Pistocchi su Allegri al Napoli: “Mi auguro che torni intelligentemente al 4-3-3”
Maurizio Pistocchi ha analizzato il momento del Napoli e le prospettive della squadra affidata a Massimiliano Allegri. Intervistato da TuttoNapoli, il giornalista ha messo a confronto gli azzurri con l'Inter, soffermandosi poi sulle possibili scelte tattiche del nuovo allenatore e sull'identità che il Napoli dovrà costruire. Il primo tema affrontato riguarda proprio il confronto con i nerazzurri e la distanza che, secondo Pistocchi, continua a essere significativa.
"Il Napoli l'anno scorso è arrivato a undici punti dall'Inter e secondo me i nerazzurri si sono rinforzati notevolmente. Hanno preso un portiere affidabile, un esterno molto forte come Spence, un centrocampista di sicuro valore come Stankovic e hanno diversi giovani molto interessanti. Considerando anche il mercato fatto finora dal Napoli, credo che il gap non si sia attenuato: vedo ancora una notevole differenza tra Inter e Napoli. Gli azzurri devono soprattutto ritrovare un'identità di gioco".
Pistocchi indica il Como come possibile sorpresa
Guardando alla corsa Scudetto, Pistocchi non individua soltanto le grandi tradizionali. Il giornalista inserisce infatti il Como tra le squadre capaci di sorprendere e competere per le posizioni più ambiziose.
"Attenzione al Como. L'ho visto giocare contro l'Arsenal e ha disputato una partita magnifica. Per me è già pronto per lottare al vertice. Dopo Inter e Como vedo invece una grande bagarre per i posti Champions. L'Atalanta con Sarri ha una rosa forte e un ottimo allenatore, la Juventus ha investito molto e non può fallire ancora la Champions. Il Milan mi ha dato buone sensazioni, mentre Roma e Fiorentina si sono rinforzate. Napoli, Milan, Juventus, Roma e Fiorentina possono giocarsi quelle posizioni".
Il 4-3-3 come soluzione per il Napoli
Uno dei punti centrali dell'analisi riguarda il sistema tattico che potrebbe valorizzare maggiormente la rosa a disposizione di Allegri. Pistocchi vede nel 4-3-3 una soluzione particolarmente adatta alle caratteristiche dell'organico partenopeo.
"Mi auguro che Allegri torni intelligentemente al 4-3-3, perché credo che questa squadra sia stata costruita per giocare così e che molti calciatori riescano a esaltarsi maggiormente in quel sistema. Naturalmente il modulo è soltanto una parte del discorso: quello che conta davvero è recuperare un'identità precisa. Allegri ha sempre praticato un calcio prevalentemente conservativo. Non è un allenatore che abbia nella propria indole un calcio particolarmente creativo. Lo faceva anche quando vinceva con la Juventus, dove però aveva ereditato da Conte giocatori come Barzagli, Bonucci, Chiellini e Buffon. Mi auguro che quest'anno abbia il coraggio di osare qualcosa in più".
Il ruolo dello staff nella costruzione dell'identità
Secondo Pistocchi, la definizione dell'identità di una squadra non dipende esclusivamente dall'allenatore o dai singoli calciatori. Anche il lavoro dell'intero staff e una visione condivisa della società possono diventare elementi decisivi.
"Conta tantissimo e spesso trascuriamo questi particolari. Una grande squadra dovrebbe avere al proprio interno un'idea precisa del calcio che vuole proporre, indipendentemente dai singoli. Guardate cosa è successo in Spagna: l'arrivo di Cruyff al Barcellona ha portato un'identità differente e negli anni successivi tantissimi hanno seguito quella strada, partendo anche dai settori giovanili".


