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Fonseca è rientrato a Lisbona "È stato un viaggio difficile, sempre con la sensazione di pericolo"

Fonseca è rientrato a Lisbona "È stato un viaggio difficile, sempre con la sensazione di pericolo" TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
martedì 1 marzo 2022, 10:27Calcio estero

Paulo Fonseca è atterrato con la moglie ieri sera dopo mezzanotte a Lisbona. Il tecnico portoghese ha raccontato alla stampa la situazione vissuta in Ucraina al momento dell'invasione militare della Russia. L'ex allenatore della Roma, ha lasciato la capitale Kiev venerdì scorso, attraverso la missione di rimpatrio dell'ambasciata portoghese a Kiev: "Avevamo in programma di andare in Svizzera in aereo alle 10 di giovedì. Erano le 4 del mattino e abbiamo sentito le bombe cadere a Kiev. È stato il momento più difficile, siamo stati presi dal panico, abbiamo preso le nostre borse, siamo usciti in strada, abbiamo cercato di lasciare Kiev in quel momento, ma c'era troppo traffico sulla strada principale. Da lì, siamo andati all'hotel del presidente dello Shakhtar Donetsk, insieme allo staff e ai giocatori del club. Ci siamo sentiti molto spaventati dalle bombe che cadevano vicino a noi. Non avevamo alcun dubbio che la guerra fosse iniziata".

Sulla situazione che sta vivendo il popolo ucraino: "Non ho parole per descriverlo. Stanno soffrendo molto e combattendo duramente per difendere la patria. Il presidente [Volodymyr Zelenskyy] è il primo. C'era una lista enorme di persone che volevano entrare in Ucraina per aiutare l'esercito. Ci sono numerosi personaggi pubblici che si sono arruolati per combattere. Sarà difficile per queste persone, ma credo che abbiano già vinto questa guerra. Abbiamo molti amici che si sono arruolati e stanno difendendo l'Ucraina. I nostri amici stanno bene, al fronte. Siamo molto preoccupati per loro".

Sul viaggio affrontato "È stato un viaggio difficile, non tanto per quello che stavamo vedendo... Ovviamente abbiamo visto colonne militari, ci siamo fermati una o due volte e abbiamo sentito sirene, aerei che passavano. Il viaggio è stato molto lungo, quasi senza sosta praticamente, sempre con la sensazione di pericolo. Questa è stato la cosa peggiore. C'erano code ovunque, non c'erano né cibo né benzina nelle aree di servizio".

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