Cagliari, Deiola: "Da Pavoletti ho imparato a fare il capitano. Mai avuto dubbi su Pisacane"
Dal Crai Sport Center di Assemini, il capitano del Cagliari Alessandro Deiola ha parlato dell'inizio di preparazione dei rossoblù agli ordini di Fabio Pisacane: "La fascia è soprattutto una formalità da portare in campo, perché il vero leader è il gruppo e il comportamento quotidiano, in campo come fuori, viene prima della fascia in sé. All’interno di questa squadra ci sono tanti compagni che possono ricoprire questo ruolo, penso a Zappa e a Caprile. Detto questo, ha un valore simbolico alto ed è molto importante per me, sono pronto a prendermi questa responsabilità. In questi anni ho avuto la fortuna di essere il braccio destro di Leonardo Pavoletti e di capire come andasse interpretato questo compito. È una bellissima sfida e sono felice di iniziarla".
I suoi esempi del passato in questo senso?
"Il passaggio di consegne ha un significato enorme. Ci sarà da lavorare, da ambientarsi ancora meglio in questo ruolo, ma mi sento carico e sto bene in questa nuova dimensione. È un senso di responsabilità che porto con grande orgoglio, perché sono cresciuto con il sogno di diventare qualcuno per questa squadra e per questa Società. In questo mese di vacanza, sapendo che sarebbe iniziato questo nuovo percorso, ho ripensato ai tanti capitani che ho avuto qui. Il primo nome che mi viene in mente è Daniele Conti che ho ammirato anche da bambino e tifoso, ma penso anche a Leonardo Pavoletti e a tutti quelli che hanno indossato questa fascia negli anni in cui sono stato giocatore del Cagliari. Mi ritengo una persona che osserva molto e ho cercato di prendere qualcosa da ciascuno di loro".
Il suo percorso al Cagliari dalle giovanili alla fascia da capitano?
"Mi capita spesso di riflettere sul mio percorso, ho ripensato alla partenza dal settore giovanile e a tutto quello che mi ha portato fino a qui. Mi conoscete, sono abbastanza testardo: ho sempre voluto rimanere a Cagliari per ritagliarmi un ruolo in quella che è casa mia, il Cagliari e la Sardegna, per non essere soltanto un giocatore di passaggio. Oggi guardo al mio cammino con orgoglio. Alla fine non conta tanto l’errore che puoi commettere durante la marcia, ma il risultato finale. Se hai voglia e determinazione puoi raggiungere i tuoi obiettivi".
La seconda stagione con Pisacane in panchina...
"Il mister, come ho detto più volte, è un allenatore molto preparato. È uno che non si accontenta mai e cerca sempre la soluzione migliore per farci crescere, trovando anche gli aspetti positivi da cui ripartire. Personalmente non ho mai avuto dubbi su di lui. Ci ha dato tantissimo e lo ringraziamo per la stagione che ci ha fatto vivere, non molla mai, lavora tanto e vuole sempre crescere rispetto al giorno prima, siamo tutti uniti per raggiungere anche quest’anno gli obiettivi e migliorarci".
L'impatto dei nuovi arrivi?
"Sono arrivati ragazzi molto preparati e competitivi. Sarà importante il lavoro quotidiano per integrarli il prima possibile negli schemi e nelle nostre idee di gioco. Ho già parlato con loro, li vedo già molto ben inseriti. Noi più esperti abbiamo il compito di farli sentire subito a casa. Sono arrivati giocatori importanti, che possono permetterci di fare ancora meglio rispetto alla scorsa stagione".
Belotti cosa farà?
"Andrea non ha bisogno di presentazioni. Ha avuto un ruolo importante all’interno del gruppo e ha dato un contributo significativo prima dell’infortunio ma anche dopo con il suo esempio e la voglia di rappresentare questi colori ogni giorno. In questo momento ci sono delle interlocuzioni con la società e vedremo cosa succederà".
La crescita del Cagliari?
"Ogni cambiamento nasce con l’obiettivo di crescere e portare qualcosa di positivo. La speranza è quella di migliorarsi ogni giorno, sia come squadra sia come Società. È questa la strada che dobbiamo continuare a seguire con grande compattezza e unità di intenti a ogni livello, in campo e fuori, ognuno col proprio ruolo".
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