La Spagna è campione del mondo: l'Argentina di Messi si arrende 1-0 al Tiburón Ferran Torres
La Spagna si laurea campione del mondo. Trionfo meritato, meritatissimo, quello della Roja di Luis de la Fuente, che ha letteralmente dominato l'incontro con l'Argentina dal minuto 1 al minuto 120. Già, perché sono serviti i tempi supplementari per assegnare la tanto ambita coppa, col gol decisivo di Ferran Torres arrivato solamente al 106'. Ma andiamo con ordine.
La cronaca del primo tempo
La finale si apre con una Spagna subito padrona del possesso palla. La squadra di De la Fuente impone il proprio ritmo grazie alla qualità di Rodri, Fabian Ruiz e Dani Olmo, mentre l'Argentina di Scaloni preferisce aspettare nella propria metà campo, difendendo con ordine e cercando di colpire in contropiede. La prima occasione arriva al 5', quando Yamal dialoga con Dani Olmo in area: il tiro dello spagnolo viene deviato e il portiere Emiliano Dibu Martinez risponde con un intervento d'istinto. Due minuti più tardi è l'Argentina a rendersi pericolosa con una palla in profondità per Messi, ma Unai Simon esce con grande coraggio anticipando il capitano argentino quasi a centrocampo. Con il passare dei minuti la Roja aumenta il controllo del gioco, pur trovando pochi spazi contro la compatta linea difensiva avversaria. Al 39' Martinez salva ancora il risultato sulla conclusione dal limite di Oyarzabal, mentre poco dopo Lisandro Martinez viene ammonito e, al 44', è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare, sostituito da Otamendi. Prima dell'intervallo Cucurella sfiora il vantaggio con un sinistro che termina di poco a lato. Le due squadre rientrano negli spogliatoi sullo 0-0 dopo una prima frazione dominata territorialmente dalla Spagna ma senza reti.
La cronaca del secondo tempo
La ripresa segue lo stesso copione dei primi 45 minuti, con la Spagna costantemente in attacco e l'Argentina sempre più chiusa nella propria metà campo. Al 47' un errore di Paredes in fase di impostazione permette a Oyarzabal di calciare dalla distanza, ma il tiro è centrale e Dibu Martinez blocca senza difficoltà. De la Fuente prova allora a dare nuova energia inserendo Pedri e Ferran Torres, e proprio quest'ultimo costruisce l'occasione più nitida della partita al 67': su uno splendido cross di Yamal colpisce di testa da posizione favorevole, trovando però ancora la pronta risposta del portiere argentino. Poco prima anche Dani Olmo aveva impegnato Martinez con una conclusione dalla distanza. L'Argentina perde un altro elemento importante quando Romero è costretto a uscire per infortunio, lasciando spazio a Medina, mentre entra anche Simeone per De Paul. Nonostante i cambi, la squadra di Scaloni continua a soffrire la pressione spagnola, affidandosi quasi esclusivamente alle parate del proprio portiere. Nel recupero arriva l'episodio decisivo: Enzo Fernandez, già ammonito, commette un fallo su Cubarsí e riceve il secondo cartellino giallo, lasciando l'Argentina in dieci uomini. Al 97' Yamal sfiora il gol su punizione, ma Martinez salva ancora, rinviando ogni verdetto ai tempi supplementari.
Il morso decisivo del Tiburón nel secondo tempo supplementare
La muraglia argentina sembra reggere stoicamente nei tempi supplementari, quando la Spagna continua a spingere e creare occasioni, schiacciando gli avversari nella loro metà campo anche grazie all'uomo in più. Nico Williams segna in mischia al 96', ma il signor Vincic annulla tutto per un discusso fallo di Merino su Otamendi. È valido invece il gol di Ferran Torres al 106': la zampata dello squalo, il Tiburón spagnolo, su assist di Nico Williams è da bomber d'area di rigore e vale un trionfo storico per la selezione di De la Fuente. Quel bolide sotto la traversa sarà infatti ricordato per l'eternità proprio come l'Iniestazo del 2010. Tutto ciò che succede dopo, dal secondo gol annullato a Ferran alla reazione d'orgoglio argentina, non influisce sulla storia.






