ESCLUSIVA TC - DAVID DI MICHELE: "Il Cagliari ha un gioco non brillantissimo, ma vittorie come quella col Bologna sono un duro colpo per le concorrenti. Sul mercato prenderei almeno un rinforzo per reparto. Vedo l'Inter scudettata"
Per anni ha divertito ed entusiasmato i tifosi di mezza Italia con le sue giocate sopraffine, con la sua classe adamantina e con la sua proverbiale imprevedibilità, che faceva ammattire i difensori avversari.
Fantasia al potere e tecnica allo stato puro. David Di Michele era questo: inventiva, genio calcistico e anarchia - o meglio versatilità - tattica. Poteva agire tanto da prima quanto da seconda punta, e con le sue serpentine ubriacanti e la sua agilità nello stretto sapeva incidere anche da esterno d’attacco. Soprannominato – non a caso – “Re David” dai tifosi della Salernitana, fu uno dei tre tenori dell’attacco atomico dell’Udinese che centrò, nel 2005, una memorabile qualificazione in Champions League: assieme a Iaquinta e a Di Natale formava un tridente tutto italiano da mille e una notte, che coniugava potenza, velocità, estro e opportunismo.
David, quest’anno in serie A la lotta scudetto – pare ormai ufficiale – coinvolge solo due formazioni: Inter e Juve, che marciano a braccetto a suon di vittorie più o meno convincenti o sofferte. Chi vede favoriti, tra i nerazzurri e i bianconeri, per la vittoria finale?
“Vedo senz’altro favorita l’Inter, che dispone di una rosa più ampia e qualitativa, oltre che costruita molto bene. La Juve si sapeva che quest’anno avrebbe lottato per arrivare tra le prime quattro; a mio parere non ha la rosa per poter competere, nel lungo periodo, con l’Inter. Quindi a maggio vedo i nerazzurri festeggiare il tricolore. Già da due anni Lautaro e compagni convincono sotto il profilo del gioco e della personalità. Praticano un calcio interessante e redditizio, oltre che molto organizzato: non a caso, qualunque formazione schieri Simone Inzaghi l’identità tattica della squadra rimane sempre molto riconoscibile. E chi si trova a rimpiazzare i titolari fa egregiamente la sua parte, senza mai sfigurare. Questo è sintomo di autoconsapevolezza del collettivo e, più in generale, è la prova del fatto che i milanesi possiedono un imprinting di gioco solido e collaudato.”
L’esonero di Mourinho potrebbe rimescolare le carte nella lotta per un piazzamento in Champions League. Aldilà di Inter e Juventus e del Milan, che pare consolidare sempre di più la terza posizione, chi ha le carte in regola per sbarcare nell’Europa dei grandi?
“Credo che la battaglia per un posto in Champions sia proprio la più avvincente del campionato. Ci sono tante formazioni coinvolte: dalla Roma alla Lazio, dalla Fiorentina all’Atalanta allo stesso Napoli, che pure è parecchio attardato. Direi che Bologna, Lazio e Fiorentina sono candidate autorevoli, anche se bisognerà vedere se Bologna e Fiorentina, due delle realtà più brillanti della serie A, terranno fino alla fine il passo delle altre. Sono due squadre guidate da due tecnici giovani e composte da giocatori giovani, che stanno dimostrando come in Italia oggi si possa avere successo puntando sulla qualità del gioco. Il Napoli è la compagine che, con la Roma, sta facendo più fatica proprio sul piano dell’espressione calcistica. L’Atalanta e la Lazio, anche se non riescono ad essere sempre costanti, si sforzano di giocare un calcio propositivo e corale. Ora come ora Roma e Napoli dimostrano di avere poche idee, oltre che un’identità tecnico-tattica ancora non ben definita. In particolare la Roma si affida spesso alle giocate individuali più che alla manovra collettiva. Questa situazione di incertezza generale, comunque, rende il campionato attuale più avvincente e soprattutto più equilibrato rispetto a quelli passati.”
David, un suo giudizio sul Cagliari di Claudio Ranieri, invischiato in una lotta salvezza sempre più intricata ed estesa a un numero sempre maggiore di squadre.
“Proprio la vittoria di domenica scorsa del Cagliari, ottenuta contro il Bologna, ha risucchiato molte compagini – che magari prima sembravano esserne escluse – nella bagarre per evitare la retrocessione. Penso al Sassuolo, al Frosinone, allo stesso Lecce. Senza dimenticare che anche chi annaspa in fondo alla classifica sta ricominciando a giocare e a fare qualche punto – mi riferisco ad esempio alla Salernitana. Di conseguenza, più che una battaglia in zona retrocessione c’è un’ammucchiata di squadre che devono sgomitare per evitare la serie B. Il Cagliari magari palesa qualche lacuna dal punto di vista del gioco, ma vincere partite come quella col Bologna è una grande iniezione di fiducia e, soprattutto, un colpo durissimo al morale delle concorrenti.”
Parliamo di mercato. Quali sono, a suo avviso, i reparti in cui la formazione isolana ha più bisogno di essere rinforzata?
“Mister Ranieri saprà senz’altro individuare i profili adatti a completare l’organico rossoblù. Penso che un giocatore per reparto potrebbe ragionevolmente arrivare, magari anche due a centrocampo: il Cagliari ha bisogno di piedi buoni, perché a parte Viola manca l’elemento in grado di dettare i tempi della manovra e di far circolare fluidamente il pallone. I mediani sono quasi tutti muscolari, grandi corridori in grado di garantire tanta qualità ma tecnicamente non eccelsi. In difesa prenderei un senatore capace di far da chioccia ai tanti giovani che affollano il reparto. Uno che sappia guidare la retroguardia e far crescere i compagni meno esperti. In questo modo il Cagliari se la giocherà con tutte e, magari, potrà arrivare alla salvezza in tempi brevi.”
La sensazione è che per i rossoblù sia essenziale quest’anno confermare la categoria, in vista di un percorso di crescita che dovrà culminare nella costruzione del nuovo stadio e, quindi, nel rilancio delle ambizioni sportive. Una dimensione più competitiva che un’Isola come la Sardegna e un pubblico come quello cagliaritano meriterebbero da anni…
“Senz’altro. Anche perché, nel recente passato, il Cagliari ha navigato in ben altre acque. Il progetto del nuovo stadio dimostra che la proprietà ha ambizioni ben precise, che però devono essere alimentate dai risultati sul campo. Scalare posizioni in classifica e consolidare sempre di più la propria presenza in serie A sarà fondamentale per porre le basi per un futuro migliore e per velocizzare il più possibile questo percorso di crescita.”


