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Premier League, spese senza freni: già oltre 2,7 miliardi investiti. Ma arrivano nuove regole

Premier League, spese senza freni: già oltre 2,7 miliardi investiti. Ma arrivano nuove regole TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 17:16Calcio estero

La Premier League+ continua a dominare il mercato europeo con cifre sempre più impressionanti. Prima ancora della chiusura della sessione estiva, i club inglesi hanno già investito oltre 2,7 miliardi di euro, confermando una capacità di spesa senza eguali. Un dato che stride con la decisione della lega di introdurre un nuovo sistema di controllo finanziario, pensato proprio per contenere i costi.

Dal punto di vista economico, il campionato inglese vive un momento d'oro: i ricavi complessivi sono destinati a raggiungere circa 7,4 miliardi di sterline, trainati dai diritti televisivi, dagli introiti commerciali e dai risultati ottenuti nelle competizioni europee. Eppure, nonostante questa crescita, la Premier League nel suo complesso non registra un utile dalla stagione 2017/18.

Le operazioni concluse nell'ultima finestra di mercato fotografano perfettamente la situazione. Il Tottenham ha superato i 350 milioni di euro di investimenti, mentre trasferimenti come quello di Morgan Rogers al Chelsea per 138 milioni o di Elliot Anderson dal Nottingham Forest al Manchester City per 135 milioni confermano come le valutazioni oltre quota 100 milioni siano ormai sempre più frequenti. Per cercare di frenare questa escalation, la Premier League ha sostituito il vecchio sistema delle Profitability and Sustainability Regulations (PSR) con il nuovo Squad Cost Ratio (SCR). La norma stabilisce che i club non possano destinare più dell'85% dei ricavi generati dal calcio ai costi della rosa, includendo stipendi, ammortamenti dei cartellini, commissioni agli agenti e salari dello staff tecnico.

Il nuovo regolamento, però, rischia di produrre un effetto opposto rispetto a quello auspicato. Le società con maggiori entrate potranno infatti continuare a investire cifre enormi, consolidando il divario economico con le concorrenti. Per questo il vero interrogativo non è più se la Premier League spenda troppo, ma quanto a lungo un modello di questo tipo possa restare sostenibile. Finché i ricavi cresceranno allo stesso ritmo delle uscite, il sistema reggerà; se invece i costi dovessero aumentare più rapidamente delle entrate, anche il campionato più ricco del mondo potrebbe trovarsi ad affrontare una sfida senza precedenti.

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