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Un calciomercato mai visto. Dopo Icardi, l'Inter ha un mese di vantaggio sulla Juventus: Paratici vuole chiudere subito gli scambi, intanto cerca di frenare gli obiettivi di Marotta e Ausilio. Contratti e proroghe: ecco cosa succederàTUTTOmercatoWEB.com
domenica 07 giugno 2020 15:26Editoriale
di Marco Conterio

Un calciomercato mai visto. Dopo Icardi, l'Inter ha un mese di vantaggio sulla Juventus: Paratici vuole...

Nato a Firenze il 5 maggio del 1985, è caporedattore e inviato di Tuttomercatoweb.com. In passato firma per Il Messaggero e per La Nazione, conduttore su RMC Sport e Radio Sportiva.
Suona il telefono. Però le risposte adesso sono vaghe, d'attesa e preoccupazione. Perché dall'altro capo della linea il direttore sportivo di Serie A spiega che 'adesso la preoccupazione più grande è sui contratti in scadenza e ancora non abbiamo capito che fare'. Un agente, intermediario internazionale, chiarisce: 'posso pensare, adesso, ai mandati? I club non sanno ancora che categoria faranno e in che competizioni giocheranno. E poi ho dei ragazzi che assisto in scadenza, altri con rinnovi legati a promozioni. Come facciamo?'. Un presidente di Serie C ammette candidamente che 'tra le mie aziende e il calcio, in questa crisi, non c'è certo da scegliere. Siamo prestati al pallone'. Un responsabile dello scouting di una squadra di Serie A risponde come un leone in gabbia. 'Non ci sono partite, non giriamo. Seguiamo i giocatori per gare vecchie via video ma non è la stessa cosa'. Un agente, dall'altra parte del mondo, risponde preoccupato. 'Avevo due trattative aperte per un ragazzo giovane da portare in due top club europei. Non hanno più soldi per questo tipo di transazioni'. 'Ci stiamo muovendo per fare scambi -spiega un direttore generale-, è l'unico modo per far respirare le casse'.

TONALI, KUMBULLA E GLI SCAMBI DELLA JUVENTUS Date un nome e un cognome a questi personaggi, di realtà e non di fantasia. Scegliete il colore, la squadra, e capirete che questo è il calciomercato in questi giorni. Dove la Juventus ha una strategia che è quasi un onere: cercare di fare transazioni che permettano di mettere a bilancio plusvalenze. Senza tirar fuori anticipi di cassa e per questo l'Inter ora corre da sola per Sandro Tonali, che il Brescia vuole vendere solo per cash e senza contropartite, per questo i nerazzurri possono sorpassare nuovamente la Vecchia Signora per Marash Kumbulla dell'Hellas Verona. Estate strana, per Fabio Paratici: aveva già assaporato la strategia dello scambio nelle ultime sessioni ma da qui a fine giugno per lui sarà tutto un tentar di far quadrare i conti con incastri non certo semplici. Perché finché in rosa hai giocatori di fascia media-medio alta, anche portare avanti operazioni con squadre non di prima fascia è un conto. Ma quanto gli ingaggi sono quelli di Adrien Rabiot, Miralem Pjanic e Alex Sandro, allora il parco delle potenziali squadre con cui fare operazioni di scambi di cartellini, da mettere poi a bilancio con dei segni +, si restringe. E cozza con le volontà degli altri club, galli nello stesso pollaio d'Europa.

L'INTER HA UN MESE DI VANTAGGIO SULLA JUVENTUS Sarà un mercato dove l'Inter partirà stavolta, dopo tanti anni, da una posizione di forza. Lo stress test dei conti bianconeri ci sarà a fine giugno, l'Inter è uscita dal vulnus del Fair Play Finanziario ma sta ben attenta a non incappare di nuovi nel capestro degli esami forzati da parte della UEFA. Però ha incassato tutto in plusvalenza dall'addio di Mauro Icardi e dall'altra parte potrà farlo anche con altri giocatori. Su tutti, Lautaro Martinez. Il problema è che il Barcellona, con l'orizzonte elettorale davanti, ha le casse in difficoltà e per questo, alla stregua della Juventus, mette sul piatto dell'offerta più calciatori che soldi contanti. Non è facile: l'Inter, proprio per avere linfa nel bilancio, e anche contanti da reinvestire, preferirebbe un'offerta cash. Ma il Manchester City, che a giorni vedrà la UEFA, non può farla e lo stesso dicasi a oggi del Barcellona.

PARATICI, GLI OBIETTIVI E LE AZIONI DI DISTURBO Sicché la questione stringente è che i nerazzurri hanno sofferto per ora forse meno degli altri l'impatto della crisi grazie anche a Mauro Icardi. Per questo hanno a oggi la possibilità di fare un giugno da padroni: la Juventus è impegnata sul fronte degli scambi e dei bilanci, Ausilio e Marotta hanno un mese di vantaggio che non vogliono lasciarsi sfuggire e da qui la corsa in solitaria per Sandro Tonali e il possibile rilancio per Marash Kumbulla. Un mese, Paratici però lo sa e le notizie dell'inserimento continuo sul regista e sul difensore sono fatte proprio per ritardare l'Inter, sparigliare le carte e magari far alzare la posta a Cellino e Setti.

KULUSEVSKI E LE SCADENZE Intanto a ballare in questo mercato, come da primo capoverso, ci sono anche le scadenze. I prestiti. Quel che arriverà domani dal Consiglio Federale sarà un messaggio chiaro: la FIGC non può imporre i rinnovi ai singoli calciatori ma di fatto metterà in atto delle normative stringenti affinché gli accordi in essere, contratti coi club e contratti tra società di prestito, vengano prorogati fino al 30 agosto. Non sarà possibile allenarsi con un altro club se non con quello per cui si è tesserati adesso, per esempio, anche se la questione più delicata riguarda i giocatori con il contratto in scadenza. Gli accordi che vengono sottoscritti tra calciatori e club hanno stipendi a base annuale, non mensile: per questo la FIGC spiegherà che la stagione 2019/2020 sarà considerata di 14 mesi e la successiva di 10. Non cambierà niente in quanto a spese ed emolumenti, se non per quelli che cercheranno di sottoscrivere nuovi contatti dalla prossima stagione e che troveranno davanti club che giustificheranno offerte al ribasso con i "dieci mesi". Niente di più sbagliato: a livello di spese e di ingaggi non cambia niente, chi è in scadenza rischia di restare due mesi senza allenarsi in caso di rifiuto sulla firma e una società di aver pagato comunque un calciatore senza volerne usufruire per due mesi. In Inghilterra, ci sono giocatori che hanno detto che non hanno intenzione di rinnovare ma se la FA ha dato da una parte la possibilità di scegliere se far valere o meno la proroga del contratto al calciatore, da parte della FIGC le norme dovrebbero essere un po' più stringenti. E richiamare tutte le parti in causa al buon senso che spesso manca.
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