Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / cagliari / Primo piano
ESCLUSIVA TC - ANTONIO CRINITI: "Un punto in tre partite? Non c'è da preoccuparsi: tanti uomini chiave sono ancora ai box. Il Cagliari crescerà e si salverà sicuramente. In avanti opterei per il tandem Petagna-Luvumbo"TUTTOmercatoWEB
© foto di Gilberto Poggi/TuttoLegaPro.com
giovedì 7 settembre 2023, 10:30Primo piano
di Matteo Bordiga
per Tuttocagliari.net

ESCLUSIVA TC - ANTONIO CRINITI: "Un punto in tre partite? Non c'è da preoccuparsi: tanti uomini chiave sono ancora ai box. Il Cagliari crescerà e si salverà sicuramente. In avanti opterei per il tandem Petagna-Luvumbo"

Il ricordo più luminoso che ha lasciato a Cagliari è stato il gol di testa segnato a Walter Zenga nella semifinale di Coppa Uefa del 1994. Una rete che, unitamente a quella siglata pochissimi minuti dopo da Pippo Pancaro, illuse tutto il popolo rossoblù di poter raggiungere la finale della manifestazione continentale, col sogno di alzare una coppa a inizio stagione a dir poco proibita.

La rimonta dell’Inter nel match di ritorno a Milano è storia, ma l’impresa sfiorata dalla compagine isolana – grazie anche al suddetto gol di Antonio Criniti, attaccante calabrese dal dribbling facile e dalle movenze sudamericane – è stata e rimane leggenda.

Criniti tuttora segue il Cagliari con affetto e partecipazione, e non si sottrae alla richiesta di commentare le prime tre, tormentate giornate della nuova stagione rossoblù in serie A.

Antonio, un punto in tre partite e tre recite in chiaroscuro contro Torino, Inter e Bologna. Che bilancio si può azzardare di questo avvio di campionato?

“Innanzitutto credo che Ranieri abbia bisogno di tempo per far integrare al meglio i nuovi arrivati, che non sono pochi. Non c’è e non ci può essere ancora quell’amalgama, quella compattezza di squadra che è presupposto imprescindibile per ottenere risultati importanti. La serie A, del resto, richiede una gestione mentale e psicologica diversa. Detto questo, non posso non sottolineare che a Bologna a condannare i rossoblù sono stati degli errori individuali madornali. Il portiere ha sbagliato, e ovviamente sarebbe potuto capitare a chiunque… ma di fatto quei due piccoli ‘infortuni’ ci hanno tolto tre punti.

Non sarei troppo preoccupato, anche perché Ranieri sa perfettamente come intervenire e come aggiustare il tiro. Il Cagliari è una neopromossa, si deve ancora abituare al nuovo campionato e in ogni caso alla terza giornata è troppo presto per ricavare delle indicazioni significative. Siamo ancora in rodaggio, ma con la guida di Ranieri sono certo che raggiungeremo l’obiettivo della salvezza.”

Finora si è vista una squadra un po’ attendista, timida, a tratti rinunciataria. Forse anche a causa della presenza di tanti giocatori “di gamba” e, per converso, di pochi “piedi buoni” a centrocampo. Gente come Viola e Prati, ancora ai margini, potrà essere lanciata in futuro da Ranieri per migliorare la qualità del palleggio e della costruzione del gioco?

“Sicuramente sì. A Ranieri piacciono molto i giocatori di qualità: li ha sempre avuti nelle sue squadre. Il tecnico romano, al contrario di ciò che magari pensa qualcuno, non è affatto un difensivista: sa bene come sviluppare e alimentare la manovra offensiva.

Bisogna anche dire che la serie A attuale è un po’ diversa da quella in cui giocavo io. Non è un campionato particolarmente spettacolare, ma è più fisico e tattico rispetto a una trentina d’anni fa. La creatività viene soffocata a vantaggio dell’organizzazione collettiva e dei meccanismi di gioco. Non ci sono più un Oliveira, un Francescoli, un Fonseca: tutti giocatori che ai nostri tempi – lo sapevamo bene – potevano risolverci le partite con un guizzo, con un colpo di genio. Oggi domina, appunto, il gioco, e il gioco in questo momento al Cagliari manca per via dell’assenza di alcuni elementi chiave che sono ai box. Abbiamo nominato Viola e Prati, ma non dimentichiamoci di Marco Mancosu: lui è troppo importante in mezzo al campo e sulla trequarti. Sa giostrare tra le linee, crea superiorità numerica, è dotato di un gran tiro. Tutte caratteristiche che mancano agli altri centrocampisti presenti in rosa.

In questo momento l’allenatore sta cercando di fare quel che può coi giocatori che ha a disposizione, sforzandosi di raccattare il maggior numero di punti possibile. E per giunta fino a oggi ha affrontato formazioni già rodate e abituate alla serie A: a partire dal Torino, allenato da un tecnico molto bravo che personalmente conosco bene, per arrivare al Bologna, contro il quale la gara è stata decisa da evidenti svarioni dei singoli. Del match con l’Inter c’è poco da dire, perché tra rossoblù e nerazzurri c’è un abisso.

Insomma, non è che la squadra stia prendendo imbarcate o venga surclassata dagli avversari. Proprio per questo dico che non c’è da preoccuparsi più di tanto. Ranieri, del resto, se dovesse esserci bisogno solleciterà la dirigenza a intervenire sul mercato per colmare eventuali lacune. Ma ora è presto per parlare di queste cose.”

Antonio, una domanda su misura per lei, che è stato attaccante. Il reparto avanzato del Cagliari oggi è costituito da Petagna, Luvumbo, Shomurodov, Pavoletti e, quando tornerà, Lapadula. Lei a chi darebbe maggior fiducia e su quale coppia – o tridente – punterebbe, fermo restando che naturalmente le scelte di Ranieri dipenderanno anche dall’avversario che via via si affronterà?

“Devo essere sincero: a me Petagna non fa impazzire. Però lo vedo bene con Luvumbo, perché i due comporrebbero una coppia ben assortita: Petagna è più un centravanti puro che fa reparto, l’angolano è una seconda punta di movimento. Lapadula certamente ti può risolvere la gara con uno dei suoi colpi, ma la sua storia dice che non è un attaccante da 20 gol in serie A. Shomurodov devo ammettere che lo conosco poco, ma non mi pare abbia segnato molto nelle ultime stagioni. In ragione di ciò, di primo acchito direi che il tandem più logico e bilanciato è quello Petagna-Luvumbo. Tra l’altro Zito è abile nell’uno contro uno, nei tagli alle spalle dei difensori, va via bene in velocità e può creare superiorità numerica in attacco. Mettendo così Petagna nelle condizioni di andare a rete. Un po’ come accadeva tra Oliveira e Dely Valdes ai nostri tempi: uno apriva i varchi e svariava sul fronte offensivo, l’altro finalizzava.

Un capitolo a parte lo merita Pavoletti. Purtroppo negli ultimi anni il centravanti livornese è stato molto spesso ai box. Io gli auguro tutto il bene del mondo, anche perché ci ha portato in serie A con quel gol magico all’ultimo respiro a Bari, ma di fatto è sempre infortunato. Non riesco a capire quali problemi abbia il suo fisico, quali siano le ragioni della sua costante indisponibilità… In ogni caso, duole dirlo ma non si può puntare su un giocatore che, per un motivo o per l’altro, vede il campo col contagocce.”