischiare qualcosa in più sapendo di non essere con le spalle al muro. Paradossalmente, il rischio più grande è quello di smettere di rischiare: è a quel punto che ti accorgi che non sei tranquillo e che qualcosa ti blocca, condizionando negativamente le tue prestazioni.  

Non ho dubbi che i sardi, per la loro storia calcistica e per la loro indole naturale, lotteranno fino alla fine. Devono riuscire a centrare un filotto di vittorie. Ed è in casa, contro le avversarie più abbordabili e alla loro portata, che devono guadagnarsi la salvezza.”

Oggi assisteremo allo scontro tra due squadre che propugnano una filosofia calcistica assai diversa. Da una parte il Bologna, che punta sull’organizzazione di gioco e sulla coralità della manovra, e dall’altra il Cagliari, che propone un calcio più “sporco” e pragmatico, spesso volto alla ricerca immediata delle punte anche saltando il centrocampo. Da cosa dipende questa prerogativa degli isolani? È imposta dalle caratteristiche dei calciatori o è piuttosto il marchio di fabbrica di Claudio Ranieri, il quale antepone da sempre la concretezza allo svolazzo estetico?

“Direi che valgono entrambe le spiegazioni. L’intelligenza di un allenatore sta anche nella consapevolezza che certe cose si possono chiedere e fare solo in considerazione delle qualità tecniche, fisiche e mentali dei giocatori che si ha a disposizione. Ranieri sa perfettamente che in questo momento il gioco della squadra non è brillantissimo, e forse neanche modernissimo. Ma sa altrettanto bene che, nell’attuale situazione di classifica, bisogna badare innanzitutto al sodo. È fondamentale acquisire fiducia e autostima, ragion per cui non si possono prendere imbarcate. Se poi il mister ha capito che i suoi calciatori non hanno quella proprietà di palleggio che consente di impostare l’azione da dietro e di uscire sempre palla al piede, allora fa bene a non forzare determinate dinamiche.

Concordo poi sul fatto che il tecnico romano, nel corso della sua carriera, abbia spesso avuto un approccio speculativo, preferendo magari adattarsi agli avversari di turno piuttosto che predicare una filosofia di gioco univoca e riconoscibile. Vero è che adesso c’è il mercato di riparazione per provare a trovare quei due o tre elementi che ti consentano di migliorare tecnicamente e tatticamente. Per contro, però, non so quanto tentare di stravolgere gli equilibri di una squadra a metà stagione possa essere opportuno e auspicabile.”

Marco, da grande attaccante quale è stato non può sottrarsi a una domanda sul reparto avanzato rossoblù. La batteria delle punte è ridotta ai minimi termini: oggi come oggi, tra infortuni e defezioni varie, sono arruolabili soltanto Petagna, Pavoletti – due centravanti dalle caratteristiche più o meno simili – e l’eterno incompiuto Pereiro. Diventa prioritario attingere al mercato: lei opterebbe per una seconda punta tecnica e veloce o si orienterebbe su un bomber da una decina di gol potenziali?

“Beh, acquistando una seconda punta in grado di aprire spazi e fornire assist si potrebbe scoprire che il bomber da doppia cifra, in realtà, ce lo si aveva già in casa. Non sarà facile trovare l’occasione giusta, perché bisogna avere anche un po’ di fortuna per individuare il profilo che completa alla perfezione il puzzle della squadra. Ma è chiaro che il Cagliari qualcosa dovrà fare, per rimpolpare – se non altro numericamente – il suo parco attaccanti. Anche perché si tratta del reparto che, con ogni probabilità, risulterà decisivo nella corsa alla salvezza. Fare qualche gol in più e trovarsi in vantaggio in determinate partite potrà incidere positivamente nella volata che, da qui a maggio, attende i rossoblù.”