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Corvino: "Per rilanciare il nostro calcio cambiamo questo sistema obsoleto"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 13:15Serie A
di Lorenzo Marucci

Corvino: "Per rilanciare il nostro calcio cambiamo questo sistema obsoleto"

Pantaleo Corvino torna a parlare dopo aver dato l'addio al Lecce. E a Tuttomercatoweb.com racconta ciò che ha in testa per il suo futuro ma anche come si può realmente provare a rilanciare il nostro calcio. Va cambiato un sistema ormai obsoloeto, sottolinea Corvino tornando su un tema che gli sta a cuore e sul quale spesso si è battuto. Corvino, mancano già il campo, la preparazione della squadra, le trattative? "No, non è passato neanche un mese quindi siamo ancora... tossici, contaminati al massimo dopo sei anni veramente a pieno regime e piene energie per cercare prima di arrivare dalla B alla A e poi di permettere di disputare il quinto anno di Serie A, con uno scudetto anche Primavera. Tutti questi risultati sono stati raggiunti in una situazione in cui il risultato economico è importante quanto quello tecnico. Non è facile, perché c'era pure, attraverso la patrimonializzazione, da tenere un club in sostenibilità, per farlo durare nel tempo, peraltro con un monte di ingaggi ben preciso con cui devi cercare di arrivare poi all'obiettivo principale. Patrimonializzare è stato un esercizio difficile, veramente, che mi ha impegnato molto, ci ha impegnato tutti, e quindi è giusto che adesso io ritrovi un po' di energie per poi ripartire". Quindi Corvino ripartirà... "Il piacere e la passione ci sono sempre. Però è giusto riposarsi dopo 50 anni fatti tutti di fila dalla terza categoria alla Champions League e adesso dopo questi altri sei anni da scudetto. Sì perché forse la salvezza può essere uno scudetto. E' stata dura e adesso, ripeto, un po' di tempo per ricaricarmi serve. E poi se ci sarà qualcosa di interessante e importante andremo di nuovo a correre". Nel frattempo è arrivato, per provare a rilanciare il nostro calcio, come Presidente della Figc, Malagò. È l'uomo giusto? "Su questo mi sono già espresso anche in maniera forte. Non su Malagò, ma su questa situazione. Il cambio del Presidente federale era già avvenuto a seguito dell'eliminazione dell'Italia dai Mondiali. Ho sempre detto, e ne sono convinto, che in Italia non è che mancano i dirigenti. Non mancano gli allenatori, non mancano i direttori, non mancano i preparatori: in Italia credo che ci sia il meglio. Credo che tutto sia da addebitare ad un sistema che ormai è un obsoleto, vecchio, è un sistema che va cambiato. Una volta cambiato questo, ritengo che anche i Presidenti federali avranno di che lavorare: adesso mi sembra che siano troppo ingessati da un sistema che, come ho detto, è obsoleto. E' vero che mancano le potenzialità che c'erano una volta, mancano le strutture, ma queste non c'erano neanche quando si vincevano i mondiali. Credo che il punto sia questo: se si trova la svolta, alla luce della qualità dei dirigenti che ci sono, dei preparatori, allenatori, direttori, tutto andrà a migliorarsi. C'è un sistema, ripeto, che non permette a queste potenzialità che diventino qualità importanti nelle nazionali. Aggiungo che non si può fare una partita decisiva ai fini della qualificazione mondiale con un sistema che consente che i club mandino i loro calciatori soltanto due o tre giorni prima". Si potrebbe parlare anche della riforma dei campionati primavera... "E anche di tanti aspetti che rientrano nel sistema, perché, come ho detto prima, non è colpa di Gravina, non sarà colpa di Malagò se non si va ai mondiali, non è colpa di Spalletti o di Gattuso. E' tutto figlio di un sistema che non permette ai presidenti di poter dare il meglio alla luce di queste restrizioni". Che cosa la intriga, soprattutto tra gli allenatori nuovi che ci sono in questo momento: Allegri al Napoli, Amorin, al Milan e non solo... "Mi intriga un po' Amorim, perché se vai a vedere gli ultimi due anni, è l'allenatore con cui i calciatori che hanno avuto più riscontro tecnico ed economico sono stati due ragazzi che ho ceduto io: uno è Hjulmand allo Sporting di Lisbona per venti e passa milioni di euro (pagato centoottantamila euro), l'altro è Dorgu al Manchester United, venduto per 35 milioni di euro (pagato 200 mila euro). Tutti i due calciatori, sia allo Sporting che al Manchester, hanno avuto come allenatore Amorin, quindi faccio il tifo per lui". Dovrà essere supportato dal club, c'è stato un azzeramento della struttura societaria, un cambio netto, cosa ne pensa? "Penso che la delusione di una mancata qualificazione in Champions all'ultima giornata contro il Cagliari già salvo, abbia potuto portare ad una reazione di pancia. A volte bisogna è giusto riflettere, però succede che i dirigenti possano avere questo tipo di reazioni come può fare un allenatore quando decide un cambio e dopo magari si può pente o come fa un direttore quando sbaglia un calciatore. Il Milan in quel momento ha avuto quella reazione immediata alla luce di questa mancata qualificazione". A proposito di suoi giocatori che hanno fatto le fortune delle sue squadre, di recente un artista le ha dedicato nei pressi di casa sua un murales con tutte le sue grandi scoperte da Miccoli a Vlahovic, soprattutto grandi attaccanti che si sono imposti all'attenzione generale... "Sì, solo attaccanti. E' stato un graffitista da street, che devo dire è tra i più importanti in Italia, a volermi regalare questa opera e lo ringrazio. 'Voglio fare un murales, mi disse, alla luce di quella metafora di Conte di tre anni fa quando allenava il Tottenham'. Antonio ha citato una mia frase, 'è meglio sbagliare la moglie che l'attaccante'. E questo artista mi disse: 'Voglio fare un murales disegnando tutti gli attaccanti che tu hai avuto nella tua storia professionistica'. E quindi partendo da Casarano con Miccoli e Francioso, da Lecce con Lucarelli, Pellè, Bojinov, Chevanton, Vucinic, fino alla Fiorentina con Toni, Mutu, Osvaldo, Seferovic, Jovetic, Ljajic, Vieri, Simeone, Vlahovic e Gilardino fino a Destro al Bologna". A proposito di Vlahovic che futuro vede per lui e se si aspettava di più nel suo percorso in questi ultimi anni? "No, no, Vlahovic è un campione nel suo ruolo, visto la carenza che c'è anche nelle prime punte: Vlahovic pur essendo ancora un giovane, ha 26 anni ed è un giovane come attaccante, è un calciatore che risponde sempre, ha voglia di migliorarsi. A Firenze ricordo che quando andavano via tutti dal campo lui rimaneva per fare muro e cercare di progredire. E' un calciatore di cui credo ogni squadra importante avrebbe bisogno". Palestra vale così tanti soldi? "E' una potenzialità, perché dopo solo un campionato con il Cagliari parliamo di potenzialità. Però la carenza di qualità ti può portare a volte a rischiare sulla potenzialità e questi 50 milioni e passa di euro credo che possano sembrare un azzardo per uno che ha fatto solo un campionato di Serie A per giunta con il Cagliari, però poi alla fine puoi anche pensare che i grandi club non trovando la qualità conclamata (o se la trovano conclamata si va dai 100 milioni in poi) possano appunto rischiare per una cifra del genere" Clicca sotto per guardare