Mercato anoressico. Giulini ha in mano un Cagliari che rappresenta una regione in affanno, ma le prospettive della squadra sono allettanti
Sergio Demuru
Chiusi i battenti di un mercato anoressico. Tanta voglia di ricominciare per alcuni, ma poche risorse economiche. Si è vissuti, un po’ tutti invero, su congetture finanziarie già compromesse, fiaccate dai due anni di pandemia, la quale ha influito in maniera robusta sugli incassi e pure sugli sponsor. Questi ultimi prima del Covid avevano investito, per poi ritrovarsi a dover fare i conti con una situazione generale disagiata. L’azienda calcio è produttiva, ma ha bisogno di continue flebo per restare in attivo. Mancando quelle che sono le necessità primarie, vedi introiti televisivi, incassi, marketing generalizzato, tutte le società balbettano e stentano a tenere in piedi un ingranaggio sofisticato. In questo contesto si muove il Cagliari.
Giulini ha in mano quella che è la società portante di un’intera regione. La rappresentante di una Sardegna in affanno, come la classe politica italiana in chiara difficoltà per accordarsi a chi affidare la presidenza della Repubblica poi sfociata nella conferma della precedente legislatura. Ma almeno nell’isola si è consci dell’attuale momento storico ed il Cagliari si appresta a disputare una volata per raggiungere la salvezza che ha comunque delle prospettive allettanti.
Mazzarri è stato messo nella condizione di continuare il proprio lavoro con qualche freccia in più in difesa e la conferma di Nandez, icona nella zona nevralgica. Proprio esser riusciti a tenere in squadra l’uruguaiano è stato il miglior acquisto. Ci si attendevano fuochi d’artificio da questo mercato, ma non si è verificato alcun ribaltone. Ora il tempo delle parole è finito e ci si deve concentrare su quelle che sono le risultanze del campo. A cominciare dal primo impegno con l’Atalanta domenica prossima. Una sfida dai contorni indefiniti e indefinibili, che il Cagliari affronterà senza Joao Pedro, il suo miglior attaccante stando ai responsi numerici delle ultime stagioni. L’italo-brasiliano è stato fermato dal Giudice Sportivo per somma di ammonizioni. Tutto il peso offensivo graverà sulle spalle di Pavoletti, considerato che Keita Baldé è ancora impegnato con il suo Senegal in Coppa d’Africa. Ma a centrocampo potrebbe inserirsi quel Baselli che ha tutte le caratteristiche per essere l’uomo in più in una struttura comunque che ha già evidenziato progressi. Soprattutto in Marin e Grassi, i quali sono in fase di miglioramento tecnico-tattico e nelle ultime gare hanno sempre giocato con discreta personalità.


