E' andato via da Gigi Riva, il dott. Corda: "Anche quando gli ho detto che esisteva un rischio anche di morte, non è stato intimorito neanche da questo"
Così il dottor Marco Corda, primario di cardiologia, ai nostri microfoni: "E' chiaro che tutti quanto speravamo che la situazione non precipitasse così, ma il motivo per cui abbiamo proposto l'angioplastica, subito dopo la coronografia, è perché noi sappiamo che una percentuale non trascurabile di pazienti possono presentare quadri di questo tipo, soprattutto alla luce del quadro angiografico che era emerso. Lui era molto sereno, nonostante l'ospedalizzazione. Si stava apprestando a cenare e poi c'è stato l'improvviso arresto cardiaco. Da lì tutti i tentativi di rianimazione, di cercare di riportare il cuore ad un'attività contrattile che l'avrebbe fatto sopravvivere. Sono nato nel 1970, sono nato e cresciuto con il mito di Gigi Riva, l'ho apprezzato come calciatore e come uomo. Mi è venuto spontaneo dirgli così. Quando lui mi ha ringraziato per quello che stavamo facendo, gli ho detto che noi saremo sempre in debito con lui. Mi ha stretto la mano, mi ha preso la mano con le sue mani enormi e questo è stato l'ultimo ricordo che ho. Era molto deciso. Anche quando gli ho detto che esisteva un rischio anche di morte, non è stato intimorito neanche da questo. Non so se stesse attendendo questo momento, ma il dispiacere è grande sia dal punto di vista professionale che umano e da sardo".


