ESCLUSIVA TC - DAVID SUAZO: "Cagliari, servono forza mentale e concentrazione assoluta contro la Juve. Ranieri non cambierà assetto: ogni tanto andrà a prendere alti i bianconeri, ogni tanto li aspetterà. Che ricordi quella sfida del 2006..."
Se la Sardegna ha avuto per tanti anni (e ha tuttora) il suo gigante – un ombroso ma generosissimo e implacabile lombardo dal fisico aitante, dalla favella scarna ed essenziale e con la maglia numero undici tatuata sulla schiena – Cagliari, in tempi più recenti, ha avuto il suo “re”.
Un honduregno con un sorriso bambino, larghissimo e disarmante, con il turbo nelle gambe e con un cuore rossoblù grande così negli anni Duemila ha bruciato l’erba del Sant’Elia e seminato il panico tra le retroguardie avversarie. Più veloce del vento, supersonico nei suoi allunghi, sfolgorante nelle irresistibili accelerazioni verso la porta, “The King” David Suazo non avrà sollevato coppe o vinto scudetti, ma ha marchiato a fuoco il suo nome nell’Olimpo degli dei coi quattro mori sul petto. Tra gli attaccanti più devastanti e spettacolari della storia del Cagliari, Suazo – dopo un iniziale periodo di ambientamento – ha cominciato ben presto a segnare a grappoli, oltre a provocare con irrisoria facilità calci di rigore, ammonizioni ed espulsioni dei marcatori rivali grazie a uno scatto che, forse, non ha mai avuto eguali nella storia remota e recente del football internazionale.
L’honduregno è felice per il momento positivo che sta vivendo attualmente la ciurma di Ranieri, ma mette in guardia dai pericoli di una stagione che sarà ancora “lunga, difficile e ricca di insidie”.
David, domani c’è Juve-Cagliari allo Stadium. I bianconeri non stanno entusiasmando, ma hanno una difesa di ferro. Il Cagliari appare in grande spolvero dopo le ultime tre vittorie, per cui il match potrebbe risultare ben più equilibrato di quello che ci si aspetterebbe. Secondo lei che partita sarà?
“Affrontare queste squadre è sempre molto complicato. Di positivo c’è che sia la Juventus che il Cagliari arrivano alla sfida di domani col vento in poppa, dal momento che entrambe stanno attraversando un periodo felice. La Juve è seconda in classifica non per caso. Sono quelle partite che si giocano non solo con i piedi: incidono anche tanti altri fattori. Servirà grande forza mentale e assoluta concentrazione ai rossoblù, perché giocare allo Juventus Stadium non è facile per nessuno.”
A suo avviso il Cagliari farebbe meglio a cercare di sorprendere la Juve, approcciando la gara in modo aggressivo con un baricentro alto, oppure è più auspicabile giocare abbottonati per sfruttare al massimo il contropiede con degli attaccanti abili a sfruttare gli spazi aperti?
“Le partite sono come le onde: non sai mai come le puoi trovare, cosa può succedere. Abitualmente quando si va in trasferta si adotta un approccio più prudente. È chiaro che un po’ di attenzione bisognerà riservarla a un avversario forte e ambizioso come la Juventus, ma il mister Ranieri è talmente intelligente che capirà senz’altro come muoversi tatticamente prima e durante il match. Il Cagliari da un po’ di tempo sta facendo bene, e inoltre sta segnando con continuità. Non penso che il tecnico romano cambierà l’assetto tattico: come ha sempre fatto, ogni tanto andrà a prendere alti i bianconeri e ogni tanto terrà il baricentro più basso. Se deciderà di giocare con Luvumbo e Oristanio verrà fuori un certo tipo di partita, mentre se dovesse schierare Pavoletti l’impostazione della gara cambierà sensibilmente.
Nelle ultime uscite il mister ha avuto la fortuna di ritrovare in buona forma tanto Pavoletti e Petagna quanto i ragazzi più giovani dell’attacco rossoblù. Io credo che deciderà solo all’ultimo chi mandare in campo: certo che contro la Juve, una compagine ben nota per la sua capacità di difendersi con grande solidità, sarà difficile rendersi pericolosi. Però il Cagliari dispone di elementi che stanno crescendo a vista d’occhio - penso in primis a Luvumbo e a Oristanio – oltre a poter contare su un Lapadula sempre più vicino alla condizione ideale. Qualche grattacapo ai bianconeri si può creare.”
Quindi i sardi hanno qualche possibilità concreta di ottenere un risultato utile a Torino?
“Credo che Ranieri sappia che deve affrontare ogni singola gara con la voglia di fare punti. Come dicevo, Cagliari e Juve arrivano all’appuntamento di domani sull’onda lunga di un percorso virtuoso e ricco di buoni risultati. Non possiamo sapere che direzione prenderà la sfida, ma penso e mi auguro che sarà un confronto interessante.”
Provando ad allargare l’orizzonte da qui fino al termine della stagione, dove pensa che possa arrivare il Cagliari nel lungo periodo?
“Ranieri in un’intervista ha detto chiaramente che il campionato sarà lungo e difficile. Le indicazioni giunte dalle ultime partite sono molto positive e parlano di una squadra in costante crescita sotto il profilo tecnico e mentale: speriamo che questa tendenza si possa confermare nel prossimo futuro, grazie anche al valore aggiunto rappresentato dallo stesso mister. Ma non bisognerà abbassare la guardia: la serie A è ricca di insidie e di trabocchetti. In ogni caso, il Cagliari ha tutto per battagliare e dire la sua fino alla fine. L’importante è continuare a crescere.”
David, ricorda la controversa partita contro la Juve disputata al Sant’Elia il giorno della vigilia di Pasqua del 2006? Lei siglò il vantaggio su rigore, ma i bianconeri riacciuffarono il pareggio per il rotto della cuffia, ben oltre il novantesimo, con Cannavaro. Quel match lasciò parecchi strascichi e diede adito a feroci recriminazioni da parte rossoblù, soprattutto per il rigore-fantasma assegnato alla Juventus e per il mancato rosso a Camoranesi. I tifosi cagliaritani ricordano bene la baruffa finale all’ingresso degli spogliatoi…
“Come dimenticare quel giorno? Eravamo a un passo dall’ottenere una vittoria di grande prestigio, che a mio avviso avremmo pienamente meritato. Fu un gran peccato: il rammarico rimane ancora oggi. Mi sarebbe piaciuto moltissimo battere in casa i bianconeri, e fino al 94’ il risultato diceva 1-0 per il Cagliari. Ma sono situazioni che accadono nel calcio; per quanto possa dispiacere mi è rimasto comunque un bel ricordo sia di quel match che – in generale – di quella stagione, che per noi fu positiva e nella quale ci salvammo tranquillamente. Ecco, è proprio questo l’augurio che faccio al Cagliari di oggi: quello di una salvezza senza angoscia e senza sofferenza.”


