Cagliari nel limbo, il mercato non decolla: serve un segnale dalla società. Ecco la strategia di Angelozzi...
di Sergio Demuru
Un mercato che stenta a decollare. Ma è una strategia che il Cagliari adotta da anni per monitorare al meglio le operazioni in entrata ed in uscita. Del resto, una società che vive in una sorta di limbo nella massima serie, sempre ai limiti della zona rossa, deve fare attenzione a quelli che sono eventuali investimenti in un mercato di riparazione che comunque ha una sua valenza economica, che spesso non è supportata da reali riscontri tecnici ed è sproporzionata per quella che è la realtà.
In questo ambito il ds Angelozzi ha esperienza ed è navigato per provare ad ottenere il massimo in un contesto difficile, con tante concorrenti all’obiettivo comune che provano a rivedere i piani. Talvolta alcuni nomi di giocatori vengono evidenziati per interesse legittimo del procuratore di turno che vorrebbe piazzare il proprio assistito in un contesto più redditizio ed ecco che nomi come Raspadori (poi finito all’Atalanta) o Zapata sono stati accostati al Cagliari, senza peraltro avere riscontri pratici.
In effetti il Cagliari, in questo girone di andata, non ha certo ricevuto favori dalla dea bendata. Gli infortuni in serie di Belotti, Felici e Folorunsho hanno condizionato le scelte ed il mister rossoblù si è ritrovato a variare quelle che erano le prospettive della vigilia. Se a questo si aggiunge la condizione sempre altalenante di Mina e l’ultimo problema, in ordine di tempo, di Deiola, si ha un quadro per nulla trascurabile di una squadra che ultimamente sta affannando.
Tra l’altro la società in estate ha effettuato uno sforzo economico non indifferente per offrire al tecnico una rosa competitiva, ma tutto ciò si è rivelato poi complesso nel gestire le risorse proprio a causa dei suddetti intoppi. Giustamente adesso si andrà con i piedi di piombo. Anche perchè al tradizionale mercato di gennaio non si trova solitamente quel quid che possa far fare il salto di qualità. Soprattutto in un contesto come quello rossoblù. Ci sarà piuttosto da definire determinate congetture.
Arrivasse un rinforzo nella zona nevralgica sarebbe già un’azione societaria non di poco conto, mentre occorrerebbe magari anche un inserimento nella linea arretrata, spesso falcidiata dai colpi della sorte quest’anno. Inutile girarci intorno: la parola d’ordine in casa rossoblù è sostenibilità. Le proiezioni sui diritti TV per il 2026 mostrano una flessione che impone cautela.
La strategia di Angelozzi è dunque chiara: per far entrare volti nuovi, serve sfoltire. I nomi sulla lista di sbarco sono quelli di chi ha trovato meno spazio con Pisacane: vedi Di Pardo, Mazzitelli o Cavuoti. Non sarà un mercato di botti spettacolari. Le "reali possibilità" del Cagliari sono legate a operazioni intelligenti: prestiti con diritto di riscatto o scambi mirati. L'obiettivo è regalare a Pisacane uno o due tasselli necessari per navigare in acque tranquille ed evitare che la recente sconfitta contro il Grifone diventi l'inizio di una spirale negativa. La salvezza passa per la gestione del gruppo, ma un segnale dalla società è ora più che mai necessario.






